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lunedì 27 settembre 2010

Inceneritori in Abruzzo

Ho detto tante volte che gli inceneritori sono solo uno spreco di denaro ed una fonte di inquinamento dannosa per le popolazioni e per l'ambiente. Non risolvono il problema ma lo peggiorano. L'unico motivo per cui se ne parla tanto che sono una enorme fonte di guadagno per pochi (tra cui molti amministratori locali ignoranti e/o più interessati al denaro che alla salute dei loro figli).

Le ultime cronache giudiziarie dall'Abruzzo mostrano una volta per tutte che politici ed imprenditori dei rifiuti volevano a tutti i costi un inceneritore e che per questo litigavano e si corrompevano tra loro. Ma i cani su quell'osso erano tanti e allora - poichè un inceneritore era già troppo per tutto l'Abruzzo - per metterne due pensavano di abbassare le percentuali della raccolta differenziata e magari di bruciare immondizia da altre regioni sfruttando la stupidità degli abruzzesi.
Gli indagati sono oggi tutti politici del centro-destra (con Chiodi che - per ora - nella migliore delle ipotesi fa la figura del cretino) ma - per ribadire che il PD non è secondo a nessuno - nel frattempo Pollutri da Cupello chiedeva con insistenza addirittura il terzo inceneritore.

Che altro c'è da dire?

sabato 12 settembre 2009

Cielo grigio

Per chi pensa che quel che esce dai camini degli inceneritori, dei cementifici, delle turbogas, delle raffinerie e degli impianti simili non vada lontano, ecco la distribuzione delle polveri generate nell'incendio di rifiuti della SEAB di Chieti Scalo del 18 luglio:


Ed io - ingenuo - che mi chiedo come mai il cielo non è più blu!

(fonte WWF riportato da primadanoi)

mercoledì 13 maggio 2009

O'mmiracolo


Credo che tutti pensino che berlusconi (col fido bertolaso) sia l'artefice della miracolosa sparizione dei rifiuti dalla Campania.
Ce lo ripetono tutti dalla TV e quindi non può che essere vero.

No non è vero.

Non può essere vero se dai cancelli dell'inceneritore di Acerra (che comunque è una soluzione peggiore del male) passano solo 4 camion di spazzatura al giorno.

Così qualcuno si è messo d'impegno e rischiando lo scontro con l'esercito ha seguito i camion che lasciavano Napoli e ha trovato la spazzatura.

"Sta a Ferrandelle in un'area completamente recintata di diversi ettari, lontano dagli occhi a 30 Km da Napoli e a 10 da Caserta. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza: nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato sito di interesse strategico nazionale e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino.

Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi.

Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente.

Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali, se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone. Non lontano da qui dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania.
Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: i contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere."

Fonte: repubblica con foto e video (il giornale - parzialmente libero - l'ha però subito tolta dalla home page nazionale).

Sarei contento se qualcuno, la prossima volta che sentirà parlare del miracolo della sparizione della spazzatura, dirà:

"non poteva essere vero e non è vero.
Io so che non è vero
ed ho anche visto le prove"


lunedì 9 marzo 2009

Ci ammazzano e poi ci prendono per il culo


Se dagli inceneritori esce aria pura
(come ci dicono e ci ripetono, veronesi in testa)
e tutto quanto ci entra si trasforma miracolosamente in pura energia,
allora ci posso bruciare qualunque cosa senza problemi.
Se così non è qualcuno ci sta avvelenando pian piano
e in più ci prende per il culo.


Due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera (ma non esce aria pulita?) e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale.

Ai domiciliari sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno (e in tutto questo tempo dove stavano gli organi di controllo?), si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale arrivava "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr (combustibile da rifiuti).

Significativo è l'episodio che riguarda la combustione di pneumatici all'interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto (gli stessi responsabili che nelle interviste vantano le miracolose proprietà degli impianti). Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "scadente". Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell'ambiente circostante, densamente popolato.

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Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull'ambiente circostante.

Le indagini del nucleo ecologico dei carabinieri - spiega una nota - hanno permesso di raccogliere «inequivocabili elementi di responsabilità a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come Cdr (combustibile da rifiuti) pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico».

Era stata la denuncia di un ex dipendente a far partire le prime indagini. Il capo-turno si presentò con un campione di rifiuti da analizzare, estratto da una vasca per il trattamento dei rifiuti che presentava picchi anomali di XCl (acido cloridico) e SO2 (biossido di zolfo). Il campione sotto forma di cilindro è stato poi fatto analizzare dall’Arpa di Frosinone che non lo ha repertato come «materiale non identificabile come cdr» bensì «rifiuto speciale e pericoloso per la presenza di idrocarburi».

E se qualcuno, per fare un piccolissimo esempio, cambia l'olio alla macchina e lo butta nei rifiuti? Quell'olio verrà bruciato assieme al resto, trasformato in composti chimici inesistenti in natura e praticamente eterni che, sotto forma di polveri sottilissime, diventeranno per sempre parte dell'ambiente per essere respirate o ingerite dopo essere entrate nella catena alimentare
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fonte_1 fonte_2 (i corsivi sono miei)


--> Attenzione a come verrà data (se verrà data), la notizia dai telegiornali <--

martedì 3 febbraio 2009

Combustioni, nanopolveri e malattie

Tutte le combustioni, nessuna esclusa, generano gas e polveri che, in generale, sono tanto più fini quanto più è alta la temperatura alla quale si sono formate. A 3.000 °C la maggior parte dei materiali sublima (passa direttamente dallo stato solido a quello aeriforme) per poi ricondensare nuovamente sotto forma particolata nel giro di pochi secondi, e quelle particelle hanno una composizione che dipende dagli elementi che si sono trovati casualmente a collidere. Alcuni di quei granelli sono veri e propri composti chimici; nella grande maggioranza, invece, sono leghe introvabili in qualsiasi manuale di metallurgia proprio per la maniera tutt’altro che deliberata con cui si sono generate.
....
Ma uno dei problemi più gravi, di cui solo da poco si comincia, e con circospezione, a tener conto è la formazione di quelle che si chiamano polveri secondarie. I gas di cui si è detto entrano in contatto con l’umidità atmosferica, con l’ozono, con i tanti radicali liberi sospesi in aria e, grazie alla catalisi della frazione ultravioletta della luce solare, si condensano formando, appunto, altre polveri. Queste particelle secondarie che nascono spesso ad una distanza di chilometri dall’origine possono superare in massa anche di 6-8 volte la quantità generata primariamente dalla combustione e hanno come aggravante il fatto di poter trasportare, adesi alla loro superficie, altri inquinanti come, ad esempio, le diossine, i furani, i policlorobifenili, gl’idrocarburi policiclici aromatici e quant’altro.
Tutte queste polveri, primarie e secondarie, hanno la capacità di restare sospese in atmosfera e di compiere tragitti anche relativamente lunghi, e di particolare interesse sono le particelle inorganiche in lega di cui si è fatto cenno. Stante la loro composizione, queste non sono quasi mai biodegradabili e, dunque, permangono nell’ambiente in pratica in eterno. La loro dimensione varia da qualche decina di micron giù fino alle decine di nanometri e il loro comportamento è tanto più assimilabile a quello dei gas quanto minore è la loro grandezza. Per questo, una polvere del genere nata in un determinato punto geografico può essere poi rintracciata anche a migliaia di chilometri di distanza.
.....
Se è vero che la Natura è una produttrice di polveri - e lo è, per esempio, attraverso i vulcani attivi, con gl’incendi boschivi, con la sabbia sollevata dal vento - è altrettanto vero che quelle polveri sono relativamente scarse e molto grossolane. Sono le polveri di origine antropica (proprie dell'attività umana), quelle generate dall’impiego di calore diventato sempre più accessibile dalla Prima Rivoluzione Industriale settecentesca, a costituire un grave pericolo per la salute. Queste sono quantitativamente soverchianti rispetto a quelle naturali non solo in massa ma anche, e in particolare, per numero, essendo quasi sempre di dimensioni di gran lunga inferiori. Inoltre, la loro composizione chimica comprende non di rado elementi dotati intrinsecamente di grande tossicità (mercurio, piombo, arsenico, cadmio, ecc.) a differenza della maggior parte delle polveri naturali costituite principalmente da silicio, magnesio, calcio e sodio.
I produttori più rilevanti di questi inquinanti antropici sono i motori a scoppio, gl’inceneritori indipendentemente dalla tecnologia impiegata), i cementifici, le fonderie e, non ultima, almeno in certe zone, i poligoni di tiro e la guerra con le

esplosioni che le azioni correlate comportano. Pur fuori di quel contesto, notevole è anche l’apporto del tabacco da fumo sulle cui foglie si posano, concentrandosi con l’essiccazione che precede il consumo, polveri in quantità rilevante.
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È un dato di fatto, però, che più la particella è piccola, maggiore è la sua capacità d’insinuarsi nell’organismo. Polveri grossolane, tra i 5 e i 10 micron di diametro, pur potendolo fare, faticheranno assai di più ad introdursi nell’albero respiratorio di quanto non facciano le polveri di calibro inferiore, e i nostri studi, corroborati da quelli ormai divenuti frequenti di altri centri di ricerca, dimostrano che particelle nanometriche sono in grado di transitare dall’alveolo polmonare al torrente circolatorio entro poche decine di secondi. Dal sangue, dove, in soggetti predisposti, le polveri innescano fenomeni ipercoagulativi, a tutti gli altri tessuti dell’organismo il passaggio è questione di decine di minuti e - ormai la nostra casistica è ricca di parecchie centinaia di esempi - è chiaro come queste particelle, nella maggior parte dei casi non biodegradabili né biocompatibili, inducano reazioni infiammatorie tipiche del corpo estraneo con tutte le conseguenze note in medicina che una forma patologica del genere, cronicizzata, è capace d’indurre.
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Il nostro laboratorio ha in diverse occasioni fotografato particelle insinuate nel nucleo di cellule senza ledere la membrana cellulare, così come ha individuato particelle di natura esogena (cioè generate esternamente) in diversi feti malformati, indizio di un passaggio del tutto possibile tra madre e feto.


Estratto da questo articolo. Altro articolo da leggere, 1° elenco di articoli, 2° elenco di articoli.

Se non bastassero le polveri si veda questo post in cui dopo un cenno alle polveri nello sperma si parla della riduzione della fertilità, degli effetti di erbicidi e degli effetti delle plastiche con cui veniamo a contatto ogni giorno.