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mercoledì 4 marzo 2009

Di chi è l'Enel? e l'ENI?

Ho ricevuto questo commento al post L'Enel e la sicurezza:

Anonimo ha detto: "Fortunatamente l’Enel ha investito sul nucleare all’estero, almeno per trovarsi pronta quando il motore del nucleare si metterà in moto anche in Italia. L’Enel non è più una industria pubblica. È una società per azioni a cui non possiamo legare le ali impedendole di muoversi sui mercati internazionali con la stessa libertà con cui si muovono i suoi concorrenti".

Vorrei rispondere che il guadagno di una società non è per me un motivo valido per giustificarne i comportamenti, ma ho pensato che sarebbe stato comunque interessante sapere chi sono gli azionisti di Enel. La risposta si trova facilmente sul sito dell'azienda:
  • Ministero dell'Economia e delle Finanze - 21,1%
  • Cassa Depositi e Prestiti - 10,1%
  • Investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi, ecc): 33,7%
  • Investitori individuali (piccoli azionisti): 35,1%


Interessante è anche questa torta:



Che si può interpretare dicendo che la metà (51%) di chi rischia i propri soldi non ha alcuna voce in capitolo.

Ricapitolando: l'azionista di maggioranza dell'Enel è lo Stato italiano per cui io ritengo di avere ancora più ragioni per lamentarmi delle sue scelte.

Ma le considerazioni non finiscono qui: mi pare chiaro che avere in mano la maggioranza delle azioni dell'Enel, permette di sceglierne i dirigenti, di indirizzare gli appalti (anche solo scegliendo una tecnologia piuttosto che un'altra), di accontentare gli amici. Enel è dunque un'azienda, monopolista di fatto sul territorio italiano, il cui management è scelto dal governo che prende buona parte dei dividendi. E' una storia all'italiana, un palese conflitto di interessi poichè è lo stesso governo che decide le politiche energetiche che influenzano le sorti economiche del monopolista.
Un conflitto di interessi che è passato silenziosamente tra le mani della destra e della sinistra senza che nessuno volesse risolverlo (mi sembra di aver già sentito una storia simile ...).

Si spiega così facilmente come il presidente del consiglio possa decidere la strategia di investimento di una azienda "privata", ma si possono spiegare anche le scelte contrarie alle energie rinnovabili che invece aprirebbero il mercato ad altri produttori, anche piccolissimi, riducendo la posizione di monopolio dell'Enel che le permette, ad esempio, di decidere i prezzi dell'energia senza concorrenza. L'energia rinnovabile, inoltre, potrebbe far invecchiare di colpo le centrali Enel con il collasso dell'azienda.
Si spiegano i consigli di berlusconi all'acquisto di azioni Enel, si capisce come verranno finanziati gli studi sul nucleare, ecc. ecc.

In poche parole: l'azionista di maggioranza dell'Enel (che non è lo stato italiano, ma sono i politici italiani) agisce contro la qualità di vita dei cittadini italiani, rovinando l'ambiente e mantenendo alti i prezzi finali dell'energia, per aumentare i propri incassi (che non ritornano però ai cittadini, perchè servono a mantenere gli sprechi e i privilegi della politica) oltre, ovviamente, ad aumentare gli incassi, leciti e illeciti, del sistema che gira intorno all'Enel.

Da cosa nasce cosa, e pensando al petrolio dell'Abruzzo mi domando: ma di chi è l'ENI?
Dal sito dell'azienda si ottiene che:
La quota di partecipazione diretta del Ministero dell'economia e delle finanze è pari al 20,31%;indirettamente, tramite la Cassa depositi e prestiti S.p.A., possiede un'ulteriore partecipazione del 9,99% .

E tutto il discorso appena fatto può essere ripetuto pensando alle leggi che favoriscono l'ENI per l'estrazione, alle bassissime royalties, alle scelte energetiche che privilegiano i combustibili fossili, ai rigassificatori, ecc. ecc.

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Questo è invece il commento di Alexei allo stesso post:

mercoledì 17 dicembre 2008

Questioni immorali

Eluana: Sacconi non si dà per vinto, e aprendo uno scontro senza precedenti con l'ordine giudiziario ha ribadito che andrà dritto per la sua strada, ovvero quella di sanzionare duramente la clinica di Udine in caso di applicazione dell'ordinanza confermata dalla Cassazione. (fonte)

Pillola abortiva, appello per il no da Formigoni, Ferrara e Scaraffia. (fonte)

Potrei usare parole ricercate, ma sono stanco e dico semplicemente che questi sono delle merde, solo delle merde.

Qui c'è il mio pensiero per il padre di Eluana

Però un piccolo approfondimento lo voglio fare: un salto su wikipedia ed in trenta secondi scopro che:

Negli anni Settanta e Ottanta Maurizio Sacconi militava nel PSI, con il quale è stato deputato. Terminata l'epoca del Garofano, aderisce a Forza Italia. (nulla di strano)

Dall'8 maggio 2008 ricopre l'incarico di Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Sposato con Enrica Giorgetti, laureata in giurisprudenza, tra le altre cose ex direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade SpA, ex direttore dell'Area strategica impresa e territorio di Confindustria e dal 2005 direttore generale di Farmindustria (l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche).

Il Ministro della Salute (che decide sui farmaci) è sposato con il direttore generale di Farmindustria !


La nomina di Sacconi a ministro della salute è stata criticata all'estero dalla rivista Nature come un possibile conflitto di interessi. (all'estero si lamentano ed io lo vengo a sapere solo ora, per caso)

Se qualcuno ha ancora voglia di ridere ecco una storia tratta da www.stefanodisegni.it