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lunedì 13 giugno 2011

Il nucleare in giardino

Dopo aver raccolto le firme per i Comitati e per l'IDV
Dopo aver scritto e parlato con tutti
Dopo aver girato per un mese con la spillina del WWF
Dopo aver appeso i manifesti anche in giardino

Sono proprio contento!

martedì 7 giugno 2011

martedì 26 aprile 2011

Ball-out nucleare


Il nucleare non si farà. Non ha alcun senso ne tecnico nè economico; non ci saranno né i soldi (che in tutto il mondo sono pubblici), né il combustibile, né i siti idonei per le centrali e le loro scorie.

Solo un pazzo può oggi pensare di costruirle aumentando tasse e bollette ed usando l'esercito per presidiare i siti; e di fare tutto questo senza risolvere - ma neppure minimamente attenuare - i problemi energetici dell'Italia, facendola invece rimanere indietro nel percorso di riduzione dei consumi e di sviluppo delle rinnovabili che il resto del mondo avrà intrapreso.

Già, solo un pazzo o un buffone o un vecchio che si sente sfuggire il tempo di mano e non può pensare al futuro, come quello che oggi, dalla Francia, ha affermato:
"Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo".
"Negli anni 70 gli ecologisti di sinistra si sono messi di traverso e da allora dobbiamo acquisire tutta l'energia che consumiamo dall'estero ..."
"La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra uno o due anni a un'opinione pubblica conscia della necessità nucleare".
"L'energia nucleare è sempre la più sicura. Anche perché il disastro giapponese si è verificato perchè la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva. Le centrali francesi sono così sicure da essere addirittura resistenti ad un attacco atomico"
"I contratti tra Enel e Edf sul nucleare non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione".
"Le energie rinnovabili nel mondo possono arrivare a delle percentuali sul totale dell'energia necessaria che sono assolutamente minori".
(fonte - vedere anche il video)
Un delirio che non ha bisogno di commenti tecnici, quel che conta è il fatto che - una volta di più - l'eletto dal popolo del popolo se ne frega.

Immagina uno o due anni di martellante pubblicità filonucleare (con i relativi incassi per le sue TV e i suoi giornali ), unita ad una crisi energetica pilotata ad arte (sul modello Lampedusa), per convincere il popolo bue.

Nel frattempo i francesi verranno compensati del ritardato guadagno nucleare con una generosa quota dell'acqua che beviamo (perchè il prossimo passo sarà quello contro il referendum per la privatizzazione dell'acqua). Nel frattempo pagheremo all'ETF la formazione invece di farla fare all'Università italiana.

Già i francesi .... Dopo tutte le fantasie sull'italianità di Alitalia prima (che abbiamo pagato con le nostre tasche con i bei risultati che vediamo) e di Parmalat ora (che i francesi vogliono e possono comprare sostenuti dai mercati); mentre si strepita sui migranti, appare curioso che - nel silenzio - si dia alla Francia sia il nucleare che l'acqua su un piatto d'oro.

L'abolizione per cavillo dei referendum è comunque solo l'ultimo atto di una serie ormai infinita: basta scorrere i giornali per trovare la rinata volontà di far trivellare ovunque (senza risolvere in alcun modo i problemi energetici ma nemmeno quelli economici; esponendo le comunità locali a rischi gratuiti come nell'apparentemente dimenticato disastro del Golfo del Messico); il ritorno dell'ossessione per uno sviluppo che passa sempre e solo per il cemento e il consumo del territorio; le leggi per bloccare i giudici, l'informazione, la guardia di Finanza e quelle che favoriscono i delinquenti (processo breve e lungo, intercettazioni); la distruzione della cultura e della ricerca; l'uso delle armi in Libia che favorirà le aziende che le producono (Finmeccanica in testa) ecc. ecc.

Un castello di carte troppo alto per resistere a lungo.

martedì 19 aprile 2011

La fusione del nucleare


"Entro il 2013 la prima pietra per il nucleare di nuova generazione"
(Scajola 23 maggio 2008)
"Nucleare: scelta obbligata per non restare a secco di energia"
(Scajola 25 febbraio 2009)
"E' inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato"
(Romani 15 marzo 2011)
"Il futuro è nelle rinnovabili e nell'energia verde"
(Romani oggi 19 aprile 2011)

Il nucleare non si farà.

Su questo non avevo alcun dubbio, pensavo però che avremmo prima sprecato un mare di soldi da dare ai soliti amici.
Ci ha salvato il fatto che gli italiani avevano tutta l'intenzione di votare al referendum e di bocciare il nucleare assieme alla privatizzazione dell'acqua e al legittimo impedimento.

Ed allora l'eletto dal popolo, impaurito dal giudizio del popolo, ha preferito rinunciare al nucleare che mettere a rischio il culo. Gli amici - se non andremo a votare - si dovranno accontentare della privatizzazione dell'acqua.

Speriamo che sia finita per sempre e di non dover sentire più (almeno su questo argomento) i vari chicco testa, veronesi, carlucci, scaiola, i giocatori di scacchi, la prestigiacomo, gasparri, cicchitto, bertolaso, capezzone ecc. ecc. con le loro facce così sicure nel dire cazzate.

giovedì 17 marzo 2011

Giappone - aggiornamenti 3


Nessuna novità positiva: non sono riusciti a portare l'energia elettrica alla centrale e rimettere così in funzione gli impianti di raffreddamento (se ancora funzionanti). Il problema maggiore rimane quello delle piscine dove il combustibile usato viene conservato sotto almeno 8 metri di acqua, che lo devono sia raffreddare che schermarne le radiazioni. Le piscine sono fuori dal guscio di contenimento (vedi figura), e il crollo dell'edificio le ha esposte direttamente all'atmosfera come a Chernobyl. E' probabile che le piscine siano lesionate o che si siano svuotate di liquido per i detriti delle esplosioni. Anche gettare acqua dall'alto a nulla può servire se le vasche sono lesionate.

mercoledì 16 marzo 2011

Giappone - aggiornamenti 2

In estrema sintesi: se riescono a raffreddare i noccioli e le piscine per qualche giorno, la temperatura calerà e con essa i rilasci radioattivi e sarà sempre più facile raffreddare fino a riprendere il controllo e affrontare il problema (enorme) della bonifica.

Se invece la temperatura sale ci sarà maggiore evaporazione e quindi maggiori temperature, pressioni, emissioni di idrogeno e materiali radioattivi, maggiori probabilità di incendi ed esplosioni che faranno ancora salire temperatura, pressioni e emissioni e così via fino all'inarrestabile distruzione totale del sistema.

Questo mostro è mantenuto sul filo del rasoio. Un giorno ci saranno documentari e film sui tecnici che stanno cercando di domarlo - speriamo non alla memoria.

In Italia, intanto, un ridicolo dietro-front.

martedì 15 marzo 2011

Giappone - aggiornamenti

Il contenimento del reattore 2 di Fukushima ha ceduto - una piccola falla ma tale da far aumentare la radioattività nei pressi del reattore a livelli letali in poche ore. Radioattività che è poi calata perchè probabilmente la falla è limitata.

La fusione parziale è probabilmente già avvenuta, ma il materiale fuso dovrebbe essere caduto sul fondo ove l'acqua dovrebbe impedire un ulteriore rapido surriscaldamento.

L'aspetto più negativo è che quanto accade mostra che non hanno il controllo dei sistemi di raffreddamento.

Sui tetti (sic!) dei reattori spenti ci sono poi le piscine in cui viene immagazzinato il combustibile esaurito che rilascia calore sia pure in quantità ridotta. Anche queste piscine andrebbero raffreddate, ma così non è e si stanno surriscaldando con gli stessi problemi del nocciolo. La loro fusione però avverrebbe in un ambiente non protetto da gusci di contenimento. Un incendio si è già sviluppato nella piscina 4, apparentemente dovuto a olio lubrificante e non ancora all'idrogeno.

Un possibile sviluppo disastroso vede ulteriori aumenti di radioattività a livelli letali e l'abbandono della centrale anche da parte dei pochi operatori rimasti. Si tratterebbe quindi di lasciare a se stessi 6 reattori, danneggiati e senza controllo ne raffreddamento.
E ad 11 Km c'è un'altra centrale con 4 reattori.

lunedì 14 marzo 2011

Il futuro del Giappone è il nostro futuro, loro ci sono solo arrivati prima.



In Giappone stanno accadendo eventi considerati quasi impossibili (a probabilità "minima").

Le forze della natura - indifferenti alle protezioni costruite dall'uomo - hanno colpito duramente. e "imprevedibilmente". Un altro popolo è ora in ginocchio, la differenza con altri casi è che è un popolo "ricco".

Tra tutte le notizie, quella che spaventa di più è quella nucleare; inizialmente pensavo che fosse un problema secondario (a parte confermare le mie opinioni contro il nucleare in Italia) ma col passare del tempo le cose si fanno ogni ora più brutte.

E' tutto sotto controllo
Come per il pozzo di Macondo nel golfo del messico, anche in Giappone "tutto è sotto controllo" e in Italia c'è la corsa interessata a dire che "non è successo niente". E invece qualcosa è successo e ben poco è stato ed è sotto controllo. Mi sembra come chi, vedendo un'auto accartocciata su un albero in bilico su una profonda scarpata, e osservando che gli occupanti sono malridotti ma vivi, dicesse che grazie alle cinture di sicurezza e alla robustezza dell'abitacolo non è successo niente. E in quel momento l'auto comincia a oscillare ...

Errori di progettazione
Le centrali sono state costruite e aggiornate pensando ad un terremoto di intensità minore di quella che si è verificata, un errore di previsione che poteva essere fatale ma le strutture hanno comunque retto.

Il tallone d'achille stava però in un altro errore di progettazione, cioè nella protezione dai maremoti: i generatori diesel erano protetti da muri troppo bassi, e sono stati bloccati dall'onda.

Questo errore ha portato, passo dopo passo e assieme ad altre "sfortunate" evenienze, alla disperata misura di usare l'acqua di mare per il raffreddamento del nucleo che ha reso definitivamente inutilizzabili i reattori. Raffreddamento che è ancora in corso.


Non è ancora finita
Queste centrali sono dotate di un guscio di contenimento, ovvero di una robusta e pesante struttura di cemento armato che racchiude il reattore, capace di resistere - fino a prova contraria - ad attacchi militari e terroristici, ad eventi sismici e naturali e alla fusione del nocciolo.

Fino a che il surriscaldamento e la fusione non interessano il combustibile contenuto nelle barre, ma solo il loro rivestimento esterno, le emissioni radioattive legate agli sfiati - necessari a ridurre la pressione interna al guscio dove evapora il liquido usato per il raffreddamento (che ora è l'acqua di mare) - sono contenute e poco pericolose (breve emivita); questa è la versione rassicurante ripetuta inizialmente.

Il pericolo aumenta notevolmente se c'è una fusione del combustibile che si trova all'interno delle barre; e questo sembra essere quanto realmente accaduto già nei primi istanti; in questo caso, se il contenitore esterno resiste, il materiale radioattivo dovrebbe comunque restare in gran parte confinato ma gli sfiati saranno contaminati; fino ad ora i gas espulsi sono stati spinti in mare, ma quando i venti cambieranno potranno portare il pulviscolo sui 15 milioni di abitanti di Tokio.
Poichè il raffreddamento del nocciolo potrebbe durare anni tutto questo continuerà fino a quando - in qualche modo - si riuscirà a ricostruire un sistema di raffreddamento a circuito chiuso.

Infine, se il contenitore esplodesse o crollasse per l'aumento di pressione o per un nuovo terremoto o per la mancanza di raffreddamento, si avrebbe una forte contaminazione radioattiva (anche se minore di quella di Chernobyl) tramite l'esplosione prima e i fumi poi (disastro aggravato dal fatto che uno dei reattori è alimentato da un particolare combustibile, il MOX, quello che dovrebbe essere usato nelle centrali di terza generazione, maggiormente radiotossico).

La distruzione delle centrali
Non è quindi vero che non è successo niente, qualcosa di gravissimo - se tutto va bene - è già accaduto: alcune centrali nucleari, fondamentali per il sistema energetico del paese, sono state distrutte. E questo è successo in un paese in cui la cultura del rischio e della prevenzione sono al livello più alto nel mondo.
La prima conseguenza riguarda chi pagherà il conto enorme della loro messa in sicurezza. Le imprese di assicurazione non hanno dubbi: il governo giapponese.
La seconda è che il Giappone, terra sovrappopolata e priva di fonti di energia che ha accettato il rischio nucleare per mantenere il proprio tenore di vita, addirittura progettando di affidarvisi quasi completamente entro la fine del secolo, ora dovrà importare l'energia mancante e questo renderà estremamente difficile la ripresa con effetti a catena sul resto del mondo.

Chernobyl, un confronto impossibile
Il confronto con Chernobyl non ha senso perchè le centrali giapponesi usano l'acqua e non la grafite e soprattutto hanno il guscio di contenimento. Comunque sia, una centrale nucleare non può essere paragonata ad una una bomba atomica: a Chernobyl l'esplosione fu dovuta alla combustione della grafite, in Giappone è la pressione del liquido di raffreddamento evaporato che rischia di far saltare il contenitore come una pentola a pressione.

Enel e la sicurezza
Del tipo di Chernobyl sono invece i due reattori nucleari sovietici di seconda generazione, rilevati dall'ENEL in Slovacchia e privi del guscio di contenimento.

Termoli e i maremoti
Il possibile sito nucleare di Termoli è stato interessato da un maremoto nel 1627.

Ed infine riporto un commento legato all'America ma ad uso della ministra gelmini: "You cannot cut school funding and teachers and universities and expect to have a robust nuclear industry".

mercoledì 19 gennaio 2011

domenica 18 luglio 2010

Agenzia per la Sicurezza nucleare: ghe pensi mi

Rapido rapido:

E' stato appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto:

Misure urgenti in materia di energia

che abroga e modifica queste due leggi:

Legge 23 luglio 2009, n. 99 e Legge 15 febbraio 1953, n. 60

In sintesi si parla dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e sparisce questa frase:

"La carica di componente dell'Agenzia è incompatibile con incarichi politici elettivi, nè possono essere nominati componenti coloro che abbiano interessi di qualunque natura in conflitto con le funzioni dell'Agenzia."

Spariscono anche molte altre incompatibilità e da quanto rimane si può dedurre che il prossimo presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare sarà un politico appartenente al governo e dal governo nominato senza competenze e in conflitto di interesse.

Vuoi vedere che - nonostante tutto quel che gli accade - il novello cesare ce lo ritroviamo anche lì?





nel frattempo:

giovedì 8 aprile 2010

Chi guadagna col nucleare


Mi arriva l'eco di un certo battaglia franco, sedicente scienziato che opera a 360° per dire in TV che le energie rinnovabili sono una balla, che non esiste il riscaldamento globale, che c'è petrolio in abbondanza, che nucleare è bello, ecc..

Ne parlo - visto anche il curriculum - solo perchè ho trovato un suo ragionamento estremamente istruttivo:

"Dovremmo smetterla di installare impianti fotovoltaici, anche se fossero gratis: sono inutili. Ma gratis non sono. Qualche buontempone ama ripetere che il nucleare è economicamente non conveniente. Facciamo i conti della serva (assumendo, per comodità di calcolo, che il kWh sia quotato 10 centesimi alla Borsa elettrica): un reattore nucleare Epr (del tipo di quelli che stanno costruendo in Francia o Finlandia) richiede un impegno economico di 5 miliardi di euro, ma alla fine della sua vita certificata avrà prodotto 1000 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 100 miliardi di euro. Gli stessi 5 miliardi, impegnati in impianti fotovoltaici, produrranno, nell'arco di vita di questi impianti, 30 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 3 miliardi di euro, cioè con una perdita secca di 2 miliardi di euro". fonte

Sembra vero.

Domandiamoci però: chi incassa 100 miliardi di euro?

Ovviamente la multinazionale che ne ha investiti solo 5 per costruire la centrale (volutamente non entro nel merito delle cifre e molto altro, prendo tutto per buono). Per la multinazionale il guadagno sarà così di 95 miliardi di euro. Un guadagno di 3,2 miliardi annui per 30 anni (senza neppure considerare gli interessi composti). Un vero affare!

Chi pagherà questi 100 miliardi? ovviamente noi consumatori.

E col fotovoltaico diffuso chi incasserebbe?

Gli stessi consumatori che hanno fatto un investimento per mettere i pannelli sul tetto.
A questi consumatori/investitori gli stessi 100 miliardi di energia richiederebbero un investimento di 166 miliardi. Al termine, l'investimento sarà in perdita ma avranno pagato la stessa energia 66 miliardi invece di 100. Un risparmio del 34% ottenuto prendendo per buone le cifre dell'articolo e senza considerare la tariffa incentivata.

Ripeto: potrei dire molte altre cose ma quel che mi importava far notare è che per sapere chi guadagna è fondamentale conoscere chi paga e chi incassa (lo stesso vale anche per lo "scienziato" il questione).

mercoledì 22 aprile 2009

Il linguaggio del potere

Qualche giorno fa un convegno a Casalbordino (sul tema ambiente-scuola-bandiere blu) con dei burocrati statali come primi attori e alcuni amministratori locali come comprimari, si è rivelato un concentrato di stupidità, menzogne, arroganza, interessi di parte, servilismo, disprezzo per la platea (fortunatamente semivuota), che mi ha lasciato sbalordito.


Alcune delle affermazioni fatte sono state: non siamo sicuri che l'effetto serra sia causato dall'uomo; dagli inceneritori esce aria pulita (vedi ad esempio qui); il futuro delle energie alternative è la biomassa (vedi ad esempio qui e qui); i paesi che hanno le centrali nucleari sono paesi fortunati; Rubbia se ne è andato perchè noi non gli permettevamo di sviluppare i suoi progetti ma non è così che si fa; la nostra scuola primaria è la migliore al mondo e per le altre la soluzione sta in un nuovo sistema di valutazione oggettiva; ecc. ecc. .

Li ho ascoltati con attenzione (almeno il primo giorno perchè il secondo, mentre parlava il rappresentante del ministero della pubblica istruzione, mi sono alzato e me ne sono andato).

Li ascoltavo e pensavo a Pasolini che così descriveva il linguaggio del potere:
La loro lingua è quella della menzogna. E poiché la loro cultura è putrefatta cultura forense e accademica, mostruosamente mescolata con la cultura tecnologica, in concreto la loro lingua è pura teratologia(°). Non la si può ascoltare. Bisogna tapparsi le orecchie”.

(°) Teratologia: studio delle mostruosità congenite
Questo (oltre alla sala semivuota) è stato il motivo per cui non ho aperto bocca: pensavo che se uno fa certe affermazioni, propone certe scelte, appoggia certi interessi vuol dire che non ha alcuna dignità umana e non c'è quindi possibilità di discussione. Pensavo che andassero osservati come insetti o rettili in un terrario, come reperti patologici, come aborti in formalina, ma nulla di più.

Oggi ha parlato il ministro dell'ambiente (vedi qui) ed è stata l'ennesima ripetizione dello stesso spettacolo.

Nello scrivere questo commento mi sono però accorto di aver fatto uno sbaglio: anche se fossi stato il solo ad ascoltare mi sarei dovuto alzare in piedi e rispondere a tono, anche solo per infastidire testimoniando della mia esistenza. Niente di grave per non averlo fatto, con l'aria che tira ci sarà sicuramente un'altra volta e allora cercherò di essere più pronto.

lunedì 30 marzo 2009

Il topolino nucleare

Nel mio post di qualche tempo fa: una pirotecnica bordata di cazzate facevo notare come gli accordi sul nucleare con la Francia fossero solo annunci pubblicitari. Oggi finalmente trovo il testo dell'accordo commentato qui: una scorreggia impacchettata sotto vuoto e anche in questo bell'articolo su aspoitalia che dopo aver analizzato il testo conclude senza pietà:
"Ma questo cosiddetto "accordo" fra Italia e Francia è puro fumo e rumore; aria fritta, propaganda fatta secondo un copione ormai collaudato e, curiosamente, la gente continua a cascarci.
Eppure, per tutta la giornata del 24 Febbraio, giornali e televisione ci hanno bombardato con la notizia che Italia e Francia si sono messe daccordo per la realizzazione di quattro centrali nucleari, dando la cosa come certa e assodata. Tutta la vicenda conferma in pieno la saggia regola che continuerò ad applicare: tutto quello che ti raccontano in TV o sui giornali va ignorato in quanto o è falso, o è esagerato, o è irrilevante, o tutte e tre le cose insieme."
Il nucleare è quindi ancora lontano ma non lo sarà per sempre, soprattutto se grazie ai suoi elettori "che gli hanno dato mandato di portare avanti il suo programma" berlusconi riuscirà a fare "quelle riforme importanti e necessarie per avere uno stato moderno in grado di decidere con la rapidità richiesta dall'urgenza dei problemi". (fonte)

Se qualcuno conosce qualche elettore di berlusconi (che come al solito sembrano scomparsi) si armi di laica pazienza e cerchi di spiegargli cosa significa "uno stato moderno in grado di decidere con la rapidità richiesta dall'urgenza dei problemi".

lunedì 2 marzo 2009

L'Enel e la sicurezza

L'Enel ha deciso di investire 1,8 miliardi di euro per il completamento di due reattori nucleari di Mochovce per una potenza di poco superiore agli 800 MW. I reattori sono del tipo VVER-440/213, progettati dall’ex URSS alla fine degli anni '70. Gli attuali standard di sicurezza sono molto bassi e difficilmente verrebbero autorizzati in gran parte degli Stati europei. Per esempio, non dispongono di un doppio guscio protettivo in caso di impatto con un aereo. (fonte)




Per capire meglio il problema ecco una cartina geografica a cui si deve aggiungere che i venti dominanti sono in direzione dell'Italia dove vengono fermati dagli Appennini per incanalarsi lungo le coste adriatiche.

Fai clic sull'immagine per ingrandirla

mercoledì 25 febbraio 2009

Una pirotecnica bordata di cazzate

In questi giorni c'è stata una pirotecnica bordata di annunci che ha visto uno dietro l’altro il ritorno al nucleare, la TAV Torino-Lione e il ponte sullo stretto.

In attesa dell’Italia sulla Luna cominciamo col parlare del nucleare.

I risultati del referendum del 1987 hanno vigore legale e quindi berlusconi, se avesse fatto quel che dice di avere fatto (non smentito da alcun "giornalista"), avrebbe infranto la legge. Anche se non si vede cosa gli possa interessare della legge, protetto com'è dal lodo alfano, la realtà è che sono stati stipulati solo accordi tra Enel e EDF per “studi di fattibilità”.

Si tratta quindi di uno dei tanti annunci pubblicitari, quel che però è certo è che verranno create commissioni di studio a cui parteciperanno gli amici degli amici e nel frattempo l’Enel si è impegnata a finanziare ulteriormente il nucleare francese invece che puntare sulle energie rinnovabili italiane (e l’Enel la paghiamo noi con le nostre bollette – CIP6 compreso).

Tra l’altro berlusconi ha detto che è stata la sinistra estrema ha votare contro il nucleare e come solito ha detto il falso: furono tutti gli italiani PSI, DC e MSI compresi a prendere quella saggia decisione. Io ricordo ancora bene le insalate e i carciofi buttati via in quel freddo inverno in cui si respirava controvoglia quell’aria gelida che veniva dall’est, portando con se la radioattività di Chernobyl.

Comunque sia cerchiamo di spiegare il livello di stupidità di quanto ci hanno detto.

Indipendenza energetica
L'uranio, come il petrolio, è in via d’esaurimento. Il suo prezzo dal 2001 al 2007 è già aumentato di 20 volte. L’Italia non ha giacimenti di uranio né l’importanza a livello internazionale per assicurarsi l’accesso a questa materia prima.

Energia a basso costo
L'energia che ci arriva dalla Francia è ad ottimo prezzo perché è energia che la Francia "butterebbe" in quanto una centrale nucleare accesa deve restarlo anche quando non vi sono consumi (tra l’altro quando ci sono picchi di consumo la Francia stessa ha problemi di approvvigionamento perché le centrali nucleari non prevedono una sensibile regolazione dell’energia prodotta). Noi quindi compriamo a prezzi di saldo e molte centrali italiane sono spente proprio perché è più convieniente comprare energia dalla Francia.

La costruzione di una centrale nucleare è invece costosissima. Ma ancor più costoso sarà poi il suo inevitabile smantellamento (tanto costoso che nessuno ha ancora smantellato le nostre quattro centrali, nonostante ognuno di noi paghi da venti anni un apposito contributo nella bolletta della luce).

Il vero problema è però quello del trattamento delle scorie e non si tratta di un problema di costi ma del fatto che un metodo per il loro trattamento semplicemente non esiste.

I francesi già oggi non sanno più come fare per rinnovare le loro 59 centrali nucleari e berlusconi li finanzierà tramite l’Enel con i nostri soldi.

La Francia è nuclearizzata (come la Gran Bretagna) solo per esigenze belliche: durante gli anni della guerra fredda (e ancora oggi) avere la bomba atomica significava avere un grande peso nel mondo. Nessun Paese occidentale lancia un piano energetico nucleare dal 1980 (neanche gli USA che invece puntano alle energie rinnovabili). Solo i Paesi che vogliono avere la bomba atomica lo fanno (ad esempio: India, Pakistan, Israele, Iran, Coree) o mantengono quello che già hanno.

Nucleare sicuro
Si noti che dopo i precedenti vaneggiamenti sulle centrali di quarta generazione e sul nucleare sicuro e pulito qualcuno deve aver spiegato a questi idioti che si trattava solo di fantasie e siamo quindi tornati alle centrali di terza generazione, però la "sicurezza" è rimasta.
Il progetto del reattore nucleare EPR (European Pressurized Reactor) prevede infatti molteplici sistemi di protezione sia attivi che passivi contro vari tipi di incidente tra cui una doppia parete esterna in calcestruzzo armato, con uno spessore totale di 2,6 metri, progettata per resistere all'impatto diretto di UN grosso aereo di linea. Chissà se qualcuno si ricorda che le torri gemelle furono colpite da DUE grossi aerei di linea?

Questa tipologia di reattore prevede a livello di progetto che, anche in caso incidenti gravi e poco probabili con fusione del nocciolo, non ci siano rilasci radioattivi significativi all'esterno della centrale stessa.

Io che sono ingegnere capisco solo che se si spende un'infinità di denaro per le protezioni allora il rischio di incidente esiste. E ai miei colleghi che dicono che - secondo i loro calcoli - dal contenitore si avrebbero solo perdite “non significative” (già smentiti da altri studi), io vorrei chiedere di spiegarmi cosa ne sarà di quel contenitore nei successivi milioni di anni in cui il materiale radioattivo non solo sarà un pericolo mortale per ogni forma di vita ma continuerà a riscaldare il contenitore dall'interno, come una enorme pentola a pressione.


A questo punto mi faccio qualche domanda: quante sono le centrali, del tipo che berlusconi vorrebbe costruire, già funzionanti nel mondo? E da quanto tempo operano senza incidenti? Ci sono mai stati problemi?
Purtroppo (o per fortuna) c’è solo la risposta alla prima domanda e la risposta è: NESSUNA !.
Ce ne sono solo tre in costruzione con continui ritardi ed aumenti di costi.
Come si fa a dire che una cosa che non esiste è sicura?

Parlando di sicurezza dobbiamo poi ricordare che l’italia è il paese dei sub-sub-subappalti a ditte in odore di mafia, dove crollano i ponti per la scarsa qualità del calcestruzzo.

Nucleare pulito
Come detto, non esiste una soluzione al problema delle scorie e quindi il nucleare non può essere considerato una tecnologia pulita. A questo proposito, con gli EPR si ha anche un peggioramento rispetto al presente per quanto riguarda la produzione di rifiuti radioattivi (pericolosi per 160 milioni di anni).

Fonti:
fisicamente.net
Report
wikipedia
Scorie nucleari
ecc. ecc.

P.S. fa piacere vedere come siano in corsa per una centrale nucleare anche i nostri fortunati vicini molisani (per informazioni mettere "Termoli nucleare" in google)


Fai clic sull'immagine per ingrandirla

domenica 30 novembre 2008

Il futuro è nucleare!

Il decreto anticrisi approvato dal governo renderà più difficile (e in certi casi impossibile) ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia.
Il decreto infatti rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni fiscali del 55% delle spese sostenute per installare un pannello solare, sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Il decreto prevede infatti che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle entrate, solo per via telematica, «un'apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi». L'Agenzia delle entrate esamina le domande secondo l'ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento «l'assenso si intende non fornito» e il cittadino non potrà usufruire della detrazione. (fonte)

In altre parole vengono cambiate le regole del gioco e chi ha già investito dovrà compilare dei documenti (probabilmente con l'aiuto di un tecnico), inviarli al ministero, ma solo via computer, ed attendere 30 giorni. Se il ministero non si sarà degnato di rispondere, la richiesta sarà stata respinta.


A questo punto è sempre più vero che il futuro del nostro paese, grazie al nostro sapiente governo, passi per la via nucleare. Pertanto, per gli amanti del fai-da-te, riporto nel seguito le istruzioni per la costruzione di una piccola bomba nucleare di tipo tattico (vedi nota).


  1. Per prima cosa occorre procurarsi circa 110 kg di plutonio per ordigni presso il vostro fornitore locale. Non fate affidamento sulle vendite tramite internet di residuati bellici sovietici, sono solo scarti, rivolgetevi piuttosto alla locale organizzazione criminale.
  2. Ricordiamo che il plutonio, specialmente puro e raffinato è un po' pericoloso, lavatevi perciò accuratamente le mani con sapone e acqua calda dopo averlo maneggiato. Tenetelo fuori dalla portata dei bambini. Per la conservazione del plutonio usate preferibilmente un contenitore di piombo, ma anche un vecchio barattolo metallico fara' allo scopo. Resti di polvere di plutonio, residui della lavorazione, sono un ottimo insetticida.
  3. Costruiamo adesso un contenitore metallico per alloggiare l'ordigno. Molti oggetti comuni possono essere adattati per questo scopo come per esempio una buca da lettere, un baule o un'auto. Non usate carta d'alluminio.
  4. Sistemate il plutonio in due semisfere cave, distanti circa 4cm. Assicurate il tutto con della colla universale.
  5. Procuratevi adesso circa 20 kg di trinitrotoluene (TNT).
  6. Avvolgete il TNT intorno alle semisfere di cui al punto 4. Il TNT appare di colore grigio e se non fosse di vostro gradimento coloratelo con della pittura acrilica.
  7. Racchiudete la struttura del punto 6 nel contenitore costruito nel punto 3. Usate una colla potente per assicurare stabilità al tutto e prevenire detonazioni accidentali provocate dalle vibrazioni.
  8. Per detonare l'ordigno procuratevi un radiocomando per aereomodelli. Con un piccolo sforzo fate in modo che il comando attivi un detonatore commerciale. Questi detonatori possono essere acquistati al supermercato al reparto elettricità, ma vi sconsigliamo di rivolgervi al commesso con domande tipo "Mi serve un radiocomando per detonare una bomba nucleare". Raccomandiamo i "Blast-O-Mactic" perché venduti con con 3 anni di garanzia.
  9. Nascondete adesso il tutto dai bambini e dai vicini di casa. Il garage non è raccomandato a causa dell'alta umidità e della forte escursione termica. Gli ordigni nucleari rischiano di esplodere spontaneamente in queste condizioni instabili. In salotto o in camera da letto sarà l'ideale.
  10. Adesso anche voi possedete un ordigno termonucleare. Oltre che per spettacoli pirotecnici, lo potrete anche usare come utile strumento di dialettica politica.

Nota: gli ordigni nucleari "tattici" sono quelli pensati per essere usati sul campo di battaglia per colpire obiettivi circoscritti e con ripercussioni limitate sugli attaccanti, sono diversi da quelli "strategici" che sono pensati per distruggere città o nazioni.