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lunedì 24 ottobre 2011

Et voilà les jeux sont fait!

''Dopo quattro decenni di dittatura brutale e otto mesi di una sanguinosa guerra, i libici possono ora celebrare la loro liberta' e l'inizio di una nuova era''. Lo afferma il presidente Usa Obama in un messaggio ai libici. Da Londra il ministro degli Esteri britannico, Hague, definisce l'annuncio ufficiale della ''liberazione'' della Libia, come ''una vittoria storica del popolo libico''. Infine da Parigi il ministro degli Esteri francese Juppe' esalta lo spirito e la dignita' dei libici.

"Il presidente del CNT Mustafa Abdeljalil ha ripetuto a Bengasi che la futura legislazione libica trarrà ispirazione dalla sharia. Ha poi fatto un paio di esempi per spiegare cosa si intende.

“Per esempio, la legge sul divorzio e sul matrimonio (che con Gheddafi proibiva la poligamia e autorizzava il divorzio), questa legge è contraria alla legge islamica e non è più in vigore", ha detto Jalil. “Come nazione musulmana la sharia è alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell'Islam non avrà valore”, ha detto.



Fulvio Grimaldi, Bergamo 30/5/2011 (5 mesi fa!) - parte I


Fulvio Grimaldi, Bergamo 30/5/2011 - parte II

Fulvio Grimaldi, Bergamo 30/5/2011 - parte III

Fulvio Grimaldi, Bergamo 30/5/2011 - parte IV

Fulvio Grimaldi, Bergamo 30/5/2011 - parte V

martedì 26 aprile 2011

Ball-out nucleare


Il nucleare non si farà. Non ha alcun senso ne tecnico nè economico; non ci saranno né i soldi (che in tutto il mondo sono pubblici), né il combustibile, né i siti idonei per le centrali e le loro scorie.

Solo un pazzo può oggi pensare di costruirle aumentando tasse e bollette ed usando l'esercito per presidiare i siti; e di fare tutto questo senza risolvere - ma neppure minimamente attenuare - i problemi energetici dell'Italia, facendola invece rimanere indietro nel percorso di riduzione dei consumi e di sviluppo delle rinnovabili che il resto del mondo avrà intrapreso.

Già, solo un pazzo o un buffone o un vecchio che si sente sfuggire il tempo di mano e non può pensare al futuro, come quello che oggi, dalla Francia, ha affermato:
"Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo".
"Negli anni 70 gli ecologisti di sinistra si sono messi di traverso e da allora dobbiamo acquisire tutta l'energia che consumiamo dall'estero ..."
"La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra uno o due anni a un'opinione pubblica conscia della necessità nucleare".
"L'energia nucleare è sempre la più sicura. Anche perché il disastro giapponese si è verificato perchè la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva. Le centrali francesi sono così sicure da essere addirittura resistenti ad un attacco atomico"
"I contratti tra Enel e Edf sul nucleare non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione".
"Le energie rinnovabili nel mondo possono arrivare a delle percentuali sul totale dell'energia necessaria che sono assolutamente minori".
(fonte - vedere anche il video)
Un delirio che non ha bisogno di commenti tecnici, quel che conta è il fatto che - una volta di più - l'eletto dal popolo del popolo se ne frega.

Immagina uno o due anni di martellante pubblicità filonucleare (con i relativi incassi per le sue TV e i suoi giornali ), unita ad una crisi energetica pilotata ad arte (sul modello Lampedusa), per convincere il popolo bue.

Nel frattempo i francesi verranno compensati del ritardato guadagno nucleare con una generosa quota dell'acqua che beviamo (perchè il prossimo passo sarà quello contro il referendum per la privatizzazione dell'acqua). Nel frattempo pagheremo all'ETF la formazione invece di farla fare all'Università italiana.

Già i francesi .... Dopo tutte le fantasie sull'italianità di Alitalia prima (che abbiamo pagato con le nostre tasche con i bei risultati che vediamo) e di Parmalat ora (che i francesi vogliono e possono comprare sostenuti dai mercati); mentre si strepita sui migranti, appare curioso che - nel silenzio - si dia alla Francia sia il nucleare che l'acqua su un piatto d'oro.

L'abolizione per cavillo dei referendum è comunque solo l'ultimo atto di una serie ormai infinita: basta scorrere i giornali per trovare la rinata volontà di far trivellare ovunque (senza risolvere in alcun modo i problemi energetici ma nemmeno quelli economici; esponendo le comunità locali a rischi gratuiti come nell'apparentemente dimenticato disastro del Golfo del Messico); il ritorno dell'ossessione per uno sviluppo che passa sempre e solo per il cemento e il consumo del territorio; le leggi per bloccare i giudici, l'informazione, la guardia di Finanza e quelle che favoriscono i delinquenti (processo breve e lungo, intercettazioni); la distruzione della cultura e della ricerca; l'uso delle armi in Libia che favorirà le aziende che le producono (Finmeccanica in testa) ecc. ecc.

Un castello di carte troppo alto per resistere a lungo.

martedì 29 marzo 2011

Città di Transizione a Vasto

Siete invitati a:

(clic sull'immagine per ingrandirla)

Venerdì 1° aprile a Vasto presso la sala Tam-Tam dell'Oratorio Salesiano in via Domenico Savio n°1 dalle 21 alle 23.

Si chiede la puntualità perchè molto spesso gli incontri vanno ben oltre le due ore previste.

Per saperne di più: transitionitalia

questo è invece il sito internazionale: www.transitionnetwork.org

Per un ulteriore approfondimento consiglio questo libro "Post Carbon Cities" liberamente scaricabile e in italiano.

Ci vediamo venerdì

sabato 19 marzo 2011

Spezzeremo le reni al negus

Uno dopo l'altro si susseguono gli eventi. Distratti dal plutonio, non abbiamo visto i militari arabi intervenire in Bahrein, la rivolta crescere nello Yemen (41 morti oggi) e il rischio di un conflitto sciita-sunnita su vasta scala diventare sempre più grande. Nel frattempo i nostri "politici" - dopo il nucleare - sono stati nuovamente travolti e da un giorno all'altro siamo passati dal trattato di amicizia alla dichiarazione di guerra. Un'altra guerra per le risorse energetiche è cominciata e in questa guerra noi abbiamo solo da perdere.

Considerando i nostri statisti, non riesco infine a togliermi dalla testa che il motivo più importante per la decisione sia stato quello che la guerra è un valido motivo per non presentarsi al processo Mills.

P.S. dal Giappone nessuna nuova, buona nuova.

lunedì 14 marzo 2011

Il futuro del Giappone è il nostro futuro, loro ci sono solo arrivati prima.



In Giappone stanno accadendo eventi considerati quasi impossibili (a probabilità "minima").

Le forze della natura - indifferenti alle protezioni costruite dall'uomo - hanno colpito duramente. e "imprevedibilmente". Un altro popolo è ora in ginocchio, la differenza con altri casi è che è un popolo "ricco".

Tra tutte le notizie, quella che spaventa di più è quella nucleare; inizialmente pensavo che fosse un problema secondario (a parte confermare le mie opinioni contro il nucleare in Italia) ma col passare del tempo le cose si fanno ogni ora più brutte.

E' tutto sotto controllo
Come per il pozzo di Macondo nel golfo del messico, anche in Giappone "tutto è sotto controllo" e in Italia c'è la corsa interessata a dire che "non è successo niente". E invece qualcosa è successo e ben poco è stato ed è sotto controllo. Mi sembra come chi, vedendo un'auto accartocciata su un albero in bilico su una profonda scarpata, e osservando che gli occupanti sono malridotti ma vivi, dicesse che grazie alle cinture di sicurezza e alla robustezza dell'abitacolo non è successo niente. E in quel momento l'auto comincia a oscillare ...

Errori di progettazione
Le centrali sono state costruite e aggiornate pensando ad un terremoto di intensità minore di quella che si è verificata, un errore di previsione che poteva essere fatale ma le strutture hanno comunque retto.

Il tallone d'achille stava però in un altro errore di progettazione, cioè nella protezione dai maremoti: i generatori diesel erano protetti da muri troppo bassi, e sono stati bloccati dall'onda.

Questo errore ha portato, passo dopo passo e assieme ad altre "sfortunate" evenienze, alla disperata misura di usare l'acqua di mare per il raffreddamento del nucleo che ha reso definitivamente inutilizzabili i reattori. Raffreddamento che è ancora in corso.


Non è ancora finita
Queste centrali sono dotate di un guscio di contenimento, ovvero di una robusta e pesante struttura di cemento armato che racchiude il reattore, capace di resistere - fino a prova contraria - ad attacchi militari e terroristici, ad eventi sismici e naturali e alla fusione del nocciolo.

Fino a che il surriscaldamento e la fusione non interessano il combustibile contenuto nelle barre, ma solo il loro rivestimento esterno, le emissioni radioattive legate agli sfiati - necessari a ridurre la pressione interna al guscio dove evapora il liquido usato per il raffreddamento (che ora è l'acqua di mare) - sono contenute e poco pericolose (breve emivita); questa è la versione rassicurante ripetuta inizialmente.

Il pericolo aumenta notevolmente se c'è una fusione del combustibile che si trova all'interno delle barre; e questo sembra essere quanto realmente accaduto già nei primi istanti; in questo caso, se il contenitore esterno resiste, il materiale radioattivo dovrebbe comunque restare in gran parte confinato ma gli sfiati saranno contaminati; fino ad ora i gas espulsi sono stati spinti in mare, ma quando i venti cambieranno potranno portare il pulviscolo sui 15 milioni di abitanti di Tokio.
Poichè il raffreddamento del nocciolo potrebbe durare anni tutto questo continuerà fino a quando - in qualche modo - si riuscirà a ricostruire un sistema di raffreddamento a circuito chiuso.

Infine, se il contenitore esplodesse o crollasse per l'aumento di pressione o per un nuovo terremoto o per la mancanza di raffreddamento, si avrebbe una forte contaminazione radioattiva (anche se minore di quella di Chernobyl) tramite l'esplosione prima e i fumi poi (disastro aggravato dal fatto che uno dei reattori è alimentato da un particolare combustibile, il MOX, quello che dovrebbe essere usato nelle centrali di terza generazione, maggiormente radiotossico).

La distruzione delle centrali
Non è quindi vero che non è successo niente, qualcosa di gravissimo - se tutto va bene - è già accaduto: alcune centrali nucleari, fondamentali per il sistema energetico del paese, sono state distrutte. E questo è successo in un paese in cui la cultura del rischio e della prevenzione sono al livello più alto nel mondo.
La prima conseguenza riguarda chi pagherà il conto enorme della loro messa in sicurezza. Le imprese di assicurazione non hanno dubbi: il governo giapponese.
La seconda è che il Giappone, terra sovrappopolata e priva di fonti di energia che ha accettato il rischio nucleare per mantenere il proprio tenore di vita, addirittura progettando di affidarvisi quasi completamente entro la fine del secolo, ora dovrà importare l'energia mancante e questo renderà estremamente difficile la ripresa con effetti a catena sul resto del mondo.

Chernobyl, un confronto impossibile
Il confronto con Chernobyl non ha senso perchè le centrali giapponesi usano l'acqua e non la grafite e soprattutto hanno il guscio di contenimento. Comunque sia, una centrale nucleare non può essere paragonata ad una una bomba atomica: a Chernobyl l'esplosione fu dovuta alla combustione della grafite, in Giappone è la pressione del liquido di raffreddamento evaporato che rischia di far saltare il contenitore come una pentola a pressione.

Enel e la sicurezza
Del tipo di Chernobyl sono invece i due reattori nucleari sovietici di seconda generazione, rilevati dall'ENEL in Slovacchia e privi del guscio di contenimento.

Termoli e i maremoti
Il possibile sito nucleare di Termoli è stato interessato da un maremoto nel 1627.

Ed infine riporto un commento legato all'America ma ad uso della ministra gelmini: "You cannot cut school funding and teachers and universities and expect to have a robust nuclear industry".

giovedì 9 dicembre 2010

Energia Elettrodotti e Affari

Una delle cose che volevo fare da tempo è tirare le somme sulle domande che mi sono nate di fronte ai due elettrodotti che interesseranno la nostra regione. Molte cose ho letto e sentito - tra cui molti errori - ma nessuna che descrivesse il mio stato d'animo.
Mi sentivo come quegli africani che devono lavare il pesce dal petrolio con il detersivo per poter mangiare o come quei pescatori liguri che devono fare lo stesso coi gamberetti - che però vendono ai ristoranti.
Mi sentivo deriso, derubato, disprezzato. Così come si deve sentire chi abita vicino a una discarica o a un inceneritore o a una raffineria o in tantissime altre situazioni.
Ho così sintetizzato i miei pensieri ed i risultati di un po' di ricerche di informazioni in un documento.
E' troppo lungo per diventare un post di questo blog, ma è il risultato di un lungo lavoro per cui lo pubblicherò a puntate per chi dovesse passare di qua per caso.
Il documento intero si trova a questo indirizzo:

Scribd

o a questo

Googledocs

domenica 18 luglio 2010

Agenzia per la Sicurezza nucleare: ghe pensi mi

Rapido rapido:

E' stato appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto:

Misure urgenti in materia di energia

che abroga e modifica queste due leggi:

Legge 23 luglio 2009, n. 99 e Legge 15 febbraio 1953, n. 60

In sintesi si parla dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e sparisce questa frase:

"La carica di componente dell'Agenzia è incompatibile con incarichi politici elettivi, nè possono essere nominati componenti coloro che abbiano interessi di qualunque natura in conflitto con le funzioni dell'Agenzia."

Spariscono anche molte altre incompatibilità e da quanto rimane si può dedurre che il prossimo presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare sarà un politico appartenente al governo e dal governo nominato senza competenze e in conflitto di interesse.

Vuoi vedere che - nonostante tutto quel che gli accade - il novello cesare ce lo ritroviamo anche lì?





nel frattempo:

giovedì 16 luglio 2009

Aspettando che l'asino muoia

La lotta contro il petrolio è una lotta assolutamente impari. Abbiamo di fronte gente senza scrupoli. Gente potentissima soprattutto perchè gli italiani le permettono di tutto e che quindi progetta sempre nuovi metodi per sfruttarli.

Eppure non è difficile vedere chiaramente chi tiene le nostre vite al guinzaglio, per dimostrarlo oggi, invece che di salute e di ambiente, parlerò solo di soldi.

CIP6
Il CIP6 è di un contributo pari a circa il 6% (più tasse) che paghiamo con la bolletta elettrica destinato alle energie rinnovabili ma che per il 59% va a finanziare inceneritori di rifiuti, centrali che bruciano gli scarti delle raffinerie, centrali a carbone ecc. (dati 2007 fonte autorità per l'energia febbraio 2009 pag.6). Percentuali e costi destinati a crescere (stessa fonte pag.7):
"Nel complesso gli oneri del provvedimento CIP 6/92 negli anni a venire, intesi come costi netti a carico dei clienti del settore elettrico, considerando solo gli impianti attualmente oggetto dell’incentivazione (destinata ad esaurirsi progressivamente nei prossimi 12 anni) sono stimabili pari a circa 16 miliardi di euro. Tuttavia gli oneri potrebbero essere più elevati per effetto della possibile entrata in esercizio degli impianti alimentati da rifiuti (da realizzarsi nell’ambito, appunto, dell’emergenza rifiuti), ammessi a godere (da leggi anche molto recenti) dell’incentivazione del CIP 6/92." (inceneritori che si andranno ad unire a quelli già finanziati).
"A titolo di riferimento, 100 MW di potenza da rifiuti incentivata con il CIP 6/92 comportano un onere netto aggiuntivo sui consumatori pari a oltre 100 milioni di Euro/anno". (100 MW è la potenza dell'inceneritore di Acerra).
Questo è semplicemente il motivo per cui in Italia non si limita la produzione di rifiuti, non si fa la raccolta differenziata, si crea il caso Campania e si costruiscono gli inceneritori.

Senza contare il passato, ci sono almeno altri 10 miliardi di euro che passeranno dalle tasche dei consumatori alle lobby dell'energia nei prossimi anni per avere in cambio la rovina dell'ambiente e della salute.
Tra l'altro sono costi che pesano di più sui meno abbienti (stessa fonte pag.14).

I cittadini di un paese civile spazzerebbero via questa cosa e chi l'ha voluta (cioè sia questa destra che questa sinistra) in un battibaleno. Noi no, ed allora ecco altri soldi sottratti alle nostre tasche:

L'ENI e la rete di distribuzione Gas
L'autorità per l'energia ha chiesto la separazione delle attività di trasporto gas dall'ENI giustificando così la richiesta (fonte ed articolo di approfondimento):
"il confronto con paesi dove la liberalizzazione è più avanzata mette in evidenza che i prezzi italiani, al netto delle imposte, si sono attestati su livelli più alti, anche con scostamenti di oltre il 20%".
Oltretutto: "L’Autorità ha garantito, fin dal 2005, extra remunerazioni (per periodi fino a 15-16 anni) a tutti gli investimenti mirati ad un incremento dell’offerta di gas e alla diversificazione delle sue fonti di approvvigionamento. Per i nuovi investimenti in trasporto, stoccaggio e rigassificazione, è infatti assicurata una remunerazione media di oltre il 10%" ma nonostante questi incentivi ci sono "ritardi accumulati nello sviluppo infrastrutturale e generose politiche di distribuzione dividendi (ordinari o straordinari) talvolta finanziate anche con un aumento dell’indebitamento"
"I ritardi e le insufficienze sono razionalmente spiegabili solo sulla base di comprensibili interessi dell’operatore dominante a limitare l’accesso di nuovi operatori sul mercato interno: un interesse che può prevalere, economicamente, su ogni ragionevole ritorno tariffario per strutture e servizi naturalmente monopolistici ed il cui potenziamento faciliti anche i concorrenti".
"Più in generale giova ricordare che i pur legittimi interessi degli azionisti non sono esattamente quelli dei consumatori"
Di fronte a questa precisa denuncia Scajola ha risposto che:
"l'Autorità per l'energia non deve "esulare" dalle proprie competenze e prerogative perché, altrimenti, il rischio è quello di creare difficoltà alle grandi imprese nazionali" ed ha poi detto in poche parole che le cose stanno bene così e che l'ENI non si deve toccare.
6% sull'elettricità e 20% sul gas ma non è finita, ecco il futuro che avanza e sarà ovviamente peggiore, ritorna il nucleare, chi lo pagherà?

Il nucleare
La legge che reintroduce le centrali atomiche in Italia è stata appena varata e l'Enel si prepara ad entrare in fase operativa per la loro costruzione, a cominciare dagli ingenti finanziamenti (una cifra vicina ai 20 miliardi di euro) necessari per la realizzazione dei quattro impianti previsti. Non chiederemo allo Stato né incentivi, né sussidi, ha dichiarato l'amministratore delegato Fulvio Conti - che sedeva accanto al ministro dell'Industria, Claudio Scajola, all'inaugurazione di una centrale in Slovacchia - ma ci affideremo al mercato. Per poter, però, rassicurare agli investitori che anticiperanno i capitali necessari occorre "una soglia minima garantita" nelle tariffe di vendita.
Nell' ottica di Conti, si tratta di un' assicurazione contro una eventualità remota, perché l'Enel è convinta che l' elettricità nucleare sia più economica delle concorrenti. Ma questo richiede una buona dose di ottimismo, perché i costi di costruzione delle centrali nucleari sono massicci e crescenti (e le stime sui costi sono assolutamente fantasiose).
Di fatto, se i costi di altre tecnologie, come il solare o l'eolico, dovessero scendere, il consumatore italiano si troverebbe a pagare per i prossimi decenni (i tempi di ammortamento dei finanziamenti per il nucleare) una bolletta più alta per sostenere i costi delle centrali Enel.

(fonte ed articolo di approfondimento)

Ripeto: se, come facilmente prevedibile, le centrali nucleari si riveleranno antieconomiche (oltre a tutti gli altri problemi) le pagheremo comunque noi perchè gli investitori (?) non hanno alcuna intenzione di rischiare i propri soldi. E anche in questo caso i costi peseranno di più sui meno abbienti.

Fino ad oggi io dicevo che le centrali nucleari non sarebbero mai veramente partite, che si sarebbe speso un fiume di denaro in progetti per poi bloccare tutto con un tardivo riconoscimento della loro non economicità. Ma questi sono dei geni (e noi degli stronzi), la soluzione è semplicissima: basta far pagare le spese pian piano a tutti noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti ed il gioco è fatto.
Sono quindi sicuro che, nascosta in qualche megaprovvedimento, presto troveremo anche questa fregatura.

Fino a quando l'asino sopporterà prima di reagire o cadere sfiancato?



sabato 13 giugno 2009

Caffè e amaro

Leggo che molti hanno parlato di Gheddafi in questi giorni, io che sono appena tornato vorrei anche ricordare i 270 morti del volo Pan Am 103 abbattuto da una bomba nei cieli di Lockerbie il 21 dicembre 1988 (21 anni fa, non sono poi molti) per cui la Libia subì sanzioni da parte delle Nazioni Unite e per cui un ufficiale dell'intelligence libica e capo della sicurezza per Libyan Airways sconta ancora la pena.


In tema di terrorismo e stragi non si può non ricordare il mistero del Mig Libico ritrovato sulla Sila, in corrispondenza temporale con la data in cui un DC-9 della compagnia Itavia con 81 persone a bordo esplose inspiegabilmente nei pressi di Ustica (27 giugno 1980, fra pochi giorni saranno passati 29 anni che sono invece molti perchè sono passati inutilmente).

Molte altre cose ci sarebbero da raccontare su Libia e terrorismo, sul doppio gioco che i governi italiani (craxi e andreotti in testa) hanno sempre fatto con gli americani a favore dei libici, sui missili lanciati dalla Libia contro Lampedusa ecc.

Così oggi mi domando, vedendo questo ridicolo dittatore che riesce a rubare la scena anche al nostro (ed è tutto dire), come si possa accettare che il proprio paese continui ad inchinarsi di fronte a uno così?

Ma poi le notizie dei telegiornali - tra la nebbia - lasciano apparire la risposta: Unicredit, Eni, Saipem, Snam Progetti, Enel, Trevi, Impregilo, Italcementi, Finmeccanica, Telecom, Iveco assieme ad altre hanno interessi economici in Libia e si spartiranno la torta dei 5 miliardi di euro concessi come risarcimento per la politica coloniale dallo Stato Italiano. Un accordo firmato da berlusconi ma a cui aveva prima lavorato d'alema.

Ricapitolando:
Italiani -> tasse -> 5 miliardi -> infrastrutture in Libia costruite con manodopera libica + utili alle solite imprese soprattutto nei settori energetici e delle costruzioni.

Stringendo:
Italiani -> tasse -> utili alle solite imprese soprattutto nei settori energetici e delle costruzioni.

Certo i tg ci ripetono la solita storia del fatto che abbiamo bisogno di energia fossile (gas e petrolio) e che la Libia ce ne promette in quantità, ma di questo ho già parlato: incrementare i consumi e aumentare la dipendenza dal petrolio è semplicemente una follia che diventerà evidente in poche decine di anni. Allora, tra l'altro, vedremo se i libici manterranno la parola o se useranno quel legame solo per strozzarci.

Ovviamente all'estero ci guardano con invidia, tanto che Obama, dovendo ricevere berlusconi, ha deciso di riceverlo nel giardino della Casa Bianca, sotto il capanno degli attrezzi, di fronte alla macchinetta del caffè:
Lunedì prossimo Berlusconi varcherà il portone della Casa Bianca nel pomeriggio, per un caffè. Nel linguaggio diplomatico, hanno spiegato al premier, è un modo per dare meno peso al colloquio. Nei tanti precedenti tra il presidente del consiglio e l`«amico» George Bush, l`ospitalità della Casa Bianca prendeva sempre le forme di una «colazione di lavoro». Ossia, colloqui che venivano seguiti da un pranzo o da una cena. L`ultima volta di Berlusconi da capo del governo nella capitale americana, è stata il 28 febbraio 2006. Colloquio di quasi un`ora e, appunto, «colazione di lavoro». In quell`occasione, poi, ci fu addirittura un intervento al Congresso. Il primo contatto tra Bush e il Cavaliere, invece, ci fu il 15 ottobre 2001. Anche in quel caso «incontro e colazione di lavoro». Quasi tutte le successive visite hanno seguito il medesimo programma.
La stessa procedura è stata seguita il 3 marzo scorso, quando Obama ha accolto alla Casa Bianca il primo ministro inglese Gordon Brown, in qualità di responsabile del G20 (ruolo paragonabile a quello di presidente del G8 ricoperto quest`anno dall`Italia): incontro e «pranzo di lavoro» Fonte.

sabato 30 maggio 2009

Un miliardo di barili

Per chi non riesce a credere che quanto ci accade sia vero ecco qui, nero su bianco, la politica energetica del governo descritta dal ministro per lo sviluppo economico: claudio scajola.

Nelle parole del ministro c'è anche la risposta a chi dice che il voto Europeo non ha importanza.

.....
D. Qual è la strategia complessiva del Governo in tema di energia?

R. Intendiamo intervenire lungo tre principali direttrici: diversificazione delle fonti e delle aree di approvvigionamento, oggi troppo concentrate in zone geografiche ad elevata instabilità politica; riduzione strutturale dei costi dell' energia, che sono il 30% in più degli altri Paesi europei e sono un freno alla competitività delle imprese ed un pesante fardello per molte famiglie; contenimento delle emissioni di gas serra, con soluzioni tecnologicamente avanzate ed economicamente sostenibili (detto in altre parole: poichè i pochi soldi che ci sono li spendiamo altrove, non faremo niente contro il riscaldamento globale e se faremo qualcosa lo faremo in modo di guadagnarci, ad esempio usando la CO2 per estrarre le ultime gocce di petrolio e guadagnare anche dai pozzi ormai esausti).
Per raggiungere questi obiettivi abbiamo impresso una: decisa accelerazione al programma di infrastrutture energetiche stiamo inoltre semplificando le procedure autorizzative (per poter fare tutto ovunque e comunque), stiamo aumentando l'impiego del "carbone pulito", stiamo promuovendo le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica e stiamo valorizzando finalmente le enormi risorse di idrocarburi non ancora sfruttate nel nostro Paese, pari a non meno di un miliardo di barili (Basilicata Abruzzo, pianura padana, ecc. ecc.). E, soprattutto, puntiamo al rilancio del nucleare, l'unica fonte in grado di garantire la produzione di elettricità su vasta scala, a costi competitivi (la solita bugia) e senza emissioni di gas serra. Il nostro obiettivo è un mix di generazione elettrica formato dal 25% di fonti rinnovabili (cioè ottenute bruciando rifiuti e scarti delle raffinerie), 25% di nucleare e 50% di combustibili fossili.

D. L'obiettivo 20~20~20 che la UE si è posta in tema di energia ed ambiente, prevedendo per il 2020 la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% con un ricorso all'energia alternativa del 20% e una riduzione dei consumi energetici del 20%, è realisticamente perseguibile? Quali sono le sue considerazioni in proposito?

R. Il Governo condivide gli obiettivi generali del pacchetto "Clima-energia" e la volontà di concludere l'iter per la sua adozione entro la fine della legislatura europea, ma ritiene necessari interventi correttivi, diretti a renderne più flessibile l'applicazione e più sopportabili i costi economici, soprattutto in questa fase di crisi finanziaria ed economica. Seguiamo perciò con grande attenzione l'evoluzione dei negoziati per la definizione del nuovo pacchetto europeo, dalla cui applicazione potrebbero derivare per il nostro Paese oneri aggiuntivi compresi tra i 15 e i 20 miliardi di euro annui fino al
2020, per un totale di almeno 180 miliardi di euro. Abbiamo sottoposto al Consiglio europeo dell'energia una serie di proposte di modifica, tra le quali ritengo irrinunciabili una maggiore flessibilità degli impegni e l'introduzione di clausole di revisione della disciplina, per adeguarle all'andamento dell'economia e all'evoluzione della tecnologia (in altre parole in Europa faranno di tutto per boicottare i già scarsi tentativi di opporsi alla catastrofe dovuta al riscaldamento globale).

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Tratto da: "Intervista a C. Scajola - Nuove strategie per una nuova politica energetica" su l'Ingegnere Italiano n° 347 non ancora disponibile in formato digitale sul sito del CNI.
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Una osservazione finale: la petrolizzazione dell'Abruzzo non è un fatto locale ma è uno dei fronti su cui si combatte contro chi sta distruggendo il mondo.