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venerdì 2 settembre 2011

Non c'è democrazia senza responsabilità

Gli ultimi giorni hanno visto il sindaco di Casalbordino non decidere sul Parco, venendo meno alle promesse elettorali.

Questa estate ho visto tante cose - da scriverci un libro - ma questo consiglio è stato proprio il massimo (per ora). C'era l'uomo giraffa che faceva l'equilibrista su un filo poggiato per terra, il prestigiatore che cercava di far scomparire la verità, i pagliacci che si davano le martellate da soli e tante belle scimmiette che alzavano la mano a comando. Come in tutti i circhi, però, c'era una brutta puzza.

Ne è stato parlato qui: Ma ci fanno o ci sono? e qui: Il Sindaco contro .

Non c'è nulla da commentare, i fatti parlano da soli. Forse pensavano che in questa calda fine estate nessuno fosse attento. Così non è stato.

Qui trovate la risposta di un professore di Diritto Costituzionale che semplicemente sbriciola la tesi della giunta di Casalbordino (che era stata debitamente avvertita e poteva ben evitare di fare quel che ha fatto):
"La conclusione da trarre sarebbe, in verità, un’altra: la delibera del Consiglio comunale di Casalbordino si configura come un atto solo informale; un atto, forse, politicamente opportuno in tempi di democrazia partecipativa, ma del tutto privo di significato giuridico."
Il professor Enzo di Salvatore ha poi affrontato l'altro Ponzio Pilato di quest'estate: il Sindaco di Torino di Sangro e il suo "referendum". Un altro articolo e un'altra decisione tanto strombazzata si sbriciola:
"si potrebbe anche insinuare il dubbio che il ricorso .... al voto dei suoi abitanti – serva a ben altro: a che arrivi presto il 30 settembre oppure a che la Regione – unica formalmente legittimata a pronunciarsi nel procedimento di istituzione del Parco – non debba esprimersi sul punto. E cioè: che non debba assumersi la responsabilità di una scelta politica, che dietro l’istituzione del Parco sempre si cela. Eppure anche un ragazzino sa che non può esserci democrazia (rappresentativa) senza responsabilità."
Due sindaci e la paura di decidere. Per non dover spiegare. Per non dover rendere conto. Pronti a dare la colpa agli altri. Pronti a nascondersi dietro le parole.

E mai che gli sia venuto in mente di fare la cosa migliore per i loro cittadini.



domenica 31 gennaio 2010

Ombrina Mare


I giorni passati sono stati impegnati dalla stesura delle osservazioni sullo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo a Ombrina Mare.

Questi SIA vengono pubblicati alla chetichella, arrivano sulle scrivanie dei Comuni e spesso rimangono lì. Passa il tempo senza che nessuno faccia nulla e poi il funzionario del Ministero mette un timbro, pronto a giustificarsi dicendo: nessuno ha fatto osservazioni, significa che va bene a tutti.

Un meccanismo oliato che si può inceppare - speriamo - se qualcuno va a leggere le carte e dice - nero su bianco - che questi SIA sono solo carta straccia.

Scrivere delle osservazioni è facile, basta il buon senso. Le mie sono qui: osservazioni_Luciano. In questa cartella ce ne sono almeno altre cinquanta (per ora) e c'è anche lo SIA.

Leggere lo SIA e le osservazioni fa capire bene i rischi che corriamo: potrebbe sembrare noioso, ma provate a leggere la mia: non crederete a quel che ho scritto. Non crederete a cosa vogliono metterci davanti casa e neppure a come cercano di tranquillizzarci.

Gli Studi di Impatto Ambientale sono i documenti in cui è descritto il rapporto tra il moderno capitalismo, le popolazioni e l'ambiente.
Tutto quel che importa è il profitto da distribuire agli azionisti che si suppone vivano bene - molto bene - in qualche lontana parte del mondo.
Per le popolazioni e l'ambiente c'è solo disprezzo: descrivono impianti pericolosi e inquinanti e con faccia tosta dicono che va tutto bene. Sui problemi più grossi semplicemente tacciono o dicono: fidatevi di noi. Interpretano i dati in maniera distorta. Mentono. Non hanno scrupoli. Si sentono padroni e non cercano nemmeno di nasconderlo.

Una cosa mi fa ben sperare: il numero di osservazioni. Sono davvero tante, forse abbiamo raggiunto la massa critica e forse riusciremo davvero a liberarci da quest'incubo.

Ora non ci resta che aspettare: se questi progetti venissero approvati, anche ora che sono stati smascherati dalle nostre osservazioni, sarebbe semplicemente la prova della putrefazione delle nostre istituzioni.

domenica 24 gennaio 2010

Due giornate da ricordare


Ieri all'Aquila ce stata la riunione dei delegati regionali al congresso IDV: veramente tante belle persone, decise e determinate. Tra tutti il rettore dell'Università.
Ho anche trovato la risposta ad una mia domanda: dove sono finiti i comunisti? Quelli veri, quelli con un ideale, quelli che rimpiangono Berlinguer e l'organizzazione del PCI. Spariti come un fiume carsico, ne riemergono molti proprio nell'IDV.

Senza soluzione di continuità sono poi passato ad un convegno organizzato dal Comitato 3.32, in una zona dell'Aquila senza crolli ma con tutte le case chiuse e le facciate coperte da impalcature.

Ed ho avuto paura, ma non del terremoto.

Immaginate che il modello dei rifiuti in Campania o del terremoto dell'Aquila diventino sistema:
  • Prima costruire l'emergenza e dichiararne l'eccezionalità
  • Poi governare liberi da vincoli - grazie anche all'assenza/connivenza delle opposizioni - nello stato di emergenza; annullando la partecipazione e distruggendo la democrazia, usando senza scrupoli anche la forza militare.
Immaginate uno stato nello stato che possa spendere il denaro pubblico senza controlli facendo riferimento al solo presidente del consiglio.

Fa paura vero? Ebbene quest'incubo è già realtà: è il decreto legge del 30 dicembre 2009 che istituisce la Protezione Civile Servizi SPA.

... Continua nel prossimo post

Finito il convegno c'è stato giusto il tempo di essere informato di una stupida decisione presa contro di me, senza il coraggio di comunicarmela, dai miei amati colleghi e, pregustando la caccia nei corridoi al ritorno al lavoro, sono tornato a casa nella notte.

Stamane mi sono rimesso a scrivere su Ombrina ma sono stato interrotto da due di quelle persone che - incredibilmente - ancora esistono e che stanno per scelta ai margini del mondo che consuma. Una felice sorpresa: dico sempre che occorre tessere una rete di relazioni per riuscire a combattere le battaglie e vedo che la mia tela cresce; devo solo trovare il tempo. Intanto questo è per voi:

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
(Italo Calvino - Le città invisibili)

Nel pomeriggio l'ultima sorpresa: la conferma documentata che il mondo in cui viviamo è marcio, che quello che ci dicono è falso, che siamo burattini nelle mani altrui, che siamo stati e siamo controllati, che ci derubano sotto il naso e poi ci prendono in giro, che quella che chiamano politica è mafia.

Per essere convinto dentro - e non solo razionalmente - della necessità di combattere il petrolio ho dovuto vedere con i miei occhi il centro oli di Viggiano.

Per convincermi che la partita contro chi gioca con le nostre vite - partita assai più complessa e pericolosa di quella contro il petrolio - vada giocata fino in fondo e con tutte le energie c'è voluta una fotocopia. Altro non posso dire, per ora.

Ed ora avanti, di nuovo su Ombrina.

mercoledì 13 gennaio 2010

Il "Delegato"

Come dico sempre, dobbiamo darci da fare, ciascuno in prima persona.

Io ho cominciato da un po' di tempo ed ora non so più cosa fare prima. Nelle ultime settimane non trovo più neppure il tempo per sedermi - la notte - a riflettere e a scrivere, i miei libri mi stanno ad aspettare, c'è un caos totale sulla scrivania.

Una delle prime cose che cominciai a fare - alcuni anni fa - fu di andare a vedere cosa fosse la politica.
"La politica è una cosa sporca e pericolosa", "tanto non ci si può fare nulla", "il più pulito ha la rogna" e così via; avevo il normale bagaglio di idee, fatte apposta per tenere lontani i potenziali rompiscatole.
Ma il ruolo della vittima che si lamenta e non fa nulla - che piace a tanti - non mi ha mai attirato e così sono andato a vedere.

Ho seguito due campagne elettorali comunali, la prima da elettore, la seconda invece molto più da vicino: ho visto come si "sceglie" un sindaco, come i partiti si spartiscono il territorio, come gli incapaci con famiglie numerose ottengano incarichi ben remunerati e molto altro. Effettivamente - vista da vicino - questa politica fa proprio schifo.

Moltissimo lo devo al responsabile locale dell'IDV che mi ha voluto portare con se. Se lui si è sicuramente sentito meno solo, io ho imparato in poco tempo tante cose.
Già allora l'IDV mi sembrava l'unica possibilità per avvicinarmi attivamente alla politica, se non ci fosse stata dubito che avrei resistito. Ho così visto dall'interno la crescita di questo "partito", le riunioni locali e provinciali, il congresso di Roccaraso, le ultime elezioni regionali, le feste di Vasto; ne ho visto i lati buoni e quelli meno buoni - di cui oggi si sta molto parlando.
Dal mio punto di vista però gli aspetti positivi costituiti da un'alta percentuale di persone oneste, dall'accoglienza e da un ottimo livello di trasparenza sono stati sempre superiori a quelli negativi (che ci sono).

Ora si avvicina il primo Congresso Nazionale su cui, prima di Natale, scrivevo:
"Se avete pensato di cominciare o di ritornare a fare politica, dovreste fare un pensierino all’Italia dei Valori.

Entrare nell’IDV significa - oggi - entrare a far parte di un “contenitore” già esistente e già organizzato e contribuire a delinearne la linea politica dal basso.

L’organizzazione è la differenza tra l’IDV e i movimenti spontanei, che impiegheranno tempo a trovarne una unica ed efficiente.
La possibilità di incidere sulla linea politica dal basso è invece la differenza con gli altri partiti, gestiti da pochi in maniera strettamente verticistica.

Al Congresso Nazionale di febbraio ci saranno proposte “rivoluzionarie” (in riferimento alla realtà politica italiana attuale) che porteranno avanti la linea di apertura alla società civile sperimentata alle passate elezioni Europee.

Se tale linea diventerà prevalente si potrà finalmente materializzare quel partito che in molti stiamo cercando.

Anche in questo caso l’unico modo per ottenerlo è provarci, lavorare in prima persona perché questo accada."


Domenica scorsa siamo così andati alla riunione che doveva indicare i delegati provinciali al Congresso, non nego che mi sarebbe piaciuto esserne uno ma sapevo che c'erano molti altri più attivi di me e temevo anche di trovare schierati i "signori delle tessere" (riemergeva l'originale opinione sulla "politica"). Ed invece c'era un foglio bianco, che si è riempito pubblicamente fino al numero previsto, ed ora sono uno dei tremila "delegati" al Congresso Nazionale.

Non avrei mai immaginato - solo un anno fa - che questo potesse accadere, ma sono contento di questa nuova responsabilità e curioso per quel che potrò vedere e - ovviamente - raccontare.

martedì 22 dicembre 2009

Petrolio, il punto della situazione

Il rischio di vedere trasformata la “Regione verde d’Europa” in un distretto minerario è ancora più che presente: la legge regionale appena approvata dalla giunta Chiodi - con un repentino cambio di guardia, dopo aver a lungo affermato che non esisteva alcun problema - contiene infatti errori e mancanze che la rendono facilmente impugnabile e aggirabile (ed è stata così approvata nonostante la preventiva e argomentata richiesta di correzioni fatta sia dalla rete di associazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo che dalle opposizioni). La legge, inoltre, non ha alcun strumento per opporsi allo sfruttamento del mare ed è proprio il mare ad essere sotto attacco. In particolare nel tratto di costa Ortona - Casalbordino - Vasto.

La nuova strategia contro questa trasformazione - pur senza interrompere la raccolta di firme - si è spostata su un piano puramente amministrativo. Le compagnie petrolifere chiedono infatti al Ministero dell’Ambiente i permessi, corredandoli da una Valutazione di Impatto Ambientale. Queste richieste vengono rese pubbliche, dopodichè ci sono 60 giorni di tempo per produrre osservazioni contrarie. Trascorso questo periodo il Ministero decide e nella quasi totalità dei casi, in assenza di osservazioni, concede.

A partire dalla richiesta della Vega Oil per la piattaforma di estrazione Elsa2 (tra Ortona e Casalbordino) sono state prodotte più di 30 osservazioni da parte di privati cittadini, Comuni (tra cui Casalbordino), associazioni, professionisti, esercizi commerciali, organizzazioni religiose, fino a coinvolgere Confcommercio, CNA e la Provincia di Chieti; le osservazioni sono raccolte qui.

Lo stesso è stato poi fatto per i permessi di ricerca nel tratto di mare tra Ortona e Vasto in cui la Petroceltic prevede di spendere trentacinque milioni di euro (vedi allo stesso link indicato in precedenza).

Adesso è il momento di agire contro Ombrina Mare 2 della Medoilgas. Dietro questo bel nome si nasconde un mostro che dovrebbe sorgere a meno di 7 Km dalle spiagge, in 20 metri d’acqua, con desolforizzazione a bordo (un “centro oli” in mare) ben visibile di giorno e di notte.

Entro la fine di Gennaio dovranno pervenire al Ministero il maggior numero possibile di osservazioni dal maggior numero possibile di soggetti. Chiunque abbia a cuore il territorio e il mare di Casalbordino dovrebbe impegnarsi in questo senso, per impedirne l’insediamento ora, perché dopo sarà troppo tardi.

Per informazioni ed aiuti sulla stesura delle osservazioni, oltre al link indicato, fornisco la mia piena disponibilità.

sabato 21 novembre 2009

Il petrolio d'Abruzzo


Nonostante la volontà politica, l'avanzata dei pozzi non si ferma,

Una - e solo una - delle ultime richieste di permesso di ricerca di idrocarburi è la d-495-BR-EL (nella mappa precedente).

Si tratta di un'area di 165 Km quadrati che si estende da Punta Penna ad Ortona, ad una distanza di circa 5 km dalla costa. Di fronte a Punta Aderci, alla costa dei Trabocchi, a Casalbordino.

La Petroceltic Elsa srl, con capitale sociale di 10.000 (diecimila) euro, prevede - solo per questa concessione - un investimento di circa 17 milioni di euro per uno studio sismico dell'area e per un primo pozzo esplorativo, per poi passare alla fase di produzione nel 2015.

La 495 è solo una delle "sue" concessioni, che sono riassunte nella figura seguente:



Che a loro volta sono solo alcune di quelle che interessano l'Abruzzo.


Tutti i dati citati in questo post vengono da documenti ufficiali e pubblici. Si tratta solo di voler vedere, è tutto lì il problema.

lunedì 21 settembre 2009

Si può fare!

Negli ultimi giorni sono stato parecchio impegnato.

E' successo che, a pochi giorni dalla scadenza dei termini per le osservazioni, è stato finalmente possibile leggere la valutazione di impatto ambientale relativa alla piattaforma petrolifera Elsa2 di fronte ad Ortona. Nonostante si tratti di atti pubblici, per poterli conoscere c'è voluto qualcuno che sfidasse in prima persona - questa volta con successo - la burocrazia.

Quando l'ho letta, la prima impressione è stata di incredulità: il nome fa pensare a un'analisi approfondita e completa; mi aspettavo una tesi ben costruita, un castello di dati ben organizzato e difficile da confutare, invece nulla di tutto ciò: il documento era poco più che carta straccia, errori e omissioni erano evidentissimi.

Invece di scuotere la testa, continuare a lamentarmi e attendere che altri intervenissero, ho deciso di scrivere le mie osservazioni: l'ho fatto di notte perchè questi sono giorni pieni, ma tutto sommato non c'è voluto molto e alla fine, nei tempi previsti, è partita una mia raccomandata verso il Ministero.

La cosa bella è che nel frattempo anche altri stavano facendo lo stesso, e così molte altre osservazioni (anche assai più complesse della mia) sono già state inviate al Ministero. Anche la Provincia di Chieti ne ha dovuto prendere atto ed ha promesso le proprie (la regione invece proprio non ci sente).

In poche parole dei normali cittadini si sono mossi e sono entrati come protagonisti in un processo amministrativo che normalmente avviene sulla loro testa.

Normalmente infatti questi documenti (che ho scoperto essere uno la copia dell'altro) vengono approvati nel silenzio. Per spiegare come ciò sia possibile non vedo che due alternative: o chi le approva è un incapace o esegue ordini superiori. Questa volta però il funzionario saprà che molti potranno dire di averlo avvertito: non sarà così facile fare finta di niente.

Non so se si capisce ma sono molto soddisfatto di aver partecipato anch'io.

La V.I.A. e i documenti con le osservazioni - aggiornati via via che ne arrivano di nuovi - sono pubblicati qui. Il nostro lavoro non serve però ad indicare i problemi ai petrolieri - li conoscono benissimo - ma a informare tutte quelle persone che si affidano al fatalismo, che si fidano della televisione e di questi politici, che non hanno tempo, che sono convinte che il petrolio faccia del bene. Pertanto, invece di lamentarvi o di parlare per sentito dire: scaricate i documenti e leggeteli; ora le informazioni ci sono.

E' bene infatti che ci siano più persone informate possibili perchè questo è solo l'inizio: tra poco sarà infatti la volta di Ombrina Mare, tra San Vito e Casalbordino.

Si legga anche qui e qui.

sabato 12 settembre 2009

Cielo grigio

Per chi pensa che quel che esce dai camini degli inceneritori, dei cementifici, delle turbogas, delle raffinerie e degli impianti simili non vada lontano, ecco la distribuzione delle polveri generate nell'incendio di rifiuti della SEAB di Chieti Scalo del 18 luglio:


Ed io - ingenuo - che mi chiedo come mai il cielo non è più blu!

(fonte WWF riportato da primadanoi)

giovedì 3 settembre 2009

Fermiamo Ombrina Mare!

Dopo una estate passata a guardare i pozzi di gas dalla spiaggia di Casalbordino, ecco il futuro (nero) che avanza.

Dai documenti ufficiali di fine giugno della Mediterranean Oil & Gas veniamo a sapere che:

"Il ministro dello sviluppo economico (scaiola) ha informato la Medoilgas dell'approvazione degli aspetti tecnici relativi allo sfruttamento del giacimento Ombrina mare.

Si tratta di una pietra miliare critica che, una volta superata, permette di passare all'analisi degli aspetti ambientali. La compagnia ha già pronto lo studio di impatto ambientale.

Questa approvazione significa che la compagnia è in linea con le previsioni di completare il processo autorizzativo nel terzo quarto del 2010.

Le ultime analisi geologiche hanno visto un aumento delle potenzialità del giacimento ed ora la compagnia aspira ad un passaggio alla "categoria" superiore, di diventare cioè un medio produttore di petrolio e di gas.

Per ottenere questi risultati si prevede la costruzione e l'impiego di:
  • Una piattaforma di produzione in corrispondenza del pozzo Ombrina Mare 2 (a 7 km dalla costa in 20 metri d'acqua)
Fare clic sull'immagine per ingrandire
  • Cinque pozzi di estrazione di petrolio, incluso l'attuale Ombrina Mare 2, due di questi pozzi permetteranno anche l'estrazione di gas.
  • Un sistema di produzione ed immagazzinamento galleggiante in grado di contenere fino a 50.000 tonnellate di petrolio da trasferire poi alle petroliere.
Nel seguito c'è l'immagine di quel che vorrebbero costruire, l'unica differenza è la profondità: che nel nostro caso è di soli 20 metri.

Fare clic sull'immagine per ingrandire o qui per altre immagini
  • Dodici km di gasdotto sottomarino per collegare i pozzi alla stazione di pompaggio di Santo Stefano mare.
Per chi non la conoscesse, ecco l'ubicazione della stazione di pompaggio del gas a Santo Stefano, punto terminale del nuovo gasdotto sottomarino, ma a cui sono già collegati i 5 pozzi di Casalbordino. Si noti tra l'altro come in Panoramio, tra le bellezze locali, appaiono già i pozzi - veramente una gran bella pubblicità!

Fare clic sull'immagine per ingrandire

L'inizio della produzione è previsto per la seconda metà del 2011".

La Medoilgas conta moltissimo su questo giacimento, e lo sta già proponendo agli azionisti come praticamente fatto.

Si prevedono 20 milioni di barili con una estrazione di 5000-7500 barili al giorno: il che significa almeno dieci anni di attività.

Con tutto questo petrolio si potrà così alimentare l'economia mondiale per quasi 6 (sei) ore (il mondo consuma un miliardo di barili ogni 12 giorni).

Riusciremo a mandare all'aria i loro piani industriali?


Documento del 25 giugno 2009
Documento del 23 giugno 2008
Titolo minerario
Notizie per gli investitori
Notizie per gli investitori
Sito Medoilgas

martedì 21 luglio 2009

Metano e petrolio

Ricevo da Matteo:
Caro ingegnere,
mi dispiace ma sul tuo blog ci sono delle grosse inesattezze:

il pozzo che hai fotografato fa parte di un gruppo appartenente sì al campo denominato SANTO STEFANO MARE ma è di proprietà Edison (prima era della ELF), dal quale si estrae gas naturale (metano) da quasi 30 anni! (hai letto bene) lo stesso gas che arriva a casa tua (e nostra).
Ora la produzione non è consistente come una volta, ma comunque c'è. E non mi sembra sia mai successo nulla di rilievo per l'ambiente.
In merito ai turisti che scappano, dimmi dove li hai visti? sarebbero dovuti scappare già trent'anni fa... pensa che lì dove ci sono i pozzi ci vanno a "fare" anche le cozze.
Non facciamo inutili allarmismi.
Per quanto riguarda la Medoilgas e il campo Ombrina Mare, la faccenda è ben diversa; lì si tratta di un olio denso con probabile presenza di H2S e che quindi andrebbe desolforato in loco. Giustamente qualche perplessità ce l'abbiamo tutti.

Saluti, Matteo
Caro Matteo, come ti ho detto anche l'ultima volta che ti ho visto, in questo campo io sto imparando e tutte le informazioni sono ben accette perchè non mi piace sbagliare.

Ad esempio ho imparato da te che i depositi dietro a Vasto già esistono e sono i vecchi pozzi esauriti, e ho poi capito che il fiorire di turbogas in questa zona è legato proprio alla loro presenza.

Sempre da te ho saputo dell'esistenza della centrale di Santo Stefano che ho finalmente individuato, deve essere davvero innocua se solo una rete la separa da un gruppo di bungalow in legno! Conto però di andare a metterci il "naso" uno di questi giorni per vederla un pò più da vicino.

Nemmeno io credo che potremo fare a meno del gas in tempi brevi. Sto comunque cercando di capire le strategie economiche internazionali che stanno dietro il suo approvvigionamento (gasdotti internazionali, rigassificatori, ecc.). Sono però sicuro che, come per il petrolio, continuare a perforare serva solo ad aumentare i profitti di chi ci vende idrocarburi e a riscaldare il pianeta mentre invece dovremmo iniziare a domandarci il prima possibile come si possa uscire da questo vicolo cieco.

Tra l'altro il prezzo del petrolio e del gas non diminuisce per il fatto che lo si produca di fronte a casa perchè rimane quello determinato dal mercato e dalla speculazione internazionale. In poche parole il gas e il petrolio estratti in Abruzzo ci costeranno come il gas russo o il petrolio nigeriano. Certo i costi per chi lo estrae saranno minori, ma a variare sarà solo il loro guadagno.

Per quanto riguarda il pozzo fotografato non avevo scelta essendo il più vicino alla costa.

Sinceramente, però, non mi ricordo di averlo visto quando sono arrivato a Casalbordino, forse non era così appariscente; mi ricordo invece un'estate in cui ho cominciato a notare del movimento accompagnato da segnali sonori, ma allora speravo che se ne andassero così come erano venute, invece adesso sono diventate 5 schierate davanti alla spiaggia (più altre visibili con cielo limpido a nord e a sud) e questa non è una grande pubblicità per il turismo. Io per primo ora non investirei in una casa al mare a Casalbordino. Sicuramente il turismo della domenica sopravviverà, ma come immaginare dei nuovi investimenti in questa situazione (e non voglio parlare dell'inceneritore che anche oggi fumava da sopra la collina).

Turisti insoddisfatti per questo motivo io li ho comunque incontrati, per quanto valore statistico possa avere questo dato.

Per i pozzi di petrolio l'inquinamento legato ai fluidi di perforazione ed agli scarti delle estrazioni è un dato certo che continua per tutta la vita del pozzo, inquinamento che rende pericolosa sia la pesca che la raccolta delle cozze che non sono però possibili perchè non ti ci fanno avvicinare. Per quanto riguarda i pozzi di gas non so ancora cosa accade, dopo l'inquinamento legato alla perforazione, durante la coltivazione. So che ci potrebbe essere bisogno di desolforizzazione come è stato per tanti anni a Cupello, ma ovviamente il problema sembra molto minore della desolforizzazione del petrolio.

Interessante a riguardo il fatto che l'ENI estrae il gas e poi se lo vende immettendolo nella rete senza ovviamente fare troppi controlli (peraltro previsti per legge) sulla qualità di quel che si autocompra e che poi viene bruciato nelle nostre cucine (altro motivo per separare la rete di trasporto gas dall'ENI).

L'estrazione di gas potrebbe poi dare luogo a fenomeni di subsidenza delle coste, e anche questo mi scoraggerebbe se volessi investire.

Il problema vero non è però l'aspetto estetico o la subsidenza, ma è che dove c'è gas c'è petrolio, ed il petrolio è il vero pericolo per l'Abruzzo. Per questo motivo la mia opposizione a questi pozzi di gas si inquadra nell'opposizione ai pozzi di petrolio che li accompagnano. Quando le compagnie petrolifere cominceranno a fare distinzioni, allora le farò anch'io.

In attesa di altre informazioni, ciao da lorenzo

lunedì 13 luglio 2009

Il turismo in fumo

Ecco una piccola galleria fotografica, di qualità limitata dai mezzi a mia disposizione, ma più che sufficiente a far scappare parecchi turisti e forse anche qualche residente.


Si tratta del pozzo Santo Stefano Mare 3 della Edison appartenente al campo Santo Stefano che si estende di fronte alle spiagge di Casalbordino, Torino di Sangro e Fossacesia. In questo post si trovano maggiori informazioni e le carte geografiche. Nel prossimo futuro farò il punto sull'imminente inizio delle estrazioni.


Cliccare sulle immagini per ingrandirle

mercoledì 6 maggio 2009

L'inganno delle bandiere blu


Dopo l'allucinante convegno a Casalbordino organizzato proprio dalla FEE (vedi mio post), oggi ho letto ovunque delle bandiere blu 2009 ed mi è venuta la voglia di saperne un pò di più.

Se si va a vedere quali sono le spiagge certificate si vede ad esempio che c'è ne sono in abbondanza su tutta la riviera romagnola e marchigiana, per l'Abruzzo ci sono anche Vasto e San Salvo, solo due in Sardegna. C'è qualcosa di strano.

E' facile trovare che le bandiere sono date dalla FEE Italia che è associata alla FEE internazionale sul cui sito si scopre che è una organizzazione privata senza scopo di lucro, con associati in 58 paesi del mondo. Ad associarsi sono normalmente organizzazioni ambientaliste già esistenti, ma si vede che in italia non ce n'erano disponibili per cui ne è stata fondata una ad hoc (cosa peraltro prevista nel programma di affiliazione).

La prima cosa che si capisce quindi è che l'associazione mentale "bandiera blu-Europa" non ha ragione di esistere.

Non c'è neppure (e non potrebbe esserci essendo una onlus privata) un legame ufficiale tra la FEE Italia e lo Stato italiano. Ci ci sono molti simboli di enti governativi e ministeri sui loro documenti ma probabilmente fanno solo riferimento alla composizione del comitato di valutazione.

Difficile anche capire chi paghi tutto questo: tra gli sponsor a livello centrale c'è una marca di birra, una di macchine per pulire le spiaggie e il fornitore delle bandiere. Nel sito italiano non c'è invece nulla: nè statuto, nè bilancio, nè organigramma. Nessun accenno agli eventuali costi per i comuni.

Bisogna però dire che c'è chiarezza sulle procedure di valutazione. Leggendole si capisce subito che la qualità delle acque e delle spiagge è solo uno dei parametri: importante ma non fondamentale. Molto più importante è infatti l'uso turistico delle spiagge che devono poter resistere all'assalto estivo. Tra i criteri ci sono infatti la raccolta differenziata dei rifiuti e la presenza dei depuratori; il divieto di campeggio e di accesso per animali; la disponibilità di personale e attrezzature di salvataggio, fontanelle di acqua potabile, telefoni pubblici, servizi igienici; l'accesso per disabili e la pulizia costante dell'arenile, ecc. ecc.

Siamo di fronte ad un inganno. La bandiera blu è spacciata come un simbolo di non contaminazione, di rispetto ambientale, di integrità naturale ed invece misura l'esatto contrario: la snaturazione e la mercificazione dell'ambiente. La bandiera blu certifica infatti la facilità con cui è possibile consumare la merce "mare" ridotto a un semplice strumento per la "balneazione". Un'inganno culturale che ci vuole consumatori di qualcosa che non è merce.

Ma anche se si accetta lo sfruttamento intensivo delle spiagge a fini turistici, ci sono altri aspetti delle procedure che lasciano perplessi: il primo è che si basano solo sulla documentazione e sulle analisi fornite dai comuni, la FEE non effettua controlli se non a campione.

Il secondo è che la qualità delle acque si basa solo sull'inquinamento microbiologico e non su quello chimico ed in particolare solo sui valori dei coliformi totali, coliformi fecali e degli streptococchi.

Eppure a rendere l'acqua non balneabile ci sono moltissimi altri fattori, ad esempio:
  • Attività industriali - diretto o via impianto di trattamento (ad esempio raffinerie)
  • Deposizione atmosferica sulle acque superficiali (ad esempio di fumi di inceneritori)
  • Attività agricole (fertilizzanti, pesticidi)
  • Attività di acquacoltura
  • Inquinamento derivato da sedimenti contaminanti (ad esempio a seguito di perforazioni petrolifere)
  • Plastiche-rifiuti galleggianti
  • Scarichi di navi
  • Incidenti navi petroliere
  • Piattaforme Off-shore
  • Forti piogge che dilavano gli inquinanti, sia microbiologici che chimici, dai suoli e li portano al mare attraverso i fiumi
  • Proliferazione di alghe tossiche marine e cianobatteri conseguente all’aumento di temperatura dei mari
  • ecc. ecc.
(fonte: Istituto Superiore di Sanità)

Ebbene, di tutto questo non si tiene assolutamente conto, potremmo avere un mare così avvelenato da non far sopravvivere nemmeno un batterio e la bandiera blu sventolerebbe lo stesso.

Concludendo, per me la bandiera blu è solo un indice di una buona organizzazione da parte dei comuni che l'hanno ottenuta, ma nulla di più.
Non ci vedo nessuna relazione con la qualità dell'ambiente per come la intendo io, e non accetto che possa essere usata dagli amministratori come una certificazione di buon operato. Al contrario: trattandosi di requisiti minimi, dovremmo invece chiedere il conto a quegli amministratori che non sono riusciti ad ottenerla.

mercoledì 22 aprile 2009

Il linguaggio del potere

Qualche giorno fa un convegno a Casalbordino (sul tema ambiente-scuola-bandiere blu) con dei burocrati statali come primi attori e alcuni amministratori locali come comprimari, si è rivelato un concentrato di stupidità, menzogne, arroganza, interessi di parte, servilismo, disprezzo per la platea (fortunatamente semivuota), che mi ha lasciato sbalordito.


Alcune delle affermazioni fatte sono state: non siamo sicuri che l'effetto serra sia causato dall'uomo; dagli inceneritori esce aria pulita (vedi ad esempio qui); il futuro delle energie alternative è la biomassa (vedi ad esempio qui e qui); i paesi che hanno le centrali nucleari sono paesi fortunati; Rubbia se ne è andato perchè noi non gli permettevamo di sviluppare i suoi progetti ma non è così che si fa; la nostra scuola primaria è la migliore al mondo e per le altre la soluzione sta in un nuovo sistema di valutazione oggettiva; ecc. ecc. .

Li ho ascoltati con attenzione (almeno il primo giorno perchè il secondo, mentre parlava il rappresentante del ministero della pubblica istruzione, mi sono alzato e me ne sono andato).

Li ascoltavo e pensavo a Pasolini che così descriveva il linguaggio del potere:
La loro lingua è quella della menzogna. E poiché la loro cultura è putrefatta cultura forense e accademica, mostruosamente mescolata con la cultura tecnologica, in concreto la loro lingua è pura teratologia(°). Non la si può ascoltare. Bisogna tapparsi le orecchie”.

(°) Teratologia: studio delle mostruosità congenite
Questo (oltre alla sala semivuota) è stato il motivo per cui non ho aperto bocca: pensavo che se uno fa certe affermazioni, propone certe scelte, appoggia certi interessi vuol dire che non ha alcuna dignità umana e non c'è quindi possibilità di discussione. Pensavo che andassero osservati come insetti o rettili in un terrario, come reperti patologici, come aborti in formalina, ma nulla di più.

Oggi ha parlato il ministro dell'ambiente (vedi qui) ed è stata l'ennesima ripetizione dello stesso spettacolo.

Nello scrivere questo commento mi sono però accorto di aver fatto uno sbaglio: anche se fossi stato il solo ad ascoltare mi sarei dovuto alzare in piedi e rispondere a tono, anche solo per infastidire testimoniando della mia esistenza. Niente di grave per non averlo fatto, con l'aria che tira ci sarà sicuramente un'altra volta e allora cercherò di essere più pronto.

venerdì 3 aprile 2009

Distruggono l'Abruzzo e ci prendono pure per il culo

Dopo la Medoilgas ecco la irlandese Petroceltic.

Questa è la cartina tratta dal loro sito:

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La nostra zona ci guadagna altri impianti ma la cosa più irritante è che questi bastardi presuntuosi hanno chiamato le zone di ricerca/estrazione con nomi di vini abruzzesi.

(fonte primadanoi)

mercoledì 25 marzo 2009

Più chiaro di così

Quando parlo del petrolio con le persone di Vasto e Casalbordino non suscito una grande preoccupazione. Chissà cosa penseranno di questo documento datato 20 gennaio 2009 che descrive i piani della Medoilgas società petrolifera già attiva in Abruzzo. Piani per l'immediato futuro che interessano proprio la zona di Vasto e Casalbordino. Ecco una piantina degli impianti previsti:

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Un piccolo aiuto per la lettura:
  • In verde il petrolio ed in rosso il gas.
  • Ci sono impianti in mare davanti a Vasto e Casalbordino (quelli verdi inevitabilmente dovranno avere la desolforizzazione - in altre parole il famoso "centro-oli" non si farà a terra a Ortona ma in mare davanti a Vasto).
  • La zona di mare bianca ha una profondità massima di 50 metri e quella celeste di 100 metri.
  • La zona viola che va da San Salvo a Cupello a Scerni è zona di depositi (vengono sfruttati giacimenti esauriti).
  • Le linee marroni sono oleodotti e gasdotti.

Nota bene: questo documento riguarda direttamente solo la Medoilgas, i pozzi Rospo-mare (che per inciso in questa cartina sono diventati 9 collegati da un oleodotto sottomarino) sono dell'ENI.

Per gli abitanti di Casalbordino un dettaglio:

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  • Il territorio che va da Monteodorisio a Casalbordino passando per la Val Sinello e Pollutri sarà interessato dall'estrazione del petrolio. C'è già il nome del "nostro" pozzo: "CASALBORDINO 1".
  • In più saremo attraversati da un oleodotto e avremo vicini i depositi che arriveranno fino a Scerni.
  • Il paese di Villalfonsina sarà invece interessato dall'estrazione del gas.
  • Il mare di Casalbordino avrà pozzi di gas in acque bassissime a circa un km dalla costa e strutture a terra (facilities) per la lavorazione e il pompaggio del gas.
  • Non si potrà più neppure andare nella zona del Monte Pallano a cercare un pò di aria pulita perchè anche lì verrà estratto il gas.

Quello che ci sta per accadere è peggio di un incubo:

Veleni in mare in aria e nei campi
Fine dell'agricoltura
Fine del turismo
Crollo della nostra economia basata su agricoltura e turismo
Crollo del valore delle case e dei terreni

Chissà se questa prospettiva risveglierà i miei concittadini?
Se non ora, quando?


Qui si può leggere la denuncia del Comitato Natura Verde e di Impronte.
Qui il commento di Maria Rita D'Orsogna con altre notizie sulla vicinanza politici-petrolieri.
Qui si trova il documento della Medoilgas con le cartine complete ed i tempi previsti per la realizzazione: 5mega - pdf.
Molte altre informazioni tra cui le valutazioni economiche delle estrazioni, molto attraenti per la Medoilgas, si trovano direttamente nel sito della società.
Qui invece i miei precedenti post sull'argomento: la cosa che mi spaventa è che tutto quello che ho scritto si sta davvero verificando.

lunedì 23 marzo 2009

La favola bella del petrolio

L'atteso intervento di chiodi sul petrolio è arrivato: leggilo qui
"Il Centro Oli non esiste e non esisterà. Chi dice il contrario lo fa solo per strumentalizzazioni politiche: io, come presidente della Regione, dico invece agli abruzzesi che la struttura dell'Eni non verrà mai alla luce"
Non mi sembra si possano chiamare strumentalizzazioni politiche le concessioni estrattive, gli acquisti di terreni da parte dell'Eni, le trivellazioni in mare e in terra, le ripetute dichiarazioni sulla bontà di uno sviluppo petrolifero della nostra regione, il fatto che invece di una moratoria di 30 anni sulle estrazioni ci si preoccupi delle royalties (ci si preoccupa per modo di dire perchè chiedere l'uno per cento è solo una presa in giro).
"La nostra linea politica è chiara: il Centro Oli non si farà anche perché non rientra più nei piani dell'Eni"
Da tempo sappiamo che il problema non è solo il centro oli! E' l'intero Abruzzo ad essere in pericolo, e chiodi non dice nulla dei pozzi, delle cisterne e degli altri impianti previsti: la mappa dei titoli minerari non è una strumentalizzazione ma un dato di fatto.

Queste cose non si devono fare non perchè l'Eni ha cambiato idea (ma sull'osso sono in molti, non solo l'Eni) ma perchè gli abruzzesi non li vogliono, ne ora ne mai, dire che il centro oli non si farà perchè l'Eni ha cambiato idea significa riconoscere di non volere avere nessuna voce in capitolo.
"i termini per presentare la costituzione innanzi la Consulta sono scaduti il primo febbraio scorso e non qualche giorno fa come qualcuno vuole strumentalmente far credere; la Giunta regionale ha convocato la prima riunione il 2 febbraio quindi l'Avvocatura non era in grado di predisporre gli atti amministrativi per la costituzione processuale ... Ma - precisa Chiodi - nonostante questo, ho dato mandato all'avvocato Pasquali di predisporre la costituzione tardiva che ci permetterà innanzi la Corte di far valere le nostre ragioni a difesa della legge 14/2008, nonostante essa presenti evidenti caratteri di illegittimità"
Dal primo febbraio ad oggi sono passati 50 giorni, è strano che solo adesso, dopo che la notizia è uscita sui giornali chiodi si decida di fare qualcosa, non dimenticando però di aggiungere che lo fa ma tanto è convinto di avere torto.
"Ma la vicenda del Centro Oli sta creando anche evidenti problemi all'economia regionale. A lanciare il grido di allarme è l'assessore Mauro Febbo. "Ci arrivano segnalazioni dai territori - spiega Febbo - di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato - ha concluso Febbo-, che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende"
Congratulazioni all'assessore, se è vero che solo il pensiero del petrolio crea problemi alla nostra economia chissà cosa sarebbe successo se nessuno se ne fosse accorto e oggi ci fossero già i primi impianti. L'assessore dovrebbe ringraziare chi si è svegliato molto prima di lui e ha denunciato il pericolo invece di parlare di allarmismo.

Non voglio neppure pensare che questa conferenza sia stata fatta solo per prendere tempo, per bloccare una protesta che ha cominciato a risalire. Mi aspetto quindi che alle parole seguano i fatti e quindi una bella moratoria trentennale, una opposizione alla legge nazionale sulle estrazioni, investimenti nel campo del turismo dei parchi e dell'agricoltura, la realizzazione della pista ciclopedonale della Costa teatina, investimenti sulle energie rinnovabili ecc. ecc.
Fino a che non vedrò, però, continuerò a non stare per niente tranquillo.

giovedì 19 marzo 2009

L'ira dei giusti

Il "bel" chiodi non è riuscito ad opporsi per un secondo ai voleri del suo padrone ed ha subito tradito i suoi elettori (oltre che le sue stesse promesse).
In breve:
  • Berlusconi vuole il petrolio dell'Abruzzo e se ne frega degli abruzzesi
  • La regione Abruzzo approva una legge che blocca l'insediamento del Centro oli sulla costa teatina
  • In campagna elettorale berlusconi e chiodi si dicono contrari al petrolio in Abruzzo
  • Subito dopo aver vinto le elezioni regionali, il governo ricorre alla Corte Costituzionale contro la legge della regione Abruzzo
  • Io scrivo un post sulla notizia, dal titolo "Siamo davvero delle merdaccie" , che si conclude così:
    "Ora, se chiodi non è un fantoccio dovrebbe prendere posizione contro berlusconi. Si accettano scommesse"
  • Chiodi si impegna formalmente in consiglio regionale a far costituire la regione come parte civile per difendere le proprie ragioni
  • Oggi sono scaduti i termini e la regione non ha fatto nulla
  • Il risultato è che la regione Abruzzo non si presenterà a difendere la propria legge contro il governo.
Costantini (IdV) ha detto: «non immaginavo che Chiodi si rendesse fino a questo punto complice dei progetti dell’Eni e di Berlusconi, addirittura rinnegando il suo stesso voto espresso in Consiglio Regionale. Evidentemente» aggiunge Costantini «esistono poteri diversi da quelli di rappresentanza degli interessi del popolo abruzzese che lo condizionano pesantemente in alcune azioni o, come in questo caso, omissioni».

Solo l'ira dei giusti
con la rivolta delle persone buone, tranquille, intelligenti, oneste, educate, potrà ormai salvare questa terra altrimenti condannata.

L'alternativa è questa:

domenica 15 marzo 2009

Senza nessun pregiudizio ecologico ...

L'intervista seguente è a gianfranco giuliante, presidente del Parco della Majella, e fresco vicepresidente della Federparchi. E' il capogruppo PDL della regione Abruzzo (ex AN).

E' un esempio dell'occupazione a tappeto dei posti in cui si gestisce la cultura nel nostro paese (Informazione, Istruzione, Beni culturali, Ambiente). Con l'evidente intenzione di farne scomparire anche il ricordo.

In pochi minuti parlando del petrolio in Abruzzo mostra chi è: dice tutto e il contrario di tutto, va fuori tema, dice qualche slogan e frase fatta, fa pensare che "l'energia" estratta sia vitale per gli abruzzesi e arricchisca loro invece dei petrolieri e finalmente conclude:
"Bisogna fare una scelta intelligente - che non soffra di un pregiudizio "ecologico" - e non si deve negare la necessità che i "pozzetti" vadano messi da qualche parte per poter vivere e lavorare tutti quanti".



Non a caso è uno dei firmatari del progetto di legge regionale, sbandierato come blocco, ma che di fatto è un si al petrolio. (intervista completa)

Tra i tanti motivi per cui gli unici "pozzetti" adatti per questi politici sono quelli neri c'è anche quello del rischio di disastri ambientali:


Questa non è la spiaggia di Casalbordino ma è la Sunshine coast dove un disastro ambientale ha colpito 60 km di uno dei posti più belli dell'Australia. La causa è una perdita di "solo" 250 tonnellate di combustibile da una portacontainer durante una tempesta. (vedi a riguardo anche questo post).

Sullo stesso argomento vedi anche il post di Maria Rita D'Orsogna

lunedì 2 marzo 2009

L'Enel e la sicurezza

L'Enel ha deciso di investire 1,8 miliardi di euro per il completamento di due reattori nucleari di Mochovce per una potenza di poco superiore agli 800 MW. I reattori sono del tipo VVER-440/213, progettati dall’ex URSS alla fine degli anni '70. Gli attuali standard di sicurezza sono molto bassi e difficilmente verrebbero autorizzati in gran parte degli Stati europei. Per esempio, non dispongono di un doppio guscio protettivo in caso di impatto con un aereo. (fonte)




Per capire meglio il problema ecco una cartina geografica a cui si deve aggiungere che i venti dominanti sono in direzione dell'Italia dove vengono fermati dagli Appennini per incanalarsi lungo le coste adriatiche.

Fai clic sull'immagine per ingrandirla

martedì 10 febbraio 2009

L'attacco continua

Io non dimentico e non vorrei scrivere altro per un pò, ma mi faccio forza e subito riprendo questo viaggio... .

Gli sciacalli continuano ad urlare con la bava alla bocca per aver mancato la preda ma non credo che lo spettacolo sia finito; una analisi lucida di quanto è accaduto ed una previsione di quello che può succedere si trovano qui, Marco Travaglio, c'è di tutto: giustizia, intercettazioni, capo dello stato, mills, vaticano. L'attacco è appena cominciato.

Detto questo, ecco una notizia arretrata su un'altro attacco, quello all'Abruzzo, che non si è mai fermato:
Nuova piattaforma petrolifera in arrivo ad Ortona. Di cui si sono rese protagoniste, in termini negativi o di disinteresse, le amministrazioni dello Stato e le strutture tecniche della Regione.
Questo significa che molto presto ci saranno sottocosta le piattaforme fisse per l'estrazione di petrolio greggio e ce le terremo per decenni.
Queste piattaforme faranno l'attività di desolforazione in mare perché il petrolio Abruzzese (classificato API 12, un po' meglio del bitume) è praticamente non trasportabile.
La Medoilgas - titolare della concessione - è una società a responsabilità limitata, di fatto di proprietà della Mediterranean Oil & Gas australiana. Questo vuol dire che nel caso di incidente risponderà soltanto del suo capitale sociale perché non risulta che siano state fatte assicurazioni o fideiussioni a favore della regione Abruzzo. (fonte)
Le istanze di concessione per estrarre petrolio a mare sono colorate di azzurro.
Quella piu' grande e sotto costa, sopra Casalbordino, e' quella di cui si parla.


Agli abruzzesi un consiglio:
o vi date una smossa
o vendete in fretta le case al mare se trovate qualcuno che ve le compra.



Come esempio di cosa ci può capitare (oltre agli avvelenamenti lenti di acqua e aria) ecco quel che sta accadendo in queste ore:

Un vasto incendio è scoppiato al largo della costa di Dubai,
causato probabilmente dalla collisione tra una petroliera e una porta container.
La petroliera stava trasportando 30mila tonnellate di greggio.
Una densa colonna di fumo nero si alza dal mare.
Non sono chiare al momento le cause dell'incidente. (fonte)

Post precedente sulla piattaforma di fronte a Vasto