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sabato 25 aprile 2009

La mia Resistenza


A metà degli anni 60 anche la mia famiglia comprò casa. Lasciai il centro e andai a stare in quella che allora era periferia, palazzi ancora circondati dai campi.

La guerra era lontana ma solo nel tempo, era ancora presente nelle ferite della mia città colpita dai bombardamenti, presente nelle parole dette e soprattutto non dette dei miei genitori, nella foto del nonno vicino al letto: caduto civile e mai conosciuto, nei giornalini con le storie sempre uguali degli albi "Supereroica", nei film americani in bianco e nero che dalla TV ci "educavano" sulla storia recente, nei giochi di guerra: quando ci spingevamo lontanissimi da casa fino alle postazioni antiaeree a combattere con le cerbottane fatte con le canaline elettriche.

Ma un particolare fra i tanti colpì la mia fantasia di bambino: una piccola lapide sul muro di una vecchia caserma, con dei fiori quasi sempre secchi.

E sul muro i segni delle pallottole.

Lì erano morti dei partigiani, cercavo di immaginarmi la scena e già allora non capivo come si potesse uccidere così. Mi colpiva la morte rapida dovuta alla fucilazione, la fine senza rimedio di vite con i loro ricordi persi per sempre, le traiettorie uniche e irripetibili dei colpi e il contrasto con quei segni incisi per sempre sui mattoni a fotografare quell'attimo.

Crescendo ho capito che davanti a quel muro è finita la vita di qualcuno che ha avuto il coraggio di ribellarsi, di morire per un'idea di futuro.

Ecco, quando penso alla Resistenza io penso a quel muro, penso a quegli uomini ormai quasi dimenticati e ogni volta li ringrazio.

venerdì 13 febbraio 2009

Che bèla ca l'ea la mé Spesa quando a l'eo piccinin



Pia 'n po' 'n pan! (Prendi un po' una pagnotta!)

Te chini chì o te chini ciü 'n là? Me a chino chì cò da catae i ciuciain
(Scendi qui o scendi più avanti? Scendo qui perchè devo comprare i cucchiaini).

Chi pè pè, chi ne pè va a pé (chi può può chi non può va a piedi)

belin!

« Che bèla ch'i è Spesa
spussa de pisso
strassi de pèssa

resche del pésse

tocchi de pissa

e nessun ch'i 'ghe spassa

ma quei che ghe passa

la pensa ... e la disa

che bèla ch'i è Spesa ... »


Che bella che è Spezia
puzza di piscio
stracci di pezza
lische di pesce
pezzi di pizza
e nessun che ci spazzi
ma chi ci passa
ci pensa ... e poi dice
che bella che è Spezia ...

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