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martedì 7 giugno 2011

lunedì 9 novembre 2009

Il tg-prono


E' da poco passato il tg1 e il suo direttore ha descritto la strategia futura di berlusconi: ghedini, alfano e gli altri non sono più presentabili così hanno mandato avanti lui - non che sia migliore, meno servo o meno spregevole, è solo meno conosciuto e ai telespettatori, incorniciato da libri e targhe, può anche sembrare uno importante.

Nel tg della sera, con una serie di bugie e travisamenti, il fido minzolini ci ha illustrato la soluzione finale ai "nostri" problemi: l'immunità parlamentare.

Quell'immunità che fu levata nel 1993 da tutto il Parlamento, spinto dall'indignazione popolare contro i politici che ne avevano fatto uno scudo contro la magistratura, trasformandola a tutti gli effetti in un'autorizzazione a delinquere.

Per capire bene cosa vogliono fare, riporto la proposta di legge costituzionale che si trova alla Camera in attesa di approvazione, che altro non è che la riproposta dell'articolo modificato nel 1993:
Art. 1.

1. L'articolo 68 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 68. - I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o per mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».

Si dovrebbe quindi tornare ai bei tempi andati e quindi, nella loro interpretazione della Costituzione, per essere arrestati si dovrebbe essere colti sul fatto durante una rapina o un omicidio. Sempre nella loro interpretazione: in caso di condanna irrevocabile, per ogni tipo di reato anche commesso prima di essere eletti, la decisione del Parlamento li terrebbe fuori dal carcere.

Semplice e pulito.

mercoledì 7 ottobre 2009

venerdì 3 luglio 2009

Dimmi con chi vai

Supponete di avere litigato per mesi col vostro vicino fino a non farcela più, lo avete così denunciato e portato in tribunale e avete discusso le vostre sacrosante ragioni di fronte al giudice.

Fiduciosi nella Giustizia state aspettando la sentenza, quando una sera incontrate il giudice al ristorante seduto con il vostro vicino e il suo avvocato mentre parlano e mangiano allegramente.

Voi capita poi di incrociarlo all'uscita e ne approfittate per dirgli che non vi sembra giusto che decida sul vostro caso dopo quel che avete visto e lui bruscamente vi risponde che certe cose non le dovete nemmeno pensare: che il vostro vicino è un suo vecchio e carissimo amico e che non vede motivo per non frequentarlo. Per quanto riguarda il processo, poi, non dovete aver preoccupazione alcuna, infatti lui è una persona seria e giudicherà senza tener conto dell'amicizia.

Chissà perchè uscite dal ristorante pensando a come trovare una nuova casa.

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Non so se siete riusciti a capirlo ascoltando il tg1, ma questo è quel che è accaduto a due giudici della Corte Costituzionale che dovranno presto decidere sul Lodo Alfano, uno dei quali ha invitato a cena l'altro assieme all'unico politico che si avvale del Lodo Alfano (berlusconi) e il suo avvocato (alfano, proprio lui). Colto sul fatto, invece di farsi da parte, ha scritto ai giornali una lettera al "caro silvio" dicendosi pronto a rifarlo (fonte1; fonte2; commento).

martedì 16 giugno 2009

Intercettazioni telefoniche

Sulle intercettazioni telefoniche nessuno sa veramente nulla: i più attenti sanno che le hanno abolite, ma nulla di più.
Per questo motivo propongo qui un estratto di un articolo di Marco Travaglio (qui anche in video) che mi ha aiutato a chiarirmi le idee:

Chi autorizzerà le intercettazioni?
Oggi il Pubblico Ministero che chiede al GIP l’autorizzazione a mettere sotto controllo i telefoni o i luoghi dove vive o va una certa persona e il GIP autorizza con un decreto per ogni utenza e per ogni luogo, ogni decreto vale dai 15 ai 20 giorni e quindi se uno vuole intercettare una persona per un tempo lungo, deve chiedere ogni volta la proroga, spiegando perché gli serve la proroga e non sempre il GIP gliela concede.

Per rendere più complicato questo meccanismo, il Governo ha pensato bene di affidare a un collegio di 3 giudici, non più a un GIP, la risposta alla richiesta del PM con l’aggravante che nei tribunali piccoli non si potrà decidere in loco, bisognerà andare nel Tribunale della Corte d’Appello, quindi da una piccola Procura partirà tutto l’incartamento con gli elementi che i 3 giudici devono vedere per valutare se dare o non dare le intercettazioni, quindi ci saranno vagonate di carte che partono dalle piccole procure e si avviano verso i grandi centri e lì si metteranno in fila in attesa di trovare 3 giudici liberi, giudici che ovviamente avranno molto più da fare perché se oggi il lavoro lo fa uno, in futuro lo faranno in 3, è ovvio che i tempi si triplicano e tutto per dare più sicurezza ai cittadini com’è ovvio.

Quindi il GIP da solo può darvi l’ergastolo, il GIP può arrestarvi, ma non potrà più decidere da solo di intercettarvi; per dare l’ergastolo a uno si può anche essere da soli, mentre invece per intercettare uno per una settimana, bisogna che ci siano 3 giudici, pensate quanta paura hanno delle intercettazioni questi! Poichè il processo l’hanno sfasciato a tal punto che praticamente le condanne per i colletti bianchi non arrivano più, giustamente si concentrano a impedire che vengano fuori i reati con le intercettazioni, ecco perché 3 giudici per incettare, un solo giudice per condannare perché tanto alla condanna lor signori sanno che non arriveranno mai!

Tabulati telefonici
I tabulati vengono equiparati alle intercettazioni e alle cimici, una cosa semplicemente folle: mentre la telecamere la cimice o l’intercettazione telefonica ti svelano il contenuto del colloquio tra le persone intercettate, il tabulato non ti svela un bel niente, ti svela semplicemente che a quell’ora di quel giorno, da quel posto tizio ha chiamato Caio e ci ha parlato per un certo numero di secondi, questo è quello che vi rivela il tabulato, quindi l’intrusione nella vita privata della persona è infinitamente più lieve visto che non si sa la ciccia, il contenuto.

Quando si potrà intercettare?
Oggi bastano i gravi indizi di reato, in futuro ci vorranno evidenti o gravi indizi di colpevolezza, qualcuno dirà: ma che differenza c’è tra indizi di reato e indizi di colpevolezza? Da così a così, nel senso che indizi di reato significa che io Magistrato so, oppure ho il forte sospetto che si sia commesso o si stia commettendo un reato, sparisce un bambino, si teme che l’abbiano rapito, ci sono forti indizi di reato. Una donna in lacrime sanguinante va a denunciare uno stupro, è molto probabile che sia stato commesso uno stupro, trovo il cadavere di una persona senza niente intorno, è molto probabile che quella persona sia stata assassinata soprattutto se ha delle ferite da arma da fuoco e l’arma non c’è, quelli sono i gravi indizi di reato.
Mentre invece gli evidenti indizi di colpevolezza vuole dire che io già so chi è stato, ho dei gravi indizi che tizio e colpevole, prima si potevano fare le intercettazioni per scoprire chi era il colpevole, adesso bisogna già sapere chi è il colpevole per cominciare a fare le intercettazioni, qualcuno di voi probabilmente penserà che io stia scherzando, che vi stia prendendo per il culo, no, sono loro, è il nostro Governo che ci sta prendendo per il culo, perché questo è esattamente il principio cardine alla base di questa legge, questa è la mente malata di queste persone, la paura fottuta di essere presi, se sono costretti a introdurre nei codici una norma così devastante!

Il risultato sarà che, ogni volta che si presenta un delitto e non si sa ancora chi è stato, il che è piuttosto frequente perché è raro che l’assassino, il rapinatore lascino un post- it sul luogo del delitto con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, non potrò intercettare nessuno.
Tutti i delitti che potete immaginare, Meredith che viene trovata esanime, una rapina in banca di gente incappucciata, bambini violentati, donne stuprate, insomma qualunque cosa, se la vittima non ha riconosciuto per certo il colpevole, oppure la vittima è morta allora non ci sono evidenti indizi di colpevolezza di tizio o Caio e quindi non si parte con le intercettazioni. In tutto il mondo accade esattamente il contrario: trovi un cadavere, non sai chi è stato, non ci sono impronte, non c’è l’arma del delitto, l’assassino non ha lasciato niente di scritto, la vittima, che potrebbe dire qualcosa, è morta e allora tu cosa fai? Metti sotto intercettazione telefonica e ambientale, prendi i tabulati di tutti quelli che possibilmente conoscono, amici, parenti, conoscenti, vicini di casa o cosa, per vedere se c’è qualcuno che parla di questo delitto dopo che è stato commesso, ossia quando tu l’hai scoperto e spessissimo succede che qualcuno si tradisce, qualcuno ha qualcosa da dire, qualcuno ha visto ma magari ha paura di andare.. e con le intercettazioni lo becchi, lo incastri e cominci a lavorare e, alla fine, con la pesca a strascico riesci finalmente a tirare su nelle reti qualcosa, che non è male, perché vuole dire prendere l’assassino magari evitando che continui a uccidere. Tutto questo non si potrà più fare perché se non l’hai scoperto il colpevole non lo puoi intercettare. Anche se poi lo scopri a che ti serve intercettare? Intercettare serve per scoprire chi è stato: se hai già scoperto per altra via chi è stato a che serve intercettarlo? Quando hai gli indizi di colpevolezza l’assassino lo arresti, mica lo intercetti!

Questa porcheria viene introdotta perché si vuole dire pubblicamente, in televisione, che le intercettazioni si possono fare per tutti i reati per i quali attualmente già si possono fare e questo è vero. In realtà non si potranno più fare praticamente per nessun reato, perché appunto devi prima scoprire il colpevole del reato, per poi poter cominciare a intercettarlo.

L'urgenza
Questa legge è passata addirittura davanti al decreto sul terremoto, sulla ricostruzione e davanti alla legge sul sostegno alle piccole e medie imprese falcidiate dalla crisi, quindi è una cosa proprio urgentissima.

Mafia e terrorismo
L’unica eccezione alla richiesta del requisito dei gravi o evidenti indizi di colpevolezza per poter iniziare a intercettare, è quella che riguarda i reati di mafia e di terrorismo: per quelli bastano i gravi indizi di reato, ma attenzione, gravi indizi di reato quale? Un terrorista non si prende mai per il reato di terrorismo e lo stesso il mafioso: di solito arrivi al mafioso indagando su un caso di usura, su un caso di racket, su un caso di pizzo, su un caso di estorsione, su una rapinetta, su una minaccia, su un furto d’armi, è così che arrivi al mafioso. Conseguentemente il problema è saperlo all’inizio che l’autore è un terrorista o un mafioso e tu come fai a saperlo? Assolutamente non lo sai, perché non esistono reati tipici della mafia: la mafia spara, la mafia ruba, la mafia estorce, la mafia ricetta, la mafia traffica in droga, traffica in armi, ma anche un non mafioso può fare le stesse attività e quindi è alla fine che si scopre se uno è un mafioso o meno, non all’inizio. Questa eccezione della mafia e del terrorismo, che ci viene continuamente sbandierata per dire che siamo al sicuro, non vale niente: tant’è che la Procura Nazionale Antimafia ha fatto una durissima critica a questa legge porcata. Lo Stato alza le mani

Per quanto tempo potranno durare le intercettazioni?
Non più di due mesi, 60 giorni. Domanderà qualche ingenuo, o meglio qualche persona perbene: ma se al cinquantanovesimo giorno sento uno che dice a un suo complice “ dopodomani lo ammazziamo a quello là”, che però al telefono non ci dicono chi è, che si fa? In base alla legge l’indomani si stacca e quindi, al sessantunesimo giorno, verrà uccisa una persona che, se avessimo continuato a intercettare quei due, avremmo potuto scoprire chi era, ma purtroppo al sessantesimo giorno si stacca. Oggi è ovvio che non ci sia limite: perché l’intercettazione deve durare quanto dura il delitto, se uno ci impiega un anno a progettare e perpetrare un omicidio tu lo devi intercettare per un anno, per cercare di salvare quel poveretto che sta per essere ammazzato, se non ti dicono prima chi è; e se poi non li insegui fino alla fine, quelli magari potranno pure dire che stavano scherzando, quindi è ovvio che devi prenderli un attimo prima che lo facciano.
Bene, oggi lo Stato intercetta soltanto per i primi due mesi: vantaggiosissimo per i delinquenti, perché già sanno che devono starsene zitti 60 giorni e poi possono parlare invece di andare in giro con questi vecchi metodi, tipo pizzini o parlarsi nell’orecchio, ormai potranno parlare al telefono, in macchina, in casa etc.. E’ un’altra norma che tradisce le intenzioni: evitare che si scoprano le porcate che fa la nostra classe dirigente, perché questa è una legge che non la stanno approvando delle bande di rapinatori o di delinquenti, la sta approvando il Parlamento italiano. Sono loro che hanno paura di essere presi, non i rapinatori: i rapinatori ringraziano, come gli assassini.

I Magistrati
I magistrati che facciano dichiarazioni sulla loro indagine verranno immediatamente destituiti e sostituiti: per esempio, capita quasi tutti i giorni, vedere i magistrati insieme alle forze dell’ordine che annunciano che è stata sgomitata una gang di terroristi, è stata sgominata un’organizzazione mafiosa. E è ovvio che si faccia così: la gente è terrorizzata, un quartiere è minacciato da un mostro, da un serial killer, da un maniaco, finalmente lo prendono e c’è la conferenza stampa per dire alla gente “l’abbiamo preso, state tranquilli, ha confessato, le prove sono queste, non ci siamo sbagliati, ve l’abbiamo tolto di torno, potete tornare a aprire le finestre e a respirare, basta con il terrore!”. Questa cosa qua non si potrà più fare, perché se il magistrato si azzarda a dire qualcosa diventa immediatamente incompatibile con il fascicolo che sta gestendo, che passa a un altro che il fascicolo non lo conosce e quindi si perde tempo, professionalità, si raddoppia il lavoro e, soprattutto, quello nuovo deve studiarsi tutto il fascicolo e c’è più probabilità, per il colpevole, di farla franca. Così il magistrato dovrà stare attento a come parla.
Di più: potrà essere sostituito anche il magistrato che viene indagato per fuga di notizie. Prendete che un cancelliere, un impiegato, un fattorino, un addetto alle fotocopie riveli a un giornalista delle notizie ancora coperte dal segreto e il giornalista le scriva, bene, in futuro sarà sufficiente che un giornalista scriva una notizia coperta da segreto e qualcuno denunci il magistrato x, sostenendo che è stato lui a dargli questa notizia. Naturalmente l’indagine magari finirà nel nulla, nel senso che si scoprirà che il magistrato non ha mai parlato con quel giornalista e non ha mai fatto avere delle carte e che magari è stato qualcun altro, però intanto basta denunciarlo per farlo indagare e il magistrato dovrà spogliarsi del fascicolo, conseguentemente l’indagato potrà denunciare il suo Pubblico Ministero e immediatamente liberarsene, finché non ne trova uno o amico suo o incapace o malleabile o corruttibile. Adesso, invece di fare fuori i giudici corrotti, vogliono fare fuori i giudici che non si fanno corrompere, mi sembra logico!

I Servizi segreti
Per intercettare un uomo dei servizi segreti il Pubblico Ministero deve chiedere il permesso al Presidente del Consiglio, sembra una barzelletta ma è così! Il Pubblico Ministero, nella fase più segreta delle indagini, quando deve mettere sotto controllo agenti dei servizi segreti, per non parlare del capo dei servizi segreti, deve avvertire il governo da cui dipendono i servizi e che li usa e che spesso ne ha nominato i capi. Così che cosa fanno dal governo, conoscendoli? Avvertono quelli dei servizi segreti “ guardate che vi mettono il telefono sotto controllo!” e così le intercettazioni non servono, anzi magari uno fa le intercettazioni credendo che il tizio non sappia di essere intercettato e poi viene depistato, perché se uno invece sa di essere intercettato dice al telefono delle cose false. Altrimenti il governo può anche decidere di mettere il segreto di Stato preventivo sulle telefonate; si noti che è vietato, per gli agenti dei servizi segreti, parlare di segreti di Stato al telefono: se uno parla di segreti di Stato al telefono non è colpa del magistrato che lo sta intercettando, è colpa sua.
Se entro 30 giorni il governo non risponde allora il magistrato dà per scontato che il segreto di Stato non c’è e conseguentemente mette sotto intercettazione l’agente dei servizi segreti, cioè deve aspettare 30 giorni, mentre magari gli serve intercettarlo il giorno dopo l’agente dei servizi segreti.

Preti e vescovi
Per intercettare un esponente della Chiesa si deve avvertire il suo vescovo, o la segreteria di Stato Vaticana per i vescovi e per i cardinali, i quali godono quindi di una specie di lodo bis e non sono cittadini come tutti gli altri: oltre al fatto che non pagano l’Ici, gli esponenti del clero avranno anche un trattamento particolare, bisogna avvertire i loro superiori prima di intercettarli.
Tutto in Italia, non nello Stato del Vaticano, in Italia!

I giornalisti
Per la parte dei giornalisti, le norme sono state lievissimamente modificate, nel senso che prima era completamente vietato pubblicare notizie di indagini in corso fino all’inizio del processo; adesso, bontà loro, ci consentono di fare un riassuntino degli atti, naturalmente gli atti non più coperti da segreto, ma su questo non ci piove, nessuno di noi vuole essere autorizzato a pubblicare cose segrete.
Ma è questo è il bavaglio vero, perché la gente ha il diritto di conoscere le cose come stanno nel testo, le cose importanti abbiamo il dovere di citarle testualmente, non di parafrasare, riassumere, fare dei raccontini. Tizio ha detto così, aperte le virgolette, è questo che serve ai cittadini, non la mia interpretazione o il mio riassuntino, il testo ufficiale, pagina tale dell’atto tal dei tali, tutto documentato! Invece no, non potremo documentare, perché hanno paura dell’informazione documentata, sono terrorizzati, vogliono dei generici, vogliono poter dire “ma non è vero, gli atti li ho letti io, gli atti dicono ben altro”: se invece uno li cita testualmente i fatti sono i fatti, è la fotografia delle loro malefatte che temono!
Naturalmente danno gravissimo anche per le difese: per chi è veramente innocente e viene tirato in ballo in un’inchiesta o arrestato per errore, o cose del genere, è molto importante che la stampa possa fare una campagna in difesa di un innocente ipoteticamente perseguitato, citando i punti deboli dell’inchiesta e citando dunque le carte per far vedere che questo non è vero, questo è falso, questo è illogico, questo non tiene conto di quest’altra cosa. Non si potrà più fare un’analisi critica degli atti delle indagini, cioè in quella fase in cui uno viene arrestato e non si sa ancora se è colpevole o innocente, conseguentemente avremo molti più errori giudiziari. E’ una legge fatta per i colpevoli e quindi non tiene conto delle esigenze degli innocenti, ovviamente, perché è fatta dai colpevoli per i colpevoli, cioè per sé stessi!

martedì 28 aprile 2009

Forse non tutti sapranno che:

Dopo un bombardamento di mesi contro Genchi e De Magistris, nessuno ha parlato della notizia di dieci giorni fa. Chissà cosa diranno di quella di oggi?
Luigi de Magistris è stato prosciolto nell'ambito dell'inchiesta «Toghe lucane» dalle accuse di per rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio. È quanto rende noto l'ufficio stampa di Italia dei Valori partito per il quale l'ex pm sarà candidato alle prossime elezioni europee.
«Con il provvedimento emesso dal gip di Salerno - sottolinea la nota - è stata provata l'assoluta correttezza e gli ostacoli posti alle inchieste dell'ex pm Luigi de Magistris. Il gip di Salerno Maria Teresa Belmonte ha accolto le richieste di archiviazione presentate dalla procura di Salerno in riferimento alle accuse che erano state mosse a Luigi de Magistris, all' epoca sostituto procuratore di Catanzaro, nell'ambito del procedimento "Toghe lucane". Le indagini hanno anche dimostrato le gravi interferenze subite dal pm nel condurre le sue inchieste».
(oggi - corriere)


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Gioacchino Genchi, additato dal Copasir (Rutelli), da politici di destra e sinistra e dalla stampa al seguito come un mostro che spia tutto e tutti e dunque «merita l’arresto» (Gasparri), «ha agito correttamente» senza violare alcuna legge. Lo scrive il Riesame di Roma, presieduto da Francesco Taurisano, nelle motivazioni all’annullamento dei sequestri dei computer di Genchi, disposti dai procuratori Toro e Rossi ed eseguiti dal Ros.
Di più: i giudici demoliscono pure le fantasiose accuse mosse a suo carico (abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, violazione dell’immunità parlamentare e del segreto di Stato). Genchi «non ha violato le guarentigie dei parlamentari interessati all’acquisizione dei tabulati» (Mastella & C.): «agiva di volta in volta in forza del decreto autorizzatorio del pm De Magistris, comunicandogli ogni... coinvolgimento di membri del Parlamento intestatari delle utenze».

L’accesso all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate «non ha arrecato nocumento» ad alcuno. Quanto ai tabulati di uomini dei servizi segreti, «non è dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato», ma soprattutto «il tribunale non rinviene la norma di legge» che vieterebbe di acquisire i tabulati di uno 007: «Genchi agì nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliario del pm De Magistris».
17 aprile 2009

Vedi anche : iostocongenchi

martedì 17 febbraio 2009

Il corrotto deve ripagare i danni al corruttore!




"Mills fu corrotto dalla Fininvest"
al legale inglese 4 anni e 6 mesi


Il Tribunale di Milano ha condannato l'avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi


MILANO - L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.

Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Mills è stato condannato a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato).

Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian). (fonte)

Questa notizia farà il giro del mondo, chissà da noi cosa ci diranno.

N.B. berlusconi ha corrotto mills; l'avvocato della presidenza del consiglio ha chiesto un rimborso di 250.000 euro per il danno di immagine alla presidenza del consiglio da parte del corrotto e il tribunale ha accordato tale rimborso. Al corruttore non è stato possibile chiedere nulla poichè è l'attuale presedente del consiglio ed è protetto dal lodo alfano. (vedi precedente post).
Pertanto, nella nostra repubblica delle banane, il corrotto dovrà pagare i danni al suo corruttore.

Matrix italia

Dopo Costantini anche a Soru è stato preferito berlusconi.

Erano due candidati neppure confrontabili con i loro diretti avversari ed hanno perso. Non erano neppure invischiati nel PD del bruco* . Ma hanno perso.

Se in Abruzzo, dopo del turco, l'impresa era quasi impossibile, in Sardegna - visto anche l'esito del recente referendum sulla cementificazione delle coste - sembrava probabile.
Così non è stato. Devo dire che mai avrei creduto di vedere i sardi che mi sembravano così orgogliosi delle loro tradizioni e della loro terra mettersi nelle mani di un venditore contaballe che trasformerà quei paradisi in un mega villaggio turistico purceddu-incluso.
Penso che le prossime vacanze le passerò all'estero, lontano dall'italia. Poco male per la Sardegna, ci saranno greggi di padani e di ricchi dei paesi dell'est pronti a pascolare (e a cagare) sulla terra sarda.

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Nel frattempo prosegue la distruzione della giustizia e, con essa, della nostra sicurezza.
Vedi a proposito questo articolo e questo.

Poichè queste norme, scritte per impedire le indagini su chi ci governa, favoriranno anche i normali delinquenti, ci sarà un aumento della criminalità che ci verrà raccontato quotidianamente dal ministero della paura. Il passo successivo sarà quello di aumentare i poteri del governo e della polizia e finalmente l'obiettivo sarà stato raggiunto. Qualcuno scapperà all'estero, ma non sarà una gran perdita per l'italia ormai trasformata in una ridente matrix con videogiochi, grandi fratelli e messe in latino 24 ore su 24.




Oggi è prevista anche la sentenza del processo Mills. Chissà se ci sarà davvero una condanna e chissà che cosa succederà in quel caso.

continua (forse) ....


* Se qualcuno vuol sapere il motivo per cui veltroni viene chiamato "bruco" su vari blog: è perchè il bruco, a differenza del verme, non ha attributi sessuali.

venerdì 6 febbraio 2009

Dietro Eluana l'impunità dei politici

Sono solo sciacalli che per non perdere il loro potere e per nascondere le loro malefatte non esitano a calpestare la libertà, la dignità e il dolore di altri esseri umani, immensamente migliori di loro.

Eluana, varato il decreto - Napolitano non firma - Sfida di Berlusconi: Legge in tre giorni Sono pronto a cambiare la Costituzione

Il Vaticano esulta: "Governo coraggioso"

Questo governo pagano, figlio di una cultura che ha paganizzato l'Italia, è diviso dalla religione dei sondaggi (i quali danno ragione alla scelta del padre di Eluana che vuole infine liberare il corpo di sua figlia da questo simulacro di vita) e il richiamo della Chiesa, che con quel corpo totemico vuole ribadire non solo i suoi valori eterni, ma anche il suo controllo della vita e della morte.

La strada più semplice per l'esecutivo è la più vile, quella dei provvedimenti amministrativi, cioè di un diktat camuffato. Si minacciano ispezioni alla clinica, si chiedono informazioni ufficiali, si cavilla sulla convenzione tra la Regione e la casa di cura, immiserendo la grandezza della tragedia, che impone a tutti il dovere di essere chiamata col suo nome, e di essere affrontata con la responsabilità conseguente, nel discorso pubblico dove la famiglia Englaro l'ha voluta portare: probabilmente per rendere quella morte non inutile agli altri, meno priva di significato.

Quando la pressione aumenta, nella sera di mercoledì, il governo pensa ad un decreto. Uno strumento legislativo di assoluta necessità ed urgenza, che in questo caso sarebbero determinate da un caso specifico, da una singola persona. E soprattutto, contro una sentenza della magistratura passata in giudicato. Tutto ciò si verificherebbe per la prima volta nella storia della Repubblica, con un'anomalia che configurerebbe una vera e propria rottura dell'ordinamento costituzionale. Vediamo perché.
...
In questo modo, attraverso il decreto, saremmo davanti ad un aperto conflitto tra due opposte pronunce non solo sulla medesima materia, ma sullo stesso caso: una sentenza della magistratura e un provvedimento d'urgenza del governo con vigore immediato di legge. Solo che nel nostro ordinamento il legislatore può cambiare il diritto finché una sentenza non diventa irrevocabile, cioè non più impugnabile, vale a dire passata in giudicato. Non siamo dunque soltanto davanti ad un conflitto: ma al problema dell'ultima parola in democrazia, al principio dell'intangibilità del giudicato, alla regola stessa della separazione dei poteri. Senza quel principio e questa regola, una qualunque maggioranza parlamentare a cui non piace una sentenza "definitiva" la travolge con una nuova legge, modificando il giudicato, intervenendo come supremo grado di giudizio, improprio, dopo la Cassazione.

Naturalmente il Parlamento è sovrano nel potere di legiferare su qualsiasi materia, cambiando qualsiasi legge, qualunque sia stato il giudizio in merito della magistratura. Ma questo vale per il futuro, non per i casi in corso, anzi per un singolo caso, per un solo cittadino, e proprio per vanificare una sentenza. Si tratterebbe di un decreto contro una sentenza, definitiva: e mentre la si attua. Nemmeno nell'era di Berlusconi, dove si è cambiato nome ai reati, e si è creata un'immunità speciale del Premier, si era giunti fino a questo punto, che rende il legislatore giudice di ultima istanza - quando lo ritiene - e viola l'autonomia della funzione giudiziaria.
....
Resta da chiarire, purtroppo, la capacità di autonomia della politica italiana, del suo governo, del Parlamento e di questa destra davanti alle pretese della Chiesa. Che ha tutto il diritto di dispiegare la sua predicazione e di affermare i suoi valori, ma non di affermare una sorta di idea politica della religione cristiana, trasformando il cattolicesimo italiano da religione delle persone a religione civile, con forza di legge. (Ezio Mauro - Testo completo)

Sono solo sciacalli che per non perdere il loro potere e per nascondere le loro malefatte
non esitano a calpestare la libertà, la dignità e il dolore di altri esseri umani, immensamente migliori di loro.

Ecco che cosa si nasconde dietro al polverone sollevato ad arte prima dall'osso razzista concesso alla lega ed ora da quello integralista concesso alla chiesa:

Riforma del processo penale via libera in Cdm al disegno di legge (Articolo)

Con questa legge tutti i politici si assicurano definitivamente l'impunità


mercoledì 28 gennaio 2009

Napolitano non solo dorme ma ha anche la coda di paglia

Oggi c'è stata una manifestazione a Roma sulla notte che sta definitivamente per calare sul nostro paese, per colpa dei nostri politici che pretendono ormai una completa immunità giudiziaria. Di questi argomenti altri hanno già scritto benissimo tra cui Travaglio e tutti gli ultimi interventi ospitati sul sito di Beppe Grillo.
Devo dire che conoscere queste cose (che sono poi le cose che accadono, la semplice realtà) fa veramente paura.
La manifestazione di oggi non era stata annunciata da nessun telegiornale o giornale (compresi repubblica e corriere) e sulle tante cose che tanti vi hanno detto è sceso il velo di un copione già noto: nessun accenno al tema della manifestazione, ma sdegno per l'attacco al capo dello stato da parte di Di Pietro e dell'attore Grillo, solidarietà bipartisan e cameo finale di veltroni che alza la voce per difendere il capo dello stato.

Su quel che è realmente accaduto ed è stato detto le informazioni si trovano in rete, qui ad esempio c'è il discorso di Di Pietro che a me è sembrato anche troppo delicato.

Poichè molti interventi sono cominciati con la frase: "Io so" mi piace citare lo scritto a cui tutti si riferiscono:

Io so - di Pier Paolo Pasolini



Testo completo

venerdì 23 gennaio 2009

Il processo Mills

Anche in questo caso avrei potuto titolare "Strano ma vero!", questo perchè la stragrande maggioranza delle persone con cui parlo non ne sa niente, e perchè quando poi racconto i fatti non mi credono.

Allora, ricapitoliamo:

Questo processo è scaturito dall’avvocato inglese Mills, il quale aveva scritto una lettera al suo commercialista. Nella lettera, Mills dichiarava che berlusconi aveva versato in nero sul suo conto in Svizzera, tramite il suo dirigente Carlo Bernasconi, 600.000 dollari. Il versamento era un ringraziamento per le testimonianze reticenti rese dinanzi al tribunale di Milano, nel quale, nel processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian, Mills non disse tutto quello che sapeva, ma svicolò abilmente fra le domande dei magistrati per tenere indenne "Mr B.". Dice testualmente Mills al suo commercialista "Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”.

La lettera venne scritta perchè Mills aveva paura che il fisco inglese (che diversamente da quello italiano funziona) si accorgesse dei 600.000 dollari in nero e lo incriminasse.

A Londra il commercialista, letta quella lettera, denuncia Mills al fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale (questo può sembrare strano ma in Inghilterra i commercialisti seguono la legge diversamente da quel che accade da noi in cui sono maestri nel contrario).

Questa confessione dell'ex-consulente della Fininvest innesca il processo.

Questo processo e' uno dei pochi, rarissimi casi, in cui i magistrati hanno a disposizione una prova schiacciante: la confessione dell'imputato.

Durante un interrogatorio davanti ai pm milanesi il 18 luglio 2004, l'avvocato inglese ha poi confermato di aver ricevuto 600.000 dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto silvio berlusconi.

Anche per questo motivo, non essendo possibile contestare il reato nel merito, ed essendo quasi certa la condanna del corrotto, non sembra casuale l'approvazione del Lodo alfano che tiene indenne il Presidente del Consiglio (cioè il corruttore) dalle conseguenze di questo processo (a riguardo del Lodo, si attende che la Consulta si pronunci sulla sua costituzionalità ed è stato anche presentato un referendum abrogativo).

Quel che ci hanno ripetuto negli ultimi giorni su questo processo è solo che Mills ha scritto un memoriale nel quale si dice innocente e "porge" "profondissime scuse" a Silvio Berlusconi in quanto "vittima dei miei errori" (20 Gennaio 2009 ).

Ma nessuno ha raccontato che nella stessa udienza ha preso la parola Gabriella Vanadia, avvocato dello Stato che in questo processo rappresenta proprio la Presidenza del Consiglio. L'avvocato, in nome della Presidenza del Consiglio, ha chiesto per Mills la conferma di quanto richiesto dal pm De Pasquale (cioè la condanna
a 4 anni e 8 mesi per essere stato corrotto da berlusconi), e un risarcimento da 250mila euro per il danno morale provocato alla Presidenza del Consiglio dal comportamento dell'imputato.
"Attraverso la ricostruzione puntigliosa di passaggi di denaro" - ha sostenuto la Vanadia - "si dimostra che il delitto perfetto che Mills aveva ideato non è riuscito". Per l'avvocato dello Stato, "la confessione resa da Mills è una prova piena" della corruzione che sarebbe stata messa in atto da silvio berlusconi.


Ripeto: l'avvocato della Presidenza del consiglio chiede al corrotto 250.000 euro per i danni morali causati alla Presidenza del Consiglio da questo episodio di corruzione in cui il corruttore è proprio l'attuale Presidente del Consiglio. Dovrebbe ovviamente chiedere i danni anche al corruttore ma non può, perchè per lui il processo è stato sospeso grazie ad una legge (il lodo alfano) che lui stesso ha emanato.

Forse strano, ma assolutamente vero.

La Corte ha aggiornato il processo al 17 febbraio. A meno di repliche dell'accusa, in quella data dovrebbe essere arrivato il momento della sentenza di primo grado.

Come andrà a finire? Ne vedremo delle belle o non ne sapremo più nulla?

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Fonti: per la storia del processo ce ne sono moltissime, per semplicità ho usato wikipedia;
lo stesso per le richieste dell'avvocato dello stato, qui ad esempio, mentre qui si trova il file audio dell'intervento completo dell'avvocato (45 MByte)

giovedì 8 gennaio 2009

PD che vergogna !

Finalmente il PD si rende conto che berlusconi ha pienamente ragione, ecco infatti come pensa di risolvere il problema delle inchieste che lo riguardano:

Il vicepresidente del CSM nicola mancino (PD) concorda con berlusconi sul fatto che la giustizia deve diventare di proprietà della politica.

Dall'intervista al Corriere:

C'è pure chi mette in discussione il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Lei è sempre a favore?

«Non io, ma la Costituzione. Tuttavia mi rendo conto che, in tempi di emergenza come gli attuali, se si vuole evitare che la scelta dei processi sia operata dai pubblici ministeri, solo il Parlamento a maggioranza qualificata, del 65 o 70 per cento, può stabilire le priorità».


Quale emergenza, scusi?


«Quella dei troppi procedimenti pendenti, per cui c'è il rischio che siano i singoli magistrati a scegliere quali trattare. Meglio allora che sia il Parlamento, con una maggioranza che coinvolga almeno una parte dell'opposizione, a stabilire le priorità sui reati da perseguire. Ma sempre come soluzione temporanea a situazioni eccezionali. Col ritorno alla normalità, dopo la riforma, una potatura dei reati che non destano più allarme sociale è una strada da percorrere».


Alcuni sollecitano una diversa composizione del Csm, in prima fila l'ex magistrato e ex parlamentare Luciano Violante. Qual è il suo parere?


«Sono contrario ad aumentare il peso dei laici rispetto ai togati, ma l'attuale differenza è eccessiva. Ferma restando la presidenza del Capo dello Stato, una tripartizione della composizione affidata per un terzo ai magistrati, per un terzo al Parlamento e per un terzo al presidente della Repubblica mi pare equamente distribuita. La riforma costituzionale potrebbe confermare il vincolo della scelta parlamentare tra avvocati che abbiano esercitato da almeno quindici anni e professori ordinari di diritto, e stabilire che le nomine attribuite al capo dello Stato (giudici di sperimentata professionalità e docenti di diritto) assicurino nell' organo di autogoverno una prevalenza complessiva di togati».


Ma con la sua proposta non si rischia di rafforzare in maniera eccessiva la posizione del capo dello Stato?

«I costituenti furono saggi nel preferire la presidenza del Capo dello Stato a quella di supremi magistrati. L'esperienza conferma che nel cinquantennio è stato fatto buon uso del potere presidenziale: non sono mancati saggezza, equilibrio e imparzialità » (nessuno pare avergli detto che il posto di nuovo capo dello stato è stato prenotato da berlusconi - lorenzo).


Intanto però il dibattito s'infiamma su altre proposte di riforma. L'ultima, del ministro-ombra del pd, prevede tre giudici anziché uno per decidere l'arresto di un indagato.

«Personalmente sono d'accordo. In occasione della discussione del decreto- rifiuti in Campania, il Csm non solo condivise che su quell'area fossero tre i giudici delle indagini preliminari, ma pose anche il problema di estendere la composizione collegiale all'intero territorio nazionale».


Ma poi c'è il rischio che i giudici non bastino.

«Si potrà attingere dai concorsi in atto e recuperare magistrati attraverso la riforma delle circoscrizioni giudiziarie, chiudendo uffici che non hanno più ragione di esistere; compito, quest'ultimo, che spetta principalmente al ministro della Giustizia, anche se difficile e impopolare. Le questioni di garanzia dovrebbero sempre prevalere rispetto alla penuria di persone e di mezzi; nel settore penale la deroga al principio della collegialità è sempre un problema. Tre giudici in luogo di uno possono evitare alcune gravi anomalie, come quelle verificatesi, ad esempio, nei recenti casi di Pescara e di Potenza» (finalmente una notizia di assunzioni nella pubblica amministrazione: giudici assunti senza badare a spese per verificare, non più da soli ma in gruppo, l'operato di altri giudici - lorenzo). Vedi anche questo articolo di Travaglio


Lei parla di gravi anomalie in inchieste che riguardano amministratori locali ed esponenti politici, mentre i magistrati ribattono che il vero problema è la corruzione.


«Che va certamente colpita, ma con provvedimenti giudiziari che rispondano a requisiti di equilibrio e di "giustezza" che in alcuni casi sono sembrati trascurati».


E del presunto abuso delle intercettazioni nelle inchieste giudiziarie che cosa pensa?

«Che debbano servire a completare, non a dare inizio a un'indagine.»


L'unica differenza con berlusconi è il tono tipicamente "democristiano".

Per me sono entrambi disgustosi.





Aggiornamento: altro articolo di Travaglio