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lunedì 27 settembre 2010

Inceneritori in Abruzzo

Ho detto tante volte che gli inceneritori sono solo uno spreco di denaro ed una fonte di inquinamento dannosa per le popolazioni e per l'ambiente. Non risolvono il problema ma lo peggiorano. L'unico motivo per cui se ne parla tanto che sono una enorme fonte di guadagno per pochi (tra cui molti amministratori locali ignoranti e/o più interessati al denaro che alla salute dei loro figli).

Le ultime cronache giudiziarie dall'Abruzzo mostrano una volta per tutte che politici ed imprenditori dei rifiuti volevano a tutti i costi un inceneritore e che per questo litigavano e si corrompevano tra loro. Ma i cani su quell'osso erano tanti e allora - poichè un inceneritore era già troppo per tutto l'Abruzzo - per metterne due pensavano di abbassare le percentuali della raccolta differenziata e magari di bruciare immondizia da altre regioni sfruttando la stupidità degli abruzzesi.
Gli indagati sono oggi tutti politici del centro-destra (con Chiodi che - per ora - nella migliore delle ipotesi fa la figura del cretino) ma - per ribadire che il PD non è secondo a nessuno - nel frattempo Pollutri da Cupello chiedeva con insistenza addirittura il terzo inceneritore.

Che altro c'è da dire?

mercoledì 30 settembre 2009

Abruzzo regione nera

Guarda caso, tornando a casa proprio stasera, pensavo che ostinarsi a cercare di parlare con chiodi fosse solo una perdita di tempo. Ed infatti:



"Il futuro dell’Abruzzo è sempre più nero. Tra proclami e prese di posizione sembra avanzare sottotraccia il progetto di petrolizzazione della nostra regione. La notizia è che arriva, mercoledì 30 settembre, in commissione regionale il progetto di legge che disciplina la materia delle royalties.

In pratica il consiglio regionale ben presto sarà chiamato a decidere in che modo ed in che misura dovrà dividere i guadagni derivanti dalle estrazioni del sottosuolo gas e petrolio e non solo. Quale percentuale rimarrà alla Regione, quanto alle Province ed ai Comuni?

Ma a che pro impegnare tempo e denaro per decidere qualcosa che poi non servirà ad una regione che il petrolio non lo vuole, così come pure promesso più volte?


Sulla materia è scontro duro anche perché associazioni e comitati continuano la loro battaglia conquistando sempre più spazio sui media di tutto il mondo.
...

Tutti parlano dell’Abruzzo che si prepara ad accogliere l’oro nero.
Ma non sono gli stessi stati dove la Regione ha speso centinaia di milioni di euro in pubblicità per convincere gli indigeni a sbarcare nella “regione verde d’Europa”?
Il progetto di legge che arriva in commissione bilancio è quello di Febbo-Chiodi e farà discutere non poco, oltre ad aprire una pesante battaglia politica.
Strumentalizzazioni comprese, bisognerà in qualche modo stabilire che regione sarà quella dei nostri figli: natura, verde, parchi e turismo oppure petrolio, gas, bilanci rimpolpati dalle royalties, inquinamento e niente turismo.

Una decisione precisa ed inequivocabile farebbe peraltro risparmiare moltissimi denari pubblici (perché continuare ad investire sul turismo se si decidesse per il petrolio?)
.
....

Leggi l'articolo completo su primadanoi e il commento della Dott.ssa D'Orsogna.

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Ultimora
: Petrolio. Ritirato il progetto di legge sulle royalties (fonte)

Come a Roma, anche in Abruzzo c'è solo delirio.

giovedì 23 luglio 2009

Abruzzo: quale futuro?

Abruzzo: quale futuro?
Convegno sull’economia, occupazione e sviluppo della Regione Abruzzo
Cupello, 22/07 ore 19

Intervengono:

- Matteo PARADISO Ing. Ambientale;
- Calogero MARROLLO, Pres. Conf. Abruzzo;
- Enrico DI GIUSEPPANTONIO, Pres. Prov. Di Chieti;
- Gianni CHIODI, Pres. Reg. Abruzzo;
- Silvio BELLANO, Pres. C.V.D.C

Conclude l’on. Remo GASPARI


L'unico puntuale è Remo Gaspari, la sala si riempie pian piano, tra gli organizzatori c'è un certo sconcerto, arrivano troppi volti mai visti, qualcuno riconosce qualcuno e il sospetto cresce.

Arriva il Presidente della Provincia, gli oratori si siedono sul palco.

Le telefonate verso Chiodi si ripetono e lui assicura la sua presenza, troppa gratitudine lo lega a Gaspari per non venire.

Arriva la dott.ssa D'Orsogna, anche chi non se ne era accorto ora capisce, non potrà essere la festa tra il vecchio potente democristiano e i suoi successori, quelli che con umiltà ne hanno seguito i consigli.

C'è ancora tempo, basterebbe una telefonata e il Presidente della Regione eviterebbe l'imbarazzo, ma nessuno la fa.

Il convegno parte con quasi un'ora di ritardo e con un giovane ingegnere che parla del fotovoltaico: un taglia e incolla riferito scolasticamente alla platea, ma corretto.

Arriva Chiodi e si rende conto che qualcosa non va già dal primo piccolo applauso. Di Giuseppantonio scivola gradualmente in secondo piano.


Parla Chiodi, cifre e leggi difficili da comprendere, la sensazione è che sia molto contento di quanto ha avuto e colpisce la sua ammirazione per il "genio" Tremonti.

Al termine la dott.ssa D'Orsogna chiede la parola e le viene dato il microfono, chi lo fa - probabilmente lo stesso che non ha telefonato - si sta ancora mangiando le mani: una domanda semplice sulla petrolizzazione dell'Abruzzo seguita da un forte applauso scatena il nervosismo.

Abituati come sono a riunioni in cui uno parla, senza peraltro dire niente, mentre gli altri si scambiano felici delle pacche sulle spalle, all'idea di doversi confrontare con altri vanno immediatamente in crisi.

Chiodi risponde comunque con la solita risposta limitata al centro oli di Ortona. Alla richiesta di una precisazione gli organizzatori non resistono e reagiscono: cominciano ad offendere, alzano la voce, rifiutano di continuare, ovviamente c'è chi risponde con lo stesso tono. Anche se non succede nulla oltre al tentativo di farsi sentire senza avere il microfono, più di uno chiama i carabinieri e i vigili urbani, si lamentano dal microfono della maleducazione della platea. Inutile ricordare agli uomini con le giacche nere che anche gli Abruzzesi hanno il diritto di parlare, inutile ricordare che questa sarebbe la democrazia, sembra davvero di essere andati a disturbare in casa d'altri.

A questo punto mandano avanti lo scudo umano: non oserete certo disturbare un vecchio di 88 anni, abbiate rispetto almeno per l'età.
Lo scudo non se lo fa dire due volte e parte all'attacco con un intervento da cineteca che spero qualcuno diffonda: il ricordo dei bei tempi andati e la benedizione a Chiodi e Di Giuseppantonio il tutto condito con cicliche offese ai disturbatori, alle persone da quattro soldi, ai terroristi, ai comunisti, a gente che nemmeno Veltroni vuole, ai colpevoli del disastro attuale, ai fannulloni, alla gentarell' e chi più ne ha ne metta. Dietro di lui gongolano; un solo intervento lo interrompe, dice: "Quel che lei dice è vero ma ...." e viene travolto.

Ovviamente al termine dell'intervento si è fatto tardi e tutti devono scappare, rimane il tempo per qualcuno per rilanciare qualche offesa salvo poi allontanarsi di fronte agli sguardi pietosi degli stessi offesi.

Rimane il senso amaro della ignoranza e dell'arroganza ora al potere, di chi rende apertamente onore a chi 20 anni fa ha avuto il solo "merito" di dirottare in questa regione una parte di quel debito pubblico che i nostri figli dovranno pagare (se prima lo Stato non fallirà) e non senza trasferirne una parte nelle casse degli amici.

Si prova quasi pietà di fronte a persone che non sono in grado di rispondere a semplici domande, che non sanno prendersi la responsabilità di quello che fanno, anzi che spesso neppure sanno quello che fanno e che reagiscono con un riflesso condizionato offendendo e lamentandosi come bambini.

Voglio concludere con quanto ho detto ad un ragazzo, laureato e disoccupato, che non sapeva neppure chi fossimo e cosa volessimo:

"io non sono nato qui, ho una laurea, una professione e un lavoro, so arrangiarmi nella vita ed ho anche denaro sufficiente per cui me ne potrò andare da qui quando vorrò.
Il problema vero è il tuo, tu che vorresti restare nella tua terra ma che credi nell'elemosina dei potenti.
A risentirci tra qualche anno".

mercoledì 8 aprile 2009

Semplificazioni in materia antisismica

Il terremoto ha spazzato via anche questa norma del "piano casa" che è stata nascosta in tutta fretta. Partorita dalle stesse menti criminali che continuano imperterrite ad aggirarsi come sciacalli tra macerie e studi televisivi. Occorre ricordare che tra queste c'è anche chiodi che era assolutamente e acriticamente favorevole a questo piano.

(Semplificazioni in materia antisismica)

1. L’articolo 94 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal seguente:

“Articolo 94 (Autorizzazione per l’inizio dei lavori)

1. Fermo restando l’obbligo del titolo abilitativo all’intervento edilizio, nelle località sismiche ad eccezione di quelle a bassa sismicità all’uopo indicate nei decreti di cui all’articolo 83, non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della Regione. L’autorizzazione è rilasciata entro sessanta giorni dalla richiesta e viene comunicata al comune, subito dopo il rilascio, per i provvedimenti di sua competenza.

2. L’autorizzazione preventiva di cui al comma 1 non è necessaria per l’avvio dei lavori ove le Regioni, in ragione della destinazione d’uso delle opere e della loro complessità strutturale, ferma restando l’esigenza di tutelare l’incolumità pubblica, e per gli edifici non destinati ad uso pubblico, abbiano previsto con legge modalità di controllo successivo anche con metodi a campione.

3. Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione, o nei confronti del mancato rilascio entro il termine di cui al comma 1, è ammesso ricorso al Presidente della giunta regionale che decide con provvedimento definitivo.

4. I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze.”.
(fonte)


In altre parole in un paese sismico si prevedeva di non avere più bisogno del via libera tecnico per poter iniziare a costruire. Unico deterrente previsto contro le violazioni delle norme è la possibilità (non la certezza) di un successivo controllo.

mercoledì 1 aprile 2009

Petrolio: se li avete votati perchè non andate a chiedergli il perchè di quello che fanno?

Maria Rita D'orsogna ha scritto questo articolo che sottoscrivo completamente mettendo in grassetto i nomi dei politici locali che lavorano contro chi li ha votati.

Negli scorsi giorni un gruppo di valenti tecnici non affiliati alla politica, si era attivato per dichiarare la decadenza del permesso di ricerca "Bucchianico", situato fra il chietino ed il pescarese. I Verdi avevano abbracciato questa iniziativa.

In origine, il permesso di ricerca di idrocarburi "Bucchianico" conteneva al suo interno anche i pozzi di Miglianico, quelli che l'ENI vorrebbe trivellare su scala industriale e il cui petrolio dovrebbe andare a finire nel centro petrolifero di Ortona. Successiviamente si decise di scorporare l'area di Miglianico da quella di Bucchianico, cosi' da ottenere due zone distinte. Quella di Bucchianico (senza Miglianico) rimase zona di esplorazione petrolifera, mentre quella di Miglianico divento' zona di coltivazione, cioe' di vera e propria estrazione.

L'area di Bucchianico si estende per quasi 200 chilometri quadrati secondo il Ministero dello Sviluppo economico.

Ora, i permessi di ricerca petrolfiera non sono eterni, e ad un certo punto scadono, come quello di Bucchianico. E' tutto molto semplice. I permessi a Bucchianico vennero rilasciati nel 1996 e sono scaduti nel luglio del 2008. E' scritto qui, a pagina 49.

L'idea portata avanti da questi tecnici ed abbracciata dai Verdi era che siccome il permesso era scaduto sarebbe stato necessario da parte della giunta regionale verificare e magari darsi da fare in maniera ufficiale per dire all'ENI: cari amici miei, avete avuto 12 anni di tempo per stravolgere le vigne d'Abruzzo. Non lo avete fatto, per calcoli cattivi, per le condizioni del mercato petrolifero, perche' gli Abruzzesi non vi hanno voluto.

Qualsiasi sia il motivo, IL TEMPO E' FINITO E ORA VE NE DOVETE ANDARE.

Invece come riporta Prima da Noi, l'intero centro destra decide DI USCIRE DALL'AULA AL MOMENTO DEL VOTO. Codardi!

I disertori nemici dell'Abruzzo nella giunta regionale sono: Giovanni Chiodi, Nicola Argirò, Alfredo Castiglione, Federica Chiavaroli, Ricardo Chiavaroli, Luigi de Fanis, Antonio del Corvo, Mauro Di Dalmazio, Angelo Di Paolo, Walter di Bastiano, Giuseppe Tagliente, Luciano Terra, Emiliano di Matteo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Carlo Masci, Giandonato Morra, Lorenzo Sospiri, Nicoletta Veri, Emilio Nasuti, Berardo Rabuffo, Luca Ricciuti, Daniela Stati, Lanfranco Venturoni, Giandonato Morra, Gianfranco Giuliante.

Questi devono solo vergognarsi di mangiare pane a tradimento.

Addirittura Mauro Febbo dice che e' meglio non parlare di petrolio in Abruzzo perche' non va bene per il turismo!! Della serie, facciamo finta di niente, cosi la gente se ne scorda. Ma crede che siamo scemi?

Me lo vedo a dire queste cose il suo tono saccente e pieno della spavalderia degli ignoranti e dei presuntuosi. Se non fosse che ricopre un ruolo importante e che il futuro dell'Abruzzo dipende anche da lui, ci sarebbe solo da ridere davanti a tanta stoltezza. Invece, incredibile ma vero, e' un uomo cosi' che ci governa, e che prende in giro l'intelligenza degli Abruzzesi.
......

Riassunto: Chiodi promette a parole. Toto vuole dichiarare la moratoria anticostituzionale. Febbo fa la legge insulto. Chiodi non fa ricorso contro la proposta di salvare l'Abruzzo. L'intero PDL esce dall'aula al momento del voto, in quello che avrebbe dovuto essere un passo piccolo ma concreto per salvare l'Abruzzo.

A questo punto e' chiarissimo, nella mia mente, che il nostro governatore Chiodi e tutta la giunta del PdL, VUOLE LE PETROLIZZAZIONE DELL'ABRUZZO.

Le parole se le porta il vento, i fatti restano.

Vergogna.
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lunedì 23 marzo 2009

La favola bella del petrolio

L'atteso intervento di chiodi sul petrolio è arrivato: leggilo qui
"Il Centro Oli non esiste e non esisterà. Chi dice il contrario lo fa solo per strumentalizzazioni politiche: io, come presidente della Regione, dico invece agli abruzzesi che la struttura dell'Eni non verrà mai alla luce"
Non mi sembra si possano chiamare strumentalizzazioni politiche le concessioni estrattive, gli acquisti di terreni da parte dell'Eni, le trivellazioni in mare e in terra, le ripetute dichiarazioni sulla bontà di uno sviluppo petrolifero della nostra regione, il fatto che invece di una moratoria di 30 anni sulle estrazioni ci si preoccupi delle royalties (ci si preoccupa per modo di dire perchè chiedere l'uno per cento è solo una presa in giro).
"La nostra linea politica è chiara: il Centro Oli non si farà anche perché non rientra più nei piani dell'Eni"
Da tempo sappiamo che il problema non è solo il centro oli! E' l'intero Abruzzo ad essere in pericolo, e chiodi non dice nulla dei pozzi, delle cisterne e degli altri impianti previsti: la mappa dei titoli minerari non è una strumentalizzazione ma un dato di fatto.

Queste cose non si devono fare non perchè l'Eni ha cambiato idea (ma sull'osso sono in molti, non solo l'Eni) ma perchè gli abruzzesi non li vogliono, ne ora ne mai, dire che il centro oli non si farà perchè l'Eni ha cambiato idea significa riconoscere di non volere avere nessuna voce in capitolo.
"i termini per presentare la costituzione innanzi la Consulta sono scaduti il primo febbraio scorso e non qualche giorno fa come qualcuno vuole strumentalmente far credere; la Giunta regionale ha convocato la prima riunione il 2 febbraio quindi l'Avvocatura non era in grado di predisporre gli atti amministrativi per la costituzione processuale ... Ma - precisa Chiodi - nonostante questo, ho dato mandato all'avvocato Pasquali di predisporre la costituzione tardiva che ci permetterà innanzi la Corte di far valere le nostre ragioni a difesa della legge 14/2008, nonostante essa presenti evidenti caratteri di illegittimità"
Dal primo febbraio ad oggi sono passati 50 giorni, è strano che solo adesso, dopo che la notizia è uscita sui giornali chiodi si decida di fare qualcosa, non dimenticando però di aggiungere che lo fa ma tanto è convinto di avere torto.
"Ma la vicenda del Centro Oli sta creando anche evidenti problemi all'economia regionale. A lanciare il grido di allarme è l'assessore Mauro Febbo. "Ci arrivano segnalazioni dai territori - spiega Febbo - di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato - ha concluso Febbo-, che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende"
Congratulazioni all'assessore, se è vero che solo il pensiero del petrolio crea problemi alla nostra economia chissà cosa sarebbe successo se nessuno se ne fosse accorto e oggi ci fossero già i primi impianti. L'assessore dovrebbe ringraziare chi si è svegliato molto prima di lui e ha denunciato il pericolo invece di parlare di allarmismo.

Non voglio neppure pensare che questa conferenza sia stata fatta solo per prendere tempo, per bloccare una protesta che ha cominciato a risalire. Mi aspetto quindi che alle parole seguano i fatti e quindi una bella moratoria trentennale, una opposizione alla legge nazionale sulle estrazioni, investimenti nel campo del turismo dei parchi e dell'agricoltura, la realizzazione della pista ciclopedonale della Costa teatina, investimenti sulle energie rinnovabili ecc. ecc.
Fino a che non vedrò, però, continuerò a non stare per niente tranquillo.

giovedì 19 marzo 2009

L'ira dei giusti

Il "bel" chiodi non è riuscito ad opporsi per un secondo ai voleri del suo padrone ed ha subito tradito i suoi elettori (oltre che le sue stesse promesse).
In breve:
  • Berlusconi vuole il petrolio dell'Abruzzo e se ne frega degli abruzzesi
  • La regione Abruzzo approva una legge che blocca l'insediamento del Centro oli sulla costa teatina
  • In campagna elettorale berlusconi e chiodi si dicono contrari al petrolio in Abruzzo
  • Subito dopo aver vinto le elezioni regionali, il governo ricorre alla Corte Costituzionale contro la legge della regione Abruzzo
  • Io scrivo un post sulla notizia, dal titolo "Siamo davvero delle merdaccie" , che si conclude così:
    "Ora, se chiodi non è un fantoccio dovrebbe prendere posizione contro berlusconi. Si accettano scommesse"
  • Chiodi si impegna formalmente in consiglio regionale a far costituire la regione come parte civile per difendere le proprie ragioni
  • Oggi sono scaduti i termini e la regione non ha fatto nulla
  • Il risultato è che la regione Abruzzo non si presenterà a difendere la propria legge contro il governo.
Costantini (IdV) ha detto: «non immaginavo che Chiodi si rendesse fino a questo punto complice dei progetti dell’Eni e di Berlusconi, addirittura rinnegando il suo stesso voto espresso in Consiglio Regionale. Evidentemente» aggiunge Costantini «esistono poteri diversi da quelli di rappresentanza degli interessi del popolo abruzzese che lo condizionano pesantemente in alcune azioni o, come in questo caso, omissioni».

Solo l'ira dei giusti
con la rivolta delle persone buone, tranquille, intelligenti, oneste, educate, potrà ormai salvare questa terra altrimenti condannata.

L'alternativa è questa:

giovedì 18 dicembre 2008

Siamo davvero delle merdaccie

Nel corso della campagna elettorale il premier berlusconi aveva personalmente dato il suo no alla realizzazione del centro oli. Mancavano tre giorni al voto e i sondaggi lo avevano così consigliato.
Incassata la vittoria, gli abruzzesi tornano ad essere delle merdaccie:

Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e le nuove trivellazioni. (fonte)

Ora, se chiodi non è un fantoccio dovrebbe prendere posizione contro berlusconi. Si accettano scommesse.


Leggi il commento di Maria Rita d'Orsogna

lunedì 24 novembre 2008

Pubblicità elettorale

«Ho scelto chiodi», ha detto berlusconi «perché è innanzitutto bello, ma fondamentalmente per due motivi: perché non è un politico di professione e perché ha una ottima preparazione dopo le esperienze di capo dell'opposizione e poi sindaco»

Se la bellezza non bastasse per votare il candidato "scelto da berlusconi" guardate questo spot e precipitatevi a firmare:



Insomma: berlusconi ha promesso (e non mantenuto) un milione di posti di lavoro, il "prescelto" chiodi sta addirittura prendendo le prenotazioni !

N.B. il video è stato messo da chiodi su youtube e poi ritirato. Www.abruzzo24ore.tv lo ha però registrato e reso disponibile sul suo sito, anche se, probabilmente per sovraccarico, il sito è oggi difficilmente raggiungibile.