sabato 27 febbraio 2010

Combattere l'idiozia strada per strada

Oggi ho poco da dire, avendo trovato chi si esprime anche per me.

Un solo consiglio: gli idioti che ci circondano sono solo degli idioti, non perdiamo tempo a discutere con loro perchè non ne vale la pena; ma non compatiamoli, perchè sono causa dei nostri problemi, e non cerchiamo neppure di evitarli, di non sporcarci tenendoci alla larga.
Trattiamoli per quel che sono, non facciamo sconti, non tratteniamoci, non facciamo il loro lavoro, facciamogli pagare i loro errori, non interveniamo quando sbagliano, diciamogli le cose in faccia, deridiamoli apertamente.
Insomma, senza andarli a cercare e se proprio non siamo soli come Neo tra gli agenti Smith, rendiamogli la vita difficile.
Provare per credere, non sono meschine soddisfazioni ma è resistenza civile.


Da fisicamente.net:

Ogni giorno siamo deliziati dalle immense sciocchezze che recita un immenso clown. Che lui lo faccia è naturale, anche il pifferaio magico si tirava dietro le pantegane per poi farle cadere in un burrone. E lui è un esperto in pantegane, tanto è vero che ha capito come è fatto un terzo degli italiani che lo amano disperatamente.
Ormai non mi chiedo più ma affermo. Togliendo a questo terzo di italiani un 10% che sa tutto del capo e se lo tiene perché gli permette furti, falsi in bilancio, evasione fiscale, mignotte, lussi, ..., quelli che restano sono IMBECILLI. Non è una novità per questo Paese sia sempre stato preda di una ignoranza ancestrale, profonda, fino al midollo, fino ai precordi, ... Quando va bene si ragiona con gli organi sessuali, l'unico luogo dove è possibile un encefalogramma perché altrove non saprebbero dove mettere gli elettrodi. Quando va male vi sono strilloni e strillone televisive che esistono perché possono sparare le peggiori idiozie a raffica con paggi e cavalier serventi che annuiscono.
Un popolo beota guidato da criminali a tutto tondo con una Chiesa che fa finta di indignarsi solo per alzare il prezzo di finanziamenti vari ed esenzioni totali. Ieri è arrivata una novità che sembra uscita dalla penna ferale del ministro poeta: il capo ha creato due eserciti, quello del bene e quello del male. Ma già aveva creato il partito dell'amore e quello dell'odio. E poiché aveva anche fatto il partito dell'amore ed egli si riconosceva nel partito dell'amore ci vuole poco a capire che il suo è il partito del fare l'amore e quindi, data l'età, è il partito delle mignotte al potere. Quella dell'esercito è nuova, e solo una mente verniciata giornalmente con nero di seppia poteva spararla. Lo sapevo che la vecchiaia ti rende bambino. Ti rannicchi in modo fetale, ti piacciono le poesie e le ninne nanne, hai nostalgia della mamma che ti prepara la zuppa con latte fresco e biscotti. E le favole, le favole, che belle le favole. Niente di male, bisogna essere pazienti con i vecchietti, avere carità cristiana. E quando dicono cazzate non bisogna legarli a letto ma accarezzargli la testa (evitando il nero di seppia) e dirgli si. Ora il capo è in situazione di crisi molto grave. Occorre dargli una mano stando attenti di non colpirlo forte. Perché sta dicendo ad un Paese del terzo millennio che vi sono gli eserciti del bene e del male. Niente male perché, è un vecchietto che va verso il disfacimento. Ma allora dov'è il male. Negli IMBECILLI di cui prima, caspita ! Possibile che vi sia quel terzo di italiani (meno i banditi che ci guadagnano) che crede a certe cazzate transgeniche ? Se queste cose le dicessero loro i nonnetti li metterebbero a letto con un termometro da elefante nel deretano. Invece se le sentono, tranquilli e plaudenti, dal capo.
E' già passato un tempo così a mia memoria. C'era una bestia che ha tenuto l'Italia in mano per 20 anni ed era applaudito da tutti (ehia, ehia, alalà !). Che bei tempi, in orbace, con i Balilla e con i campi di sterminio. Tanto è per gli altri. Io sono un vero paraculo, un dritto, a me non mi toccano diceva l'idiota prima di incartapecorirsi in Russia.
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Hanno attaccato gli anni in cui il Paese ha realizzato conquiste sociali importanti, quelli che vanno dal 1968 al 1978. Tutto è accaduto lì: divorzio, statuto dei diritti dei lavoratori, femminismo, ..., basi per l'aborto. Poi i padroni hanno fermato il processo ammazzando Aldo Moro. Da allora siamo precipitati attraverso Craxi verso quelle feci di cui oggi. Ecco, mentre sto parlando, una pantegana è uscita dal liquame ed ha azzannato una mazzetta ... non finiscono mai, mai, ... eccone un'altra ed un'altra ...
Scuola, pensioni, sanità, giustizia, diritto al lavoro, giovani, vecchi, ambiente ... tutto è distrutto. Restano il furto, la rapina, la violenza, la voglia di chiudere con ogni respiro di aria pura, ... tutto muore e restano solo i padroni, grassi e nani, infami ladri ed evasori che vivono per derubare ciò che noi versiamo di tasse per servizi che non esistono più.
Dopo il salasso impositivo che ci rende anemici, andiamo dovunque e dovunque paghiamo. Non viviamo più con una TV volgarissima che è specchio di questo Paese che ha subito la mutazione genetica da bel Paese a Paese sporco, distrutto, franato, invaso da volgari cementificatori e avvelenatori di aria, terra ed acqua.
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Da ilblogdilameduck:

Ciò che sta accadendo in Italia negli ultimi giorni è spaventoso. E' come la fiumana che porta a valle assieme all'acqua ogni tipo di detriti, travolgendo ogni cosa sul suo percorso, intasando e rompendo ponti e ricoprendo di melma gli argini.
Non si tratta solo dell'onda di petrolio provocata quasi certamente con dolo criminale da chi forse voleva liberare alla svelta un'area edificabile a suon di appalti milionari.
Ogni giorno la magistratura scoperchia un nuovo verminaio di corruzione, malaffare, appalti più truccati della faccia di Berlusconi; di truffe al Fisco, cioè a noi coglioni che le tasse non abbiamo proprio modo di evaderle nemmeno se volessimo, di manager che fanno sembrare i Vallanzasca e i Cavallero dei vecchi tempi dei galantuomini o ladri di galline.
Con paradossi spaziotemporali come quello di Fastweb che impedisce ai suoi clienti di scaricare dal "mulo" un film in pessima qualità e privo del finale o una canzonetta "perchè è illegale" e intanto pare riciclasse fondi neri per miliardi di false fatturazioni all'estero.
Meno male che questa doveva essere la Seconda Repubblica, la nuova versione dell'Italia uscita da Tangentopoli, fatta di gente capace e onesta che fa, fa, fa con meneghina efficienza, schiantandosi la schiena per il bene degli altri, come tanti pinocchieschi gatti & volpi.
Invece viene fuori che questa gentaglia fa soprattutto i cavoli suoi, dei suoi amici e degli amici degli amici. Oh no, ma è il solito vecchio imprinting mafioso che ci ha reso noti in tutto il mondo. Che c'entra con il ghepensimismo?
La cosa più schifosa delle porcate scoperte in questi giorni dalla magistratura è l'affollamento di avvoltoi e di iene più o meno ridanciane attorno alle catastrofi naturali.
Sarà ma da quando siamo entrati in superBertolaso mode saltiamo da una disgrazia all'altra. Terremoti, inondazioni, treni che esplodono, versamenti di petrolio. Non diremo che qualcuno porta sfiga perchè non sta bene ma di certo prima o poi ci verrà il sospetto che la cricca che banchetta della pastura elargita dal carrozzone della Protezione Civile goda fin troppo dei benefici di questa "disaster economy" e faccia di tutto per auspicare nuovi cataclismi. In fondo basta non ripulire i letti dei fiumi e non rinforzarne gli argini. Astenersi dal mettere in sicurezza il territorio, ignorare gli allarmi dei cittadini per edifici pericolandi e, boia, non vuoi che un'alluvione, un terremoto, una frana non arrivino, così noi ci facciamo le matte risate e le budella d'oro?
Una volta rotti gli argini dall'onda di piena, tracimata la malavita in Parlamento, siamo in balìa di una cricca di ladri matricolati, di una banda di magliari senza vergogna che stanno saccheggiando l'Italia e facendo bisboccia sulle sue rovine, mentre milioni di italiani da mille euro al mese perdono il lavoro e ogni sicurezza per il futuro.
Ce n'è per tutti i gusti. Ritornano perfino la Banda della Magliana, il peggio fascistume colluso con la malavita comune ed eversiva, incrostazioni di criminalità varie ed eventuali. Tutti a fare collezione di euro alla facciaccia nostra.
Con il vecchio troione in fondotinta, il Barnum di questo baraccone di fenomeni, il benefattore interessato di zoccole sciampiste, l'attempato leccapassere che piange come una madonnina dicendo di essere perseguitato dai giudici e che fa dire ai suoi immondi servi mediatici che "è stato assolto" invece che prescritto per un reato gravissimo e dimostrato da precedenti sentenze, la corruzione in atti giudiziari. Semplicemente l'ha fatta franca perchè sono arrivati tardi. Big Ben ha detto stop. Altro che innocenza.
E' l'ennesima menzogna delle tante fatte ingoiare a quegli italiani beoti che guardano la televisione con l'imbuto in gola per bersele tutte e non perdersene nemmeno una goccia. Che correranno a votarlo di nuovo, a passo veloce nonostante l'ombrello nel culo, perchè "sennò arrivano i comunisti".

venerdì 26 febbraio 2010

A futura memoria


Un disastro ambientale, un altro.

Una ex raffineria, che non doveva contenere tutti quegli idrocarburi, in un terreno su cui vorrebbero costruire una città che dovrebbe seppellire ogni porcheria sotto il nome di ecocity (potenza del marketing).
Nella notte, tra un turno e l'altro mentre nessuno controllava, qualcuno ha sbloccato le valvole, attivato nella giusta sequenza tre comandi e atteso che gli idrocarburi venissero aspirati dal fondo e pompati in apposite tubature. Solo a questo punto ha aperto le ultime paratie.

La notizia è stata data all'inizio sottotono: con l'attenzione puntata sul fatto che si trattava di un fatto doloso.

Col passare delle ore però la macchia e la puzza si sono allargate e non hanno più potuto fare finta di niente e si è passati dall'incidente al disastro ambientale.

Anche i telegiornali ne hanno cominciato a parlare: è una notizia perfetta per non parlare di Mills e Di Girolamo.

Nessuno però che dica che un incidente di questo tipo non è un fatto doloso: perchè così come una raffineria non deve esplodere avvelenando e bruciando tutto e tutti, allo stesso tempo nessuno si deve introdurre nell'impianto e fare cosa gli pare. E se fallisce la prevenzione, che almeno l'allarme e gli interventi siamno tempestivi. Qui invece tutti hanno dormito per ore. I liquidi sono passati nelle fogne e da lì nel depuratore e poi nel fiume, e nessuno se ne è accorto per cinque ore né ha saputo cosa fare dopo.

Tanto per poter dire, nel futuro, che io l'avevo detto: prima o poi un qualche un gruppo terroristico (nemmeno troppo preparato) o mafioso, o criminale o semplicemente un gruppo di squilibrati, ma anche uno da solo potrebbe bastare, minerà un impianto come questo, lasciato senza controlli, per poi andarsene indisturbato a vedere lo spettacolo in TV.

Alla prova dei fatti la gestione dell'emergenza si è mostrata ridicola: i potenti mezzi per intervenire in caso di sversamenti accidentali non esistono, il ministero dell'Ambiente e la Protezione civile erano interessati ad altro e non si sono accorti di quanto accadeva (probabilmente per colpa dei giudici che li hanno distratti).

Ora tutti aspettano che il petrolio si disperda nell'Adriatico per tornare a fischiettare come se nulla fosse successo e spendere qualche altro bel milione di euro per nascondere i danni.

E in Abruzzo cosa accade?
Ci vogliono riempire impianti a rischio, in terra e in mare, vicino alle spiagge, vicino alle dighe, ai laghi e ai fiumi. Con il sorriso felice del presidente che ribadisce la sua fede nella tecnologia.

Poichè probabilmente non sa nulla di tecnologia, è bene fare chiarezza.

La sicurezza assoluta non esiste: ci può essere una bassa probabilità, ma i disastri sono sempre possibili.

Se però a guidare le scelte non è la tecnica ma il denaro, allora è solo questione di tempo, poco tempo.

giovedì 25 febbraio 2010

Quaquaraquà

C'è un senatore della Repubblica, pagato da noi, che decide per noi, che amministra il nostro denaro e le nostre vite, che è stato eletto con i voti della ndrangheta.
E' stato scelto perchè è ambizioso e servo (così gli si rivolge il suo padrone: “Non me ne frega un cazzo. A me di quello che dici tu… per me Nicò puoi pure diventà presidente della Repubblica, per me sei sempre il portiere mio, per me tu sei sempre il portiere no, nel senso che tu sei uno schiavo mio, tu conti sempre come il portiere, capito Nicò. Però ricordate, io per i soldi nun me ne frega un cazzo del potere, però ricordate Nicola che per le sfumature me faccio ammazzà e faccio del male” - “Ti è piaciuto sentirti qualche cosa e mo ricordate che devi pagà tutte le cambiali che so state aperte e in più devi pagà lo scotto sulla tua vita Nicò perché tu una vita nun ce l’avrai più”).
Avrebbe dovuto essere dichiararlo decaduto dal suo seggio senatoriale. Ma l’aula lo ha salvato. Toccanti le parole del senatore Cuffaro durante la discussione: “Onorevoli colleghi, mettetevi una mano sulla coscienza! Se votate per la decadenza quest’uomo sarà arrestato!” (fonte: il Fatto Quotidiano 24 febbraio).

Ed ora dopo la diffusione delle sue foto con un boss che diceva di non avere mai frequentato e dopo essere scappato di fronte ai giornalisti che - incredibile ma vero - gli facevano delle domande, la richiesta di un suo arresto è di nuovo all'esame del Senato.

Cosa farà il Senato: lo salverà ancora, come fece - inutilmente - anche con Craxi, certificando nuovamente la propria natura mafiosa, o lo sacrificherà usandolo come una foglia di fico.

Potrebbe essere dato in pasto agli italiani condito da una cortina fumogena di leggi anticorruzione, liste pulite, paladini della libertà e chi più ne ha ne metta. Tutto finto come la pubblicità dei detersivi, ma finora ha funzionato. O semplicemente si cercherà di fare silenzio, distrarre e rimandare, come nella prima pagina del corriere di oggi.

E quest'uomo solo come reagirà? Terrorizzato ed obbediente lascerà fare? Dirà di essere una vittima e di affrontare sereno il giudizio della magistratura di cui ha piena fiducia, per poi aspettare il bavaglio alle intercettazioni, alla stampa, a internet, ai magistrati ed ai giudici che febbrilmente si prepara.

Scommetto che andrà così, che non avremo un sussulto di orgoglio da questo che per Sciascia sarebbe un "pigliainculo" poichè i "quaquaraquà" - purtroppo - siamo noi, i suoi "elettori" .

Non credo però cheservirà, questa è solo una delle ultime notizie, il crollo è in corso.
Io - proseguì poi don Mariano - ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. (Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta)

lunedì 22 febbraio 2010

Orientamento scolastico


Cari genitori,

tra quattro giorni si apriranno le iscrizioni alla scuola superiore di secondo grado. E' un momento importante.

Voglio quindi esservi d'aiuto, come insegnante e come padre che ha lo stesso problema.

Cominciamo dai casi più semplici: quelli che in terza media si arrampicano sui banchi, che hanno già iniziato a fumare, che hanno un vocabolario limitato a poche parole (ma corte), che senza calcolatrice non sanno fare 3x2, che non sanno tenere la penna in mano, che stanno davanti alla TV per buona parte del loro tempo, che si portano le mani alla bocca e fanno urletti ogni volta che vedono un vampiro, che vestono solo firmato, che sono razzisti, violenti, volgari, che ruttano a scuola, che danno del tu a tutti, che non possono stare stare senza telefonino, PSP e cuffiette, che bevono coca-cola e mangiano solo patatine, ecc. ecc.

In questi casi il mio consiglio sono le comunità di recupero, ma purtroppo è una strada possibile solo se avete la fortuna di avere un figlio già drogato. In alternativa occorre attendere che la Scuola prosegua la sua evoluzione espandendo la propria offerta formativa a servizi come: palestra/bar/discoteca/sala gioco/sala TV/set cinematografico/albergo ad ore/campo di calcetto ecc. insomma un paese dei Balocchi ove i figli potranno pascolare, senza dare troppo fastidio, almeno fino alla maggiore età.

Se non avete un figlio di questo tipo significa che state facendo una una fatica tremenda per tirarlo su e ora vorreste informazioni sulla riforma degli Istituti Superiori.

Ma su questo argomento nessuno sa ancora niente di ufficiale: non ci sono i regolamenti e quindi le scuole non sanno cosa diventeranno; non si sa di cosa tratteranno le nuove materie che sono apparse qua e là nelle bozze, nè che cosa sparirà per permettere al governo di licenziare molto, ma molto, di più della FIAT e avere così molto denaro da spendere altrove; non si sa quale professore insegnerà che cosa.

Il ministero promette però brochure informative sia a scuola che on-line per il 25 febbraio, non ci resta quindi che aspettare fiduciosi che passino questi tre giorni sperando che il figlio/a della gelmini non nasca settimino.

P.S. lo so che questo post non serve a nulla, così come so che non sarebbe male se a qualcuno, nel frattempo, cominciassero anche a girare le palle.

domenica 21 febbraio 2010

Anch'io ho guardato Sanremo


Apro la diretta web su rai1 e vedo Scaiola

Che cazzo ci fa Scaiola a Sanremo? Ha fregato Bersani?

Una canzone finalista, sentiamo un po':

nudi in pieno inverno - coperti sotto il mare - a far l'amore in tutti i laghi

è la storia di un marinaio con disturbi sessuali compulsivi

Ultima canzone: oddio il trio!

giustizia - famiglia - tradizioni - cultura - religione - il cuore di un'italia sola - dio - italia amore mio

è la storia di un povero bimbo figlio d'un re che è ormai diventato grande ma è rimasto deficiente (tutto suo padre e suo nonno).

Allucinante, e adesso?

I Carabinieri

Guerre stellari? io speravo che arrestassero qualcuno, vuoi vedere che ora arriva bertolaso con Liala la massaggiatrice maiala.

L'ultima reclame

Le tagliateeeelle di nooonna Piiina

Ma come è grassa la conduttrice (si vede che ha abbandonato il c...o e si è data alle tagliatelle)

Entra la busta, doppio mento e la faccia di chi sta di fronte al plotone d'esecuzione

nudi in pieno inverno - coperti sotto il mare - a far l'amore in tutti i laghi

Saluti a tutti e via di corsa: una volta salivano e scendevano le scale sculettando con i tacchi a spillo, questa se ne è andata in ascensore!

Sigla eurovisione pubblicità mulino bianco ...

TG1 ... era meglio emanuele filiberto

basta, ho superato la dose mensile, mi sento strano - è ora di scaricare il Fatto Quotidiano

venerdì 19 febbraio 2010

Una capriola della mente

Lo sfruttamento petrolifero in Abruzzo non porta ad alcun ritorno economico collettivo, ma solo a danni permanenti per l'ambiente e la salute.

Ne ho scritto io e ne hanno scritto molti altri, è un fatto certo su cui non è il caso di spendere altre parole.

Oggi voglio riflettere sul perchè, nonostante questo, ci sia questa invasione di trivelle.

Pensandoci bene questo caso è simile a mille altri: la privatizzazione dell'acqua, le grandi opere, l'H1N1, il terremoto dell'Aquila, le guerre in Iraq ed Afghanistan, il riscaldamento globale, la pubblicità dei detersivi e le stragi del sabato sera, tanto per elencarne qualcuno.

La prima reazione è l'incredulità, lo smarrimento: quale combinazione di stupidità, cupidigia e ignoranza può infatti giustificare queste scelte suicide?

Com'è possibile, per tornare al petrolio, che una piccola azienda petrolifera, possa tranquillamente pensare di venire a casa nostra e fare quel che vuole senza che - apparentemente - ci si possa opporre, senza che nessuno dica nulla e senza nessuno che prenda le nostre difese, anzi, favorita da Stato, Regione e Comuni.
Com'è possibile che da un giorno all'altro gli investimenti, i progetti personali, la salute stessa possano essere spazzati via da interessi "superiori"?

Basta poco però per capire che questo è l'effetto dell'ordine mondiale dei nostri tempi. Un ordine in cui il capitale è "liquido" cioè del tutto indipendente dalle strutture produttive e a maggior ragione dai lavoratori e dalle persone. Un capitale che persegue la sua unica logica che è il guadagno, un guadagno per pochi che è sostenuto dall'illusione di molti piccoli "investitori", che credono di poter partecipare al banchetto, e dalle sofferenze del resto dell'umanità sulla cui testa accade tutto ciò.

Un capitale che non ha scrupoli nell'agire e meno che mai una visione di lungo periodo.

Un capitale che - nel nostro esempio - cerca di sfruttare al massimo gli ultimi giacimenti di idrocarburi senza preoccuparsi della salute delle persone, pronto a spostarsi altrove non appena le risorse si esauriranno o in caso di incidente, senza altre preoccupazioni che quella del guadagno.

Lo stesso capitale che abbandona le fabbriche (e i lavoratori) non appena cambia il vento o che determina gli investimenti pubblici nel nostro paese.

Un capitale che è in grado di distruggere intere nazioni e che i nostri governi non cercano neppure di contrastare, riconoscendo la propria totale incapacità. Sono così deboli e inetti che non possono nemmeno vendersi e quindi - semplicemente - si inginocchiano implorando di essere scelti, favorendone la sosta con infrastrutture, benefici fiscali o offrendo la libertà di fare e disfare senza neppure contrattare, regalando la nostra salute e il nostro territorio in cambio di qualche osso che il padrone benevolo ogni tanto tira al cane. Una resa senza condizioni.

Un capitale che con le sue logiche distanti e con la sua pubblicità (palese o occulta) porta la precarietà nella vita di tutti i giorni. Una precarietà che penetra nei pensieri, nelle azioni quotidiane, che fa scomparire tutto ciò che è stabile: ideali e progetti di vita, legami personali, la libertà (chi vive nella paura e nell'incertezza scende a patti, non ha il coraggio di essere libero).

Una precarietà che ha fatto sparire il concetto stesso di futuro: se nulla è certo rimane solo l'hic et nunc (qui ed ora) e quindi le uniche gratificazioni che mantengono un loro senso sono solo quelle immediate.
Perde senso l'impegno, lo studio, non esiste più la vecchiaia e tanto meno la morte.
Se non esiste un futuro non esiste responsabilità, quel che si fa (o si lascia fare) non ha conseguenze o punizioni - non ha quindi senso ricordare a un politico - che è quasi sempre un ingranaggio di questo sistema - un possibile giudizio futuro sulle sue azioni: semplicemente non gli importa.

Neppure i figli ci ricordano più che il tempo passa, non li educhiamo più (l'educazione è per definizione un investimento sul futuro): cerchiamo solo di rendere il loro presente senza pensieri contribuendo a distruggerne la vita. Come per i politici, oggi non ha più senso prospettare ad uno studente la bocciatura: il loro orizzonte temporale arriva a malapena a sabato prossimo.

Una precarietà che ci ha corroso fin nelle più piccole azioni quotidiane, che ci fa buttare la spazzatura nel prato vicino a casa per non raggiungere il cassonetto (azione che - in piccolo - ha gli stessi effetti di una piattaforma di estrazione o di un inceneritore vicini alla spiaggia dove andiamo al mare con i figli).

Quando ci opponiamo al petrolio è a questo che ci opponiamo: ad un sistema che si basa sul profitto e sullo sfruttamento, che plasma le menti usando la paura, l'ignoranza, la confusione, che crea false necessità corredate di risposte altrettanto fatue, che promette la libertà di scegliere ma solo tra le opzioni permesse.

Un sistema che si autosostiene grazie alle sue stesse vittime che, fino a che tutto andava bene, erano perfino felici: coi vestiti firmati, la nuova tv con il calcio in HD, l'auto nuova e quella morale consumistica che si è diffusa a macchia d'olio negli ultimi cinquant'anni; unendo quelle che una volta erano le classi sociali, ma in un modo tale che il valore della somma è di gran lunga minore di quello dei singoli addendi. Oggi che invece le cose stanno cambiando, la rabbia viene nascosta o incanalata contro gli altri: tutti devono avere paura di tutti ed essere soli.

Questa società, una volta compresa, si mostra nella sua totale assurdità; la stessa assurdità dei progetti petroliferi.

Quando leggiamo i documenti siamo sbigottiti, non ci possiamo credere. Ci arrabbiamo e siamo spaventati, ci sentiamo soli, impotenti e in balia di forze "superiori". Vorremmo fare finta di niente.

E' la reazione prevista: chi comincia a capire è pericoloso per cui deve avere paura e sentirsi impotente; se la paura non basta si passerà ad un altro livello: alle minacce, alle ritorsioni, alle manganellate.

Ma con una capriola della mente possiamo saltare oltre la paura: una volta che siamo riusciti a capire quel che ci circonda, una volta raggiunta un'interpretazione del mondo, si ha una trasformazione. La consapevolezza ci dà finalmente sicurezza, allontana la precarietà, ci permette di tornare a vivere e ad agire.

Qualche mese fa vedevo lo sgomento negli occhi della persona con cui stavo parlando e non riuscivo a spiegarmi perchè io fossi invece contento e - sinceramente - questa mia leggerezza mi sembrava pure fuori luogo.

Ora ho capito: se non conosci il tuo mondo hai terrore di tutto, se invece impari a riconoscere i pericoli puoi finalmente organizzarti, riprendere il controllo, cominciare a costruire qualcosa per il futuro e - perchè no - anche esserne contento.

Forse ci vorranno generazioni ma prima o poi riusciremo a cambiare le cose (tra ottimismo e pessimismo il primo mi fa vivere meglio e quindi sono ottimista).

Intanto cerchiamo di capire il mondo che ci sta attorno: è il primo passo di una lunga strada.

Il petrolio è quindi solo uno dei problemi e nemmeno il più grande, ma è un'ottima palestra per rimettersi in forma.

sabato 13 febbraio 2010

Dimissioni

Per Carnevale stacco e me ne vado nel parco, lontano da tutto - spero.
Auguri a tutti.

venerdì 12 febbraio 2010

Delirio


Il termine delirio indica una varietà di stati mentali confusionali in cui l'attenzione, la percezione e la cognizione del soggetto appaiono significativamente ridotti. Il termine «delirio» deriva dal latino lira, "solco", per cui delirare significa etimologicamente "uscire dal solco", ovvero dalla dritta via della ragione.

Le forme croniche di delirio sono spesso basate sull'elaborazione, razionale e lucida, di un sistema di credenze errate; in questo caso si parla in particolare di disturbo delirante o paranoia.

Spesso mi trovo bloccato, non riesco a scrivere, mi sembra di essere immerso nella follia; ogni volta che apro un giornale online, un blog, la posta, trovo una nuova espressione di questo delirio.
Oggi, in ordine casuale: la protezione civile spa e l'impunità dei suoi amministratori; puttane e ancora puttane come lubrificante per gli affari che trasferiscono le mie tasse nelle tasche degli amici; gente che ride sui morti ancora caldi (e conferma i dubbi sulle mappe sismiche e sugli avvertimenti ignorati a favore di chi ha prima costruito e poi ricostruito); tabelle con la riduzione delle ore nella scuola superiore; centrali nucleari che entreranno in produzione nel 2020 spacciate come soluzione economica a tutti i nostri problemi; la regione Abruzzo che non si oppone né al petrolio né al nucleare: che non si oppone a nulla prona ai desideri superiori; la chiusura dei programmi di approfondimento politico sulla rai lasciando libera mediaset di fare il suo comodo; i comitati no-coke dell'alto Lazio che come noi combattono con le carte l'Enel e le sue centrali a carbone per scoprire che, semplicemente, vanno avanti lo stesso anche senza certificazione ambientale; una pubblicazione dell'ENEA (Ente Nazionale Energie Alternative) che dice che gli inceneritori non stanno nei parametri di emissione richiesti per legge, ma il vero problema è la popolazione che si lamenta; un TG3 che - in Abruzzo - fa parlare di bertolaso solo il vescovo dell'Aquila che l'assolve completamente, senza che il suo dio - così spietato con il padre di Eluana - colga l'occasione per manifestarsi; buchi in fondo al mare pagati milioni e previsioni scientifiche di nuovi terremoti che senza messa in sicurezza delle strutture saranno catastofici: un delirio.

Un delirio, ma non è il delirio delle persone normali: noi subiamo, siamo investiti, travolti, ma il delirio viene da fuori. Non siamo noi ad "elaborare un sistema di credenze" ci sembra di impazzire ma la follia è esterna.
Una follia che cerca di assorbirci, con un sistema avvolgente di messaggi che inducono convinzioni, atteggiamenti ed abitudini infondati e innaturali, che sfruttano l'irrazionalità, la disattenzione il disorientamento e la mancanza di lucidità che essi stessi provocano.

Una follia distruttiva; la follia narcisistica dei politici, insofferenti alle critiche, isolati dal mondo, bamboccioni viziati, drogati dall'impunità, in un delirio di onnipotenza; la bulimia del potere che si rispecchia nei suoi servi ciechi.

No, non sono io ad essere pazzo.

lunedì 8 febbraio 2010

Riflessioni sul Congresso IDV

Una riflessione a caldo, mentre aspetto in fila per poter uscire da questo cesso di hotel di lusso (?)

Ho spesso dei dubbi: sarà la cosa giusta? mi staranno ingannando? avrò capito bene? avrò pensato a tutto? altri la pensano diversamente, ci sono anche aspetti negativi, non è tutto oro quel che luccica e così via ...

Ci sono tantissime persone che si affidano alla provvidenza divina, o più semplicemente alla televisione, e non hanno dubbi. Le loro decisioni sono prodotto di stimoli esterni, la loro strada è sempre segnata, ma non è detto che il percorso li soddisfi (in un caso l'insoddisfazione viene sedata con la promessa di un paradiso, nell'altro con un sempre nuovo desiderio da realizzare).

Ma anche i troppi dubbi non portano alla soddisfazione perchè impediscono di agire. Nella migliore delle ipotesi si rimane fermi e non è una grande prospettiva. Normalmente si viene travolti dalla corrente e si finisce sbattuti dove vuole il caso.

Nella mia vita faccio delle scelte, che spesso mi hanno portato in situazioni diverse da quelle previste ma in cui sto bene e che a volte sono anche migliori di quanto sperato; così che spesso ho la sensazione di avere ottenuto quel che ho quasi per caso, solo per una combinazione fortunata di eventi. Può darsi che sia così o che io sia uno che si accontenta facilmente, ma mi piace pensare di aver contribuito al mio destino con quelle scelte, anche piccole e, a volte, inconsapevoli.

Credo che nella vita non si possa far altro che lasciarsi portare dalla corrente, usando quel po' di timone che abbiamo a disposizione per cercare di farle prendere la direzione voluta. Senza rimpianti perchè - è noto - che la corrente non torna indietro ed è sempre meglio guardare avanti sperando che la fine sia ancora lontana.

Tornando al Congresso, ci sono stati momenti esaltanti ma anche qualcuno che lo è stato molto meno. Non è proprio il caso di fare delle analisi; se ne potrebbe parlare a lungo ma non si andrebbe da nessuna parte.
La vera domanda è: ho preso questa direzione, è il caso di cambiarla subito o di proseguire?

Razionalmente trovo che le cose che non mi sono piaciute sono state evidenti, anche se non sempre esplicite, e che hanno le loro motivazioni; posso non essere d'accordo ma non vedo l'inganno o la malafede. Al tempo stesso vedo che questo movimento si è dato una forma ma resta aperto, ha degli obiettivi unici nazionali tra cui i temi ambientali, è laico, attrae forze giovani, combatte per il lavoro e l'istruzione pubblica ed altro.

Le buone ragioni sono quindi in maggioranza, ma le decisioni non sono mai solo razionali e si fondano anche su quel che dice quella parte profonda che non sa fare il calcolo esatto tra i pro e i contro, proprio quella parte della mente che spesso si fa ingannare ma che quasi sempre decide.

Quella parte di me è stata trasportata nella corrente delle passioni: da chi parlava dal palco, ma anche da chi stava in platea.
C'erano grandi energie e la sfida che è stata lanciata è proprio quella di incanalarle nella forma di un partito.
Proprio il contenuto che incontra il contenitore di cui avevo parlato.
Se tutto andrà come sperato sarà il contenuto a dare il significato al contenitore, prendendo il posto che è ora di Di Pietro.

Non credo che lo stesso Di Pietro sappia bene quel che sta facendo: penso che anche lui stia semplicemente cercando di indirizzare la nave con tutti i mezzi che ha a disposizione (a volte discutibili), sperando che il risultato sia quello voluto o addirittura migliore.

Penso quindi che nel futuro potrà accadere di tutto, ma che nel presente questo sia il flusso migliore nella corrente.

sabato 6 febbraio 2010

Congresso IDV e petrolio

Abbiamo 315000 malati di tumore
Basta alle tossine dell'ILVA
Basta agli inceneritori
No alle trivellazioni per il petrolio in adriatico
Limite alle centrali a biomasse
Coordinatore regionale IDV Puglia

De Luca al congresso IDV

E' incredibile, questo De Luca è straordinario. Un'altro Sud. Non è che deve passare sotto le forche caudine delle richieste di Di Pietro. E' uno che quanto chiesto lo sta già facendo. Non mi stupisce che cerchino di affondarlo.
Dopo aver spiegato i motivi dell'indagine parte come un treno.
Dovreste sentirlo: "Ci sono troppi cafoni arricchiti chiusi nelle stanze dell'amministrazione perdendo il contatto con la gente reale"...
"Quando si festeggia il columbus day dalla Campania un bastimento di amministratori parte per le vacanze"...
Primari che non distinguono un bisturi da un cavatappi ...
Tutti i consulenti a casa il primo giorno ...
Mentre l'emergenza rifiuti non è finita per niente noi abbiamo la differenziata al 75% il doppio di Milano ...
......
Io penso che la parola che da un uomo vale come la sua stessa vita ...

Applausi durante e una ovazione al termine, e anche in Campania l'IDV ha un candidato (e che candidato).

P.S. qui c'è l'intervento, anche se ne manca una parte:

Parte 1/2
Parte 2/2

Congresso IDV e petrolio

Durante il pranzo ho incontrato delle persone che vengono spesso in vacanza a Vasto.
Ho chiesto: tornereste a Vasto se vi ci mettessero una piattaforma petrolifera?
Mi hanno guardato come si guarda un cretino e mi hanno detto: No!
Come sempre: basta chiedere.

PS: nel contributo regionale dell'Abruzzo si parla anche della contrarietà al petrolio in Abruzzo

Congresso IDV

Sono a Roma, al congresso dell'IDV.
Da ieri si seguono interventi, tra gli altri De Magistris, Genchi, Sonia Alfano, Di Pietro.

Ieri sera, ho visto alla tv un dibattito(?) contro Di Pietro. Un allucinante attacco, a freddo, senza contraddittorio, merda spruzzata a partire dal nulla.
Le risposte a tutto, se anche ci fosse da rispondere, sono state date qui, poche parole perchè non è neppure il caso di rispondere. Se ci fossero giornalisti qui troverebbero le risposte, basterebbe chiedere. A casa mia qualcosa non va e non si vede quasi più la TV, potrei rimettere le cose a posto ma ho messo un lettore DVD e la lascio così, è una forma di disintossicazione per tutta la famiglia. Così non potevo credere che quel che vedevo fosse su rai2 e non su mediaset (su cui sarebbe comunque stata disgustosa).
Null'altro da dire su quel che riempie tv e giornali.

Il congresso ha come titolo: l'alternativa per una nuova Italia e semplicemente significa che l'IDV non vuole più fare opposizione, vuole governare.
Vuole governare alleandosi con le forze di sinistra e impegnandosi a tagliare le mani a chi - da amministratore - dovesse sporcare il partito.
Si è data un programma di 87 pagine vincolante in tutta Italia. Un programma in cui tra l'altro c'è (finalmente dico io) una posizione chiara contro il nucleare, per l'acqua pubblica, per le energie rinnovabili, per la scuola pubblica, per l'informazione, la libertà di internet.
Essere qui vuol dire sentire tutte queste voci, voci che non si sentono più, è come respirare aria pura.
Sulla TV e sui giornali si spara merda, qui si parla di sogni, battaglie, scelte, diritti, di laicità, di merito, di speranza, di rivoluzione.
Io sono sempre un poco scettico, ma qui è difficile se non impossibile non sentirsi coinvolti.

Di fronte a Bersani (che si è portato dietro La Torre - non scherzo) Vendola e tanti altri, Di Pietro ha affrontato il problema della candidatura in Campania: ed ha chiesto che fosse l'assemblea a decidere. Tutta l'assemblea, tutta l'Italia, non solo la Campania.
A decidere tra tre possibilità:
  • Andare da soli, fare un ottimo risultato perchè più che di mal di pancia gli elettori hanno una diarrea da politica ma poi nulla: "per fare dei figli si deve essere in due".
  • Accettare la candidatura e buttare giù il rospo.
  • Chiedere a De Luca a cui il coordinatore regionale campano - in un intervento accorato contro la Camorra - ha riconosciuto di avere operato bene, di accettare dei vincoli. Cioè promettere formalmente che se condannato si dimetterà e che farà piazza pulita del sottobosco delle nomine clientelari, oltre a rendere pubblici appalti e consulenze.
Ma per decidere si deve conoscere e quindi De Luca è stato invitato e sarà qui nel pomeriggio, così vedremo se ci convincerà.
Chissà se ne parleranno i giornali e la tv, gli stessi che non hanno parlato di quel blogger che sta parlando ora, che va ai processi scomodi, quelli che la stampa ignora, e a cui ieri hanno bruciato la macchina.

......... continua

martedì 2 febbraio 2010

Collegio docenti






Ma non si capisce più niente!
E' lo scopo di queste riunioni.

domenica 31 gennaio 2010

Senza scrupoli

Tempo fa scrissi un post sul giacimento di gas sotto la diga di Bomba, e stasera ho avuto una bella sorpresa: un comitato di giovani di Bomba ha studiato il problema e l'ha presentato ai concittadini.
Hanno fatto tutto da soli, senza l'aiuto delle reti che si battono contro il petrolio.
Una sala piena e attenta, una presentazione anche troppo formale.
Si capiva che sono appena arrivati e ancora non credono a quello che hanno scoperto.
Gli abitanti di Bomba sono solo un migliaio, ma credo che per la Forest sarà dura, molto dura.
C'è stata solo una sola voce favorevole: di uno che lavora negli impianti petroliferi ma che ha dovuto concludere che in Val D'Agri la puzza "dipende dal vento".

La Forest Oil, come la Medoilgas, non ha scrupoli per le popolazioni e per l'ambiente e non si ferma davanti a nulla.

E' stato infatti presentato un documento dell' Agip del 6/10/92 in cui si descrive la situazione geomorfologica nell'area di Bomba:
"Presenza di vaste aree franose e di importanti dislocazioni tettoniche in concomitanza con la presenza di un lago artificiale per la produzione di energia elettrica"

"La presenza del lago ha inoltre mascherato alcuni corpi di frana già presenti sui fianchi del fondovalle (la spalla destra della diga è appoggiata a un corpo di frana di notevoli proporzioni)"

Il tutto "in un'area interessata da attività sismica"

"La situazione descritta induce forti perplessità di ordine pratico relativamente alle operazioni necessarie per la messa in produzione del campo di Bomba"

Tra i problemi: "i non trascurabili rischi di carattere sociale ed ambientale legati a tale attività"

"A fronte di quanto sopra sembra quindi allo scrivente che ancora oggi non esistano, le condizioni generali per la messa in coltivazione del giacimento di bomba e che necessita invece attendere l'acquisizione di nuovi dati e/o il verificarsi di mutamenti delle condizioni, quale per esempio la decisione della ACEA (l'azienda energetica proprietaria della diga) di svuotare l'invaso."

L'AGIP, titolare della concessione di coltivazione (N.B. "di coltivazione"), in data 5/11/1992 avrebbe poi presentato una richiesta di "Rinvio dei lavori di sviluppo e coltivazione" dove elenca una lunga serie di studi oltre a quanto riportato sopra e conclude che:
"Allo stato delle conoscenze non si è in grado di affrontare serenamente la messa in produzione dello stabilimento".
Trascorsi i tre anni del rinvio, la concessione è scaduta e di gas non se ne è più parlato fino all'arrivo della Forest CMI, una SPA controllata dalla Forest Oil. Come dire: se per caso dovesse crollare la diga o si dovesse avere un nuovo Vajont che spazzasse via la val di Sangro ne risponderebbe solo la Forest CMI con il suo capitale sociale.

Se non bastasse questo, il comitato di Bomba ha anche presentato il progetto della Forest che, diversamente dalle rassicurazioni date alla popolazione, è una vera raffineria con torri di lavorazione e inceneritore (anche qui chiamato "termodistruttore"), di 22 ettari e sottoposta alla direttiva Seveso per impianti a rischio di incidenti rilevanti.

Il tutto ovviamente in un'area a forte vocazione turistica e agricola, ben visibile dalle vie di comunicazione di giorno e di notte e per una produzione annua corrispondente a poche ore del consumo nazionale.

Per finire, nel mio post supponevo che ci fossero stati studi e richieste sulla sicurezza da parte dell'azienda che gestisce la diga, stasera ne ho avuto la conferma e nei documenti si vede che lo stesso accadde già con l'AGIP.

Ombrina Mare


I giorni passati sono stati impegnati dalla stesura delle osservazioni sullo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo a Ombrina Mare.

Questi SIA vengono pubblicati alla chetichella, arrivano sulle scrivanie dei Comuni e spesso rimangono lì. Passa il tempo senza che nessuno faccia nulla e poi il funzionario del Ministero mette un timbro, pronto a giustificarsi dicendo: nessuno ha fatto osservazioni, significa che va bene a tutti.

Un meccanismo oliato che si può inceppare - speriamo - se qualcuno va a leggere le carte e dice - nero su bianco - che questi SIA sono solo carta straccia.

Scrivere delle osservazioni è facile, basta il buon senso. Le mie sono qui: osservazioni_Luciano. In questa cartella ce ne sono almeno altre cinquanta (per ora) e c'è anche lo SIA.

Leggere lo SIA e le osservazioni fa capire bene i rischi che corriamo: potrebbe sembrare noioso, ma provate a leggere la mia: non crederete a quel che ho scritto. Non crederete a cosa vogliono metterci davanti casa e neppure a come cercano di tranquillizzarci.

Gli Studi di Impatto Ambientale sono i documenti in cui è descritto il rapporto tra il moderno capitalismo, le popolazioni e l'ambiente.
Tutto quel che importa è il profitto da distribuire agli azionisti che si suppone vivano bene - molto bene - in qualche lontana parte del mondo.
Per le popolazioni e l'ambiente c'è solo disprezzo: descrivono impianti pericolosi e inquinanti e con faccia tosta dicono che va tutto bene. Sui problemi più grossi semplicemente tacciono o dicono: fidatevi di noi. Interpretano i dati in maniera distorta. Mentono. Non hanno scrupoli. Si sentono padroni e non cercano nemmeno di nasconderlo.

Una cosa mi fa ben sperare: il numero di osservazioni. Sono davvero tante, forse abbiamo raggiunto la massa critica e forse riusciremo davvero a liberarci da quest'incubo.

Ora non ci resta che aspettare: se questi progetti venissero approvati, anche ora che sono stati smascherati dalle nostre osservazioni, sarebbe semplicemente la prova della putrefazione delle nostre istituzioni.

lunedì 25 gennaio 2010

Cè vita nel PD !

Primarie in Puglia Vendola batte Boccia 73 a 27 - 200000 votanti, oltre ogni aspettativa


Emiliano: "Dura lezione di Vendola al Pd, non a Boccia"
"Nichi Vendola ha meritatamente vinto le primarie impartendo al nostro partito, e non a Francesco Boccia, una dura lezione che non può più essere ignorata". Lo ha dichiarato il sindaco di Bari e presidente del Partito democratico della Puglia, Michele Emiliano. "Anche la piu" razionale delle strategie politiche non può essere calata dall'alto e non può essere attuata ignorando i sentimenti di rispetto e di affetto delle persone nei confronti di quei pochi politici che nel bene e nel male sono sintonizzati con il senso comune"
Ignazio Marino: "E' sbagliato inseguire l'Udc, ci dividono molte cose"
"Il Pd ha imboccato la strada sbagliata nell' inseguire l'Udc a tutti i costi" - ha detto Ignazio Marino, durante la riunione della direzione del Pd - anche quando ci sono grosse differenze programmatiche con il nostro partito. L'unica strada per il Pd per scegliere candidati è definire i programmi". Poi ha aggiunto: "Finora non ho capito chi ha condotto le cose. Ce le spieghi, che è meglio. E poi non si capisce perchè dobbiamo privilegiare l'intesa con un partito con cui siamo divisi su molte cose, come il nucleare, come la battaglia per l'acqua pubblica, o come la sanità. Dopo la condanna del vicepresidente dell'Udc (Cuffaro) questo inseguimento non so dove ci porterà ".

Di Pietro: "Vendola ha vinto sulla partitocrazia e il 'doppio forno' "
"Faccio i complimenti a Nichi Vendola - ha detto Antonio Di Pietro - la sua è la vittoria dei cittadini sugli schemi preconfezionati delle logiche di partito e della partitocrazia, è una vittoria sulla politica del doppio forno e sulle logiche che sviliscono la politica portandola a livello di un risiko".

Di Pietro: "Ora vincere con Vendola"
"Faccio i miei migliori auguri a Nichi Vendola. Ha vinto le primarie grazie alla sua caparbietà e, soprattutto, grazie alla società civile che, attraverso premi Nobel, scienziati e artisti, attori, associazioni, movimenti e migliaia di pugliesi, lo ha sostenuto perchè crede in lui ed è convinta che Nichi abbia a cuore la Puglia". "Vendola - dice Di Pietro - ora avrà un compito importante: vincere le elezioni per la presidenza della regione Puglia. In questo percorso non deve essere lasciato solo e, per questo, l'Italia dei Valori lo sosterrà compatta nel rispetto dell'esito democratico delle primarie"
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E poi ci sono quelli che: "Si, ma anche". Un modesto suggerimento, se non bastano le primarie, provate con i calci nel culo (sono anche convinto che potreste chiedere molto più di due euro ad ogni partecipante).

E. Letta: "La battaglia di boccia era giusta"
"La battaglia politica che Francesco e tutti noi abbiamo fatto in Puglia era giusta. Nonostante il risultato che ovviamente rispettiamo e sul quale dobbiamo riflettere. E' la battaglia di un Pd che sa di dover uscire dall'angolo del suo elettorato tradizionale per poter battere la destra. Per dare conto della speranza che hanno riposto i 3 milioni di militanti che hanno partecipato il 25 ottobre". Lo afferma Enrico Letta, vicesegretario del Pd
Bersani: "Con l'Udc per battere il centrodestra, ma senza accrocchi"
Bersani: "La linea del partito non cambia"
"Resta davanti a noi la proposta di favorire la convergenza di tutte le opposizioni in un percorso di alternativa alla destra". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, arrivando alla Direzione del partito, spiega come il Pd si comporterà dopo la vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi
"L'obiettivo di allargare l'alleanza per un'alternativa di Governo, coinvolgendo l'Udc - dice Pierluigi Bersani - resta una prospettiva del Partito democratico, però non siamo alla ricerca di qual si voglia accrocco".
Orlando: "Sarà faticoso, ma non bisogna rinunciare alle alleanze"
"Con le primarie la costruzione delle alleanze diventa più faticosa però noi non dobbiamo rinunciare nè all'una nè all'altra. Ora dobbiamo andare verso l'allargamento delle alleanze". Lo ha detto Andrea Orlando, del Pd, componente della commissione Bilancio della Camera.
D'Alema: "Sostenere Vendola e alleanza con Udc"
"Avverto anche io la mia parte di responsabilità'', commenta Massimo D'Alema. La necessità - per l'esponente Pd - "è ora quella di 'sostenere lealmente' Vendola e, nello stesso tempo, fare in modo che il risultato di ieri non metta in discussione l'intesa con l'Udc"

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Ed infine ci sono quelli che si preoccupano

Cicchitto: "La vittoria di Vendola? Contestato il sistema dei partiti
"La netta vittoria di Vendola - dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl - dimostra che nella sinistra emergono forze imprevedibili che, se non vengono tempestivamente contrastate a viso aperto sul piano prima culturale e poi politico, possono mettere in scacco la maggioranza uscita dal congresso del Pd ed esprimere anche una contestazione di fondo al sistema dei partiti in quanto tale".


Fonte: Repubblica

domenica 24 gennaio 2010

Due giornate da ricordare


Ieri all'Aquila ce stata la riunione dei delegati regionali al congresso IDV: veramente tante belle persone, decise e determinate. Tra tutti il rettore dell'Università.
Ho anche trovato la risposta ad una mia domanda: dove sono finiti i comunisti? Quelli veri, quelli con un ideale, quelli che rimpiangono Berlinguer e l'organizzazione del PCI. Spariti come un fiume carsico, ne riemergono molti proprio nell'IDV.

Senza soluzione di continuità sono poi passato ad un convegno organizzato dal Comitato 3.32, in una zona dell'Aquila senza crolli ma con tutte le case chiuse e le facciate coperte da impalcature.

Ed ho avuto paura, ma non del terremoto.

Immaginate che il modello dei rifiuti in Campania o del terremoto dell'Aquila diventino sistema:
  • Prima costruire l'emergenza e dichiararne l'eccezionalità
  • Poi governare liberi da vincoli - grazie anche all'assenza/connivenza delle opposizioni - nello stato di emergenza; annullando la partecipazione e distruggendo la democrazia, usando senza scrupoli anche la forza militare.
Immaginate uno stato nello stato che possa spendere il denaro pubblico senza controlli facendo riferimento al solo presidente del consiglio.

Fa paura vero? Ebbene quest'incubo è già realtà: è il decreto legge del 30 dicembre 2009 che istituisce la Protezione Civile Servizi SPA.

... Continua nel prossimo post

Finito il convegno c'è stato giusto il tempo di essere informato di una stupida decisione presa contro di me, senza il coraggio di comunicarmela, dai miei amati colleghi e, pregustando la caccia nei corridoi al ritorno al lavoro, sono tornato a casa nella notte.

Stamane mi sono rimesso a scrivere su Ombrina ma sono stato interrotto da due di quelle persone che - incredibilmente - ancora esistono e che stanno per scelta ai margini del mondo che consuma. Una felice sorpresa: dico sempre che occorre tessere una rete di relazioni per riuscire a combattere le battaglie e vedo che la mia tela cresce; devo solo trovare il tempo. Intanto questo è per voi:

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
(Italo Calvino - Le città invisibili)

Nel pomeriggio l'ultima sorpresa: la conferma documentata che il mondo in cui viviamo è marcio, che quello che ci dicono è falso, che siamo burattini nelle mani altrui, che siamo stati e siamo controllati, che ci derubano sotto il naso e poi ci prendono in giro, che quella che chiamano politica è mafia.

Per essere convinto dentro - e non solo razionalmente - della necessità di combattere il petrolio ho dovuto vedere con i miei occhi il centro oli di Viggiano.

Per convincermi che la partita contro chi gioca con le nostre vite - partita assai più complessa e pericolosa di quella contro il petrolio - vada giocata fino in fondo e con tutte le energie c'è voluta una fotocopia. Altro non posso dire, per ora.

Ed ora avanti, di nuovo su Ombrina.

giovedì 21 gennaio 2010

Qualcosa cresce dentro

Il processo breve si avvia a diventare legge dello stato.
Bene!
Alcune centinaia di migliaia di italiani si vedranno ridere in faccia da chi li ha ingannati, truffati, offesi, derubati, malmenati e così via.
Ci sarà chi cercherà di farsi giustizia da se - è inevitabile - ma molti finalmente s'incazzeranno.

La ripresa c'è, quello che continueranno a mancare saranno i posti di lavoro.
Bene!
Di fronte ai ricchi che continueranno ad arricchirsi, ci sarà chi cercherà di farsi giustizia da se - è inevitabile - ma molti finalmente s'incazzeranno.



I motivi per arrabbiarsi non mancano di certo ma mi sembra che la rabbia, invece di uscire allo scoperto, si sciolga i muscoli e faccia riscaldamento nella vita di tutti i giorni e soprattutto al lavoro: dove gli incazzati sono in rapida crescita e al tempo stesso gli incapaci, scansafatiche, fanfaroni, approfittatori si muovono con più circospezione.

La rabbia è una forza potente che supera il lamento, il rodersi dentro, il "vorrei ma pare brutto" e ristabilisce in un attimo i rapporti di forza da parte di chi ha a lungo subito.
Fa proprio bene reagire contro chi - approfittandosi di te - ti ha sempre torturato, anche solo con la sua inutile presenza.

Non vi fate fregare dalla reazione: ma come - dicono con l'aria da cane bastonato - fino a ieri sei stato così docile e malleabile ed oggi ti comporti così - torna in te, continua a sopportare in silenzio. Non mi tradire, non vedi che sto male, sono fatto così mi devi sopportare, facciamo come se non fosse successo niente, ti perdono per esserti ribellato basta che non succeda più. Ho sempre fatto il mio comodo ed ora tu vorresti che cominciassi a lavorare, la colpa è solo tua se mi sono abituato così e se ora non sono più capace di cambiare.
Non ci cascate o la prossima volta ci scapperà il morto.

Ho sempre consigliato l'uso del vaffanculo come terapia di convivenza sociale, proprio per evitare le esplosioni di rabbia, ma non è stata mai una pratica diffusa e così in questi giorni sembra un fuoco d'artificio: gente che rialza la testa col coltello tra i denti, chi fischia come una pentola a pressione, chi fa i nomi, prede ridiventate cacciatori.

Certo non siamo ancora allo scontro finale, all'Armageddon, ma la tranquilla e ipocrita sopportazione di qualche anno fa se ne è abbondantemente andata.

Speriamo per sempre e che questo sia l'inizio del risveglio.

martedì 19 gennaio 2010

I vili


Ma cosa te ne frega?
Non ci guadagni nulla!
Dai retta a me, fatti i cazzi tuoi!


Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».

E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ’nvidiosi son d’ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

E io, che riguardai, vidi una ’nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogne posa mi parea indegna;

e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta.

Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.

Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d’i cattivi,
a Dio spiacenti e a’ nemici sui.

Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
erano ignudi e stimolati molto
da mosconi e da vespe ch’eran ivi.

Elle rigavan lor di sangue il volto,
che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi
da fastidiosi vermi era ricolto.


Dante Inferno Canto III

mercoledì 13 gennaio 2010

dalema minzolini e craxi

Un tg1 da antologia, si parte da dalema che conclude la solita sarabanda di cazzate dicendo che craxi è una figura importante nella storia italiana che fa parte della storia del paese (ma che ci sta a fare dalema al tg1 seduto in poltrona come il gran visir, il capo del pd non è un altro? uno pelato mi pare ...) e poi arriva minzolini. Che ci parla ancora di craxi e ci dice che era uno statista ed un eroe che ci ha salvato dal comunismo e dal partito comunista ed è caduto vittima - ma guarda un po' - dei magistrati. E i democristiani dove li mettiamo, saranno incavolati neri per non essere nemmeno stati considerati; perchè una via a craxi e neppure un vicolo a forlani? e a la malfa? e a tutti gli altri?

Il fatto è che io c'ero, io mi ricordo, io non dimentico.

Io ho sentito parlare Pertini e Berlinguer e di queste merde non ne posso veramente più.


Cacceremo anche questi, la storia si ripete; ma se impareremo dal passato, questa volta non li faremo scappare.

Il "Delegato"

Come dico sempre, dobbiamo darci da fare, ciascuno in prima persona.

Io ho cominciato da un po' di tempo ed ora non so più cosa fare prima. Nelle ultime settimane non trovo più neppure il tempo per sedermi - la notte - a riflettere e a scrivere, i miei libri mi stanno ad aspettare, c'è un caos totale sulla scrivania.

Una delle prime cose che cominciai a fare - alcuni anni fa - fu di andare a vedere cosa fosse la politica.
"La politica è una cosa sporca e pericolosa", "tanto non ci si può fare nulla", "il più pulito ha la rogna" e così via; avevo il normale bagaglio di idee, fatte apposta per tenere lontani i potenziali rompiscatole.
Ma il ruolo della vittima che si lamenta e non fa nulla - che piace a tanti - non mi ha mai attirato e così sono andato a vedere.

Ho seguito due campagne elettorali comunali, la prima da elettore, la seconda invece molto più da vicino: ho visto come si "sceglie" un sindaco, come i partiti si spartiscono il territorio, come gli incapaci con famiglie numerose ottengano incarichi ben remunerati e molto altro. Effettivamente - vista da vicino - questa politica fa proprio schifo.

Moltissimo lo devo al responsabile locale dell'IDV che mi ha voluto portare con se. Se lui si è sicuramente sentito meno solo, io ho imparato in poco tempo tante cose.
Già allora l'IDV mi sembrava l'unica possibilità per avvicinarmi attivamente alla politica, se non ci fosse stata dubito che avrei resistito. Ho così visto dall'interno la crescita di questo "partito", le riunioni locali e provinciali, il congresso di Roccaraso, le ultime elezioni regionali, le feste di Vasto; ne ho visto i lati buoni e quelli meno buoni - di cui oggi si sta molto parlando.
Dal mio punto di vista però gli aspetti positivi costituiti da un'alta percentuale di persone oneste, dall'accoglienza e da un ottimo livello di trasparenza sono stati sempre superiori a quelli negativi (che ci sono).

Ora si avvicina il primo Congresso Nazionale su cui, prima di Natale, scrivevo:
"Se avete pensato di cominciare o di ritornare a fare politica, dovreste fare un pensierino all’Italia dei Valori.

Entrare nell’IDV significa - oggi - entrare a far parte di un “contenitore” già esistente e già organizzato e contribuire a delinearne la linea politica dal basso.

L’organizzazione è la differenza tra l’IDV e i movimenti spontanei, che impiegheranno tempo a trovarne una unica ed efficiente.
La possibilità di incidere sulla linea politica dal basso è invece la differenza con gli altri partiti, gestiti da pochi in maniera strettamente verticistica.

Al Congresso Nazionale di febbraio ci saranno proposte “rivoluzionarie” (in riferimento alla realtà politica italiana attuale) che porteranno avanti la linea di apertura alla società civile sperimentata alle passate elezioni Europee.

Se tale linea diventerà prevalente si potrà finalmente materializzare quel partito che in molti stiamo cercando.

Anche in questo caso l’unico modo per ottenerlo è provarci, lavorare in prima persona perché questo accada."


Domenica scorsa siamo così andati alla riunione che doveva indicare i delegati provinciali al Congresso, non nego che mi sarebbe piaciuto esserne uno ma sapevo che c'erano molti altri più attivi di me e temevo anche di trovare schierati i "signori delle tessere" (riemergeva l'originale opinione sulla "politica"). Ed invece c'era un foglio bianco, che si è riempito pubblicamente fino al numero previsto, ed ora sono uno dei tremila "delegati" al Congresso Nazionale.

Non avrei mai immaginato - solo un anno fa - che questo potesse accadere, ma sono contento di questa nuova responsabilità e curioso per quel che potrò vedere e - ovviamente - raccontare.

sabato 9 gennaio 2010

Riprendiamoci il lavoro per i nostri figli!

La soluzione al problema del lavoro al Sud era sotto gli occhi di tutti e nessuno l'aveva vista: basterà cacciare questi sporchi negri a fucilate.
Per farlo non mancheranno certo i volontari e così i nostri giovani - senza neppure più il bisogno di imparare qualcosa a scuola - potranno finalmente avere un futuro e lavorare quattordici ore al giorno nei campi, estate e inverno, per 23 euro.
Per le ragazze ci saranno addirittura due possibilità: pulire il culo ai vecchietti o fare le puttane.
Nel tempo libero i nostri bravi giovani potranno usare i loro fucili per spararsi allegramente nei coglioni o, più semplicemente, continuare a guardarsi il grande fratello.

E pensare che avevo messo via questa striscia con l'intenzione di affrontare il tema dell'ipocrisia :-(

venerdì 8 gennaio 2010

I diversamente concordi



"Così, mentre non passa giorno senza che i pidiellini Paolo Bonaiuti e Gaetano Quagliariello lo elogino dicendo : “Per riscrivere la Costituzione bisogna partire dalla bozza Violante”, lui s’industria per apparire sempre più affidabile. Riuscendoci, tra l’altro, benissimo. L’ultima sortita avviene tra le Dolomiti, durante un dibattito intitolato “Processo ai processi”.
Qui Violante indica, pur non facendone i nomi, al Guardasigilli Angelino Alfano i pm su cui i suoi ispettori dovrebbero cominciare ad indagare: quelli della fin qui semi-sconosicuta Procura di Rovigo. La loro colpa? Aver bloccato, sostiene Violante, la trasformazione di una centrale Enel a metano, ”abbastanza inquinante”, in una centrale a carbone, meno inquinante (dice lui). Secondo l’ex presidente della commissione Antimafia infatti i magistrati avrebbero “intimidito la commissione di impatto ambientale” che doveva dare il via all’opera emanando per due volte un decreto in cui si scriveva, più o meno, “fateci avere le decisioni che prenderete. Cioè si presentava una richiesta di sequestro futuro ”. “Naturalmente”, spiega Violante, “tutti quelli della commissione non si riuniscono perché temono che la magistratura li metta sotto inchiesta”. Anche per questo la questione passa in mano al ministero dell’Ambiente. Ma i pm di Rovigo non si arrendono e chiedono pure al ministro “il provvedimento che verrà emesso”. Insomma, per Violante, siamo davanti a un chiaro esempio di come “l’organo giudiziario” sia diventato “un organo di governo”.
Può essere. Di certo però l’intervento di Violante a Cortina è un chiaro esempio di conflitto d’interessi. L’ex parlamentare è infatti l’animatore e il presidente di uno dei tanti think tank bipartisan nati negli ultimi anni: Italia Decide. Scopo nobile dell’associazione è quello di mobilitare energie “contro l’Italia del non fare”. E proprio per questo, accanto allo straordinario parterre dei soci promotori tra i quali compaiono, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi e Gianni Letta, ci sono pure dei soci fondatori. Per esempio proprio l’Enel spa, che con la magistratura di Rovigo ha il dente avvelenato.
Un’inchiesta legata all’inquinamento prodotto dalla centrale di Porto Tolle in primo grado aveva portato alla condanna dei vertici dell’azienda. Poi in appello gli ex amministratori delegati Paolo Scaroni e Franco Tatò erano stati assolti, mentre per i dirigenti locali era stato pronunciato un nuovo verdetto sfavorevole, ora all’esame della Cassazione. Anche per questo, mentre si moltiplicavano gli esposti e i ricorsi al Tar di comitati di cittadini, i pm di Rovigo hanno cercato di capire se installare una centrale a carbone comportasse dei rischi. E, come si legge in una delle lettere inviate al ministero dell’Ambiente, i consulenti tecnici della procura, dopo aver esaminato la documentazione, hanno segnalato “l’esposizione da parte di Enel di dati ritenuti non reali che portano a elaborazioni viziate”. Come dire: secondo i periti lo sponsor “dell’associazione a-partisan” presieduta da Violante sta truccando le carte. Se sia vero o meno, a questo punto, lo possono stabilire solo le indagini. Per questo il 1 aprile dello scorso anno la magistratura ha chiesto al ministero “l’invio di tutti gli atti, note o pareri – successivi a quelli già inviati a quest’ufficio – emessi dalla Commissione Via” e da altri organismi. Suscitando le proteste del padre costituente in pectore, Violante che ora denuncia tra gli applausi di Cortina “l’intimidazione”.
L’idea di attendere l’esito dell’inchiesta, non sembra invece averla presa in considerazione."

Fonte: Peter Gomez su Il fatto quotidiano



mercoledì 6 gennaio 2010

Ci vogliono le catene

Che schifo sentire i telegiornali riportare le candidature per le prossime regionali.
Come sempre si fa passare per normale quello che normale non è: una sfacciata spartizione di potere (e quindi di denaro) fatta da pochissimi. Una spartizione che cerca nei candidati solo obbedienza cieca e bella presenza.
Una spartizione che permetta a chi siede al tavolo di continuare come sempre. Sostenendosi in sella - perchè qualcuno che li voti è ancora formalmente necessario - in tre diversi modi:
  • facendo in modo che l'elettore consumatore li preferisca nella lista, senza neppure capire che cosa fa.
  • con una lauta spartizione di briciole.
  • assicurando ai propri elettori di poter continuare a fare il proprio comodo indisturbati.
Che rabbia poi vedere il PD aggirarsi come uno zombie senza testa tenuto insieme solo dal fatto che gli avanzi sono comunque meglio delle briciole.

E per finire in farsa c'è l'UDC che si vende alla luce del sole e non le mancano certo i pretendenti.

martedì 5 gennaio 2010

Rieccomi

Ritornare alla realtà dopo avere per un poco staccato la spina è sempre pesante.
Per ora solo un piccolo commento sulla politica italiana:

martedì 29 dicembre 2009

Buon 2010 !

Auguri a tutti !


PC e testa in manutenzione,
in partenza per luoghi remoti
non raggiunti dalla rete

un arrivederci a tutti all'anno nuovo

venerdì 25 dicembre 2009

martedì 22 dicembre 2009

Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
portami la tessera del PDL
portamene una di quelle più belle
non farmi stare in pena
non portarla solo a D'Alema

Lo so che son stato coglione,
ma adesso Travaglio e Di Pietro
li infilzo con uno spillone
buono come bondi mi sento
della pay-tv portami un abbonamento

E per farmi davvero contento
ti basta solo un altro momento
non ti preoccupare dei terremotati
che già tanto son stati aiutati
ma chiedi per me alla Befana
che mi porti pure una bella p.....

Petrolio, il punto della situazione

Il rischio di vedere trasformata la “Regione verde d’Europa” in un distretto minerario è ancora più che presente: la legge regionale appena approvata dalla giunta Chiodi - con un repentino cambio di guardia, dopo aver a lungo affermato che non esisteva alcun problema - contiene infatti errori e mancanze che la rendono facilmente impugnabile e aggirabile (ed è stata così approvata nonostante la preventiva e argomentata richiesta di correzioni fatta sia dalla rete di associazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo che dalle opposizioni). La legge, inoltre, non ha alcun strumento per opporsi allo sfruttamento del mare ed è proprio il mare ad essere sotto attacco. In particolare nel tratto di costa Ortona - Casalbordino - Vasto.

La nuova strategia contro questa trasformazione - pur senza interrompere la raccolta di firme - si è spostata su un piano puramente amministrativo. Le compagnie petrolifere chiedono infatti al Ministero dell’Ambiente i permessi, corredandoli da una Valutazione di Impatto Ambientale. Queste richieste vengono rese pubbliche, dopodichè ci sono 60 giorni di tempo per produrre osservazioni contrarie. Trascorso questo periodo il Ministero decide e nella quasi totalità dei casi, in assenza di osservazioni, concede.

A partire dalla richiesta della Vega Oil per la piattaforma di estrazione Elsa2 (tra Ortona e Casalbordino) sono state prodotte più di 30 osservazioni da parte di privati cittadini, Comuni (tra cui Casalbordino), associazioni, professionisti, esercizi commerciali, organizzazioni religiose, fino a coinvolgere Confcommercio, CNA e la Provincia di Chieti; le osservazioni sono raccolte qui.

Lo stesso è stato poi fatto per i permessi di ricerca nel tratto di mare tra Ortona e Vasto in cui la Petroceltic prevede di spendere trentacinque milioni di euro (vedi allo stesso link indicato in precedenza).

Adesso è il momento di agire contro Ombrina Mare 2 della Medoilgas. Dietro questo bel nome si nasconde un mostro che dovrebbe sorgere a meno di 7 Km dalle spiagge, in 20 metri d’acqua, con desolforizzazione a bordo (un “centro oli” in mare) ben visibile di giorno e di notte.

Entro la fine di Gennaio dovranno pervenire al Ministero il maggior numero possibile di osservazioni dal maggior numero possibile di soggetti. Chiunque abbia a cuore il territorio e il mare di Casalbordino dovrebbe impegnarsi in questo senso, per impedirne l’insediamento ora, perché dopo sarà troppo tardi.

Per informazioni ed aiuti sulla stesura delle osservazioni, oltre al link indicato, fornisco la mia piena disponibilità.

martedì 15 dicembre 2009

Ebola

La statuina ha fatto male, molto male.

Un egocentrico, sostenuto dal coro dei suoi servi persino nella follia di sfuggire al tempo che passa, in un attimo si è ritrovato ferito e sanguinante, colpito proprio in quella sua immagine così curata; afflitto dal dolore che è il segno più evidente della nostra natura mortale.
Colpito senza motivo, perchè chi ha lanciato la statuetta non è diverso dalla vecchina senza tetto che invece lo vuole santo.

Il colpo deve essere stato davvero durissimo e i servi hanno avuto immediatamente paura di fare la stessa fine. Non importa se il pericolo non esiste: chi è abituato a soffiare sul fuoco ha paura di ogni scintilla.
E poi i servi non hanno la stessa scorta del padrone (per quel che è servita) e chi è abituato a colpire vigliaccamente i più deboli - meglio se alle spalle - ha sempre il timore di diventare lui il bersaglio.

Hanno paura che tutto gli crolli sotto i piedi e - ignoranti e violenti - stanno reagendo come sempre hanno fatto: infangando, mentendo, calunniando, offendendo, non lasciando parlare (prima in TV ed ora in internet), accusando gli altri di quanto loro stessi fanno e che agli altri - me per primo - farebbe schifo fare.
Come al solito, con disprezzo per chi li ha eletti, non perdono tempo in Parlamento dove propongono l'ennesima fiducia, ma denunciano l'odio per il loro padrone e lanciano una crociata per distruggere senza pietà chi dissente, affinché l'amore prevalga.




Odio e amore sono le parole di questi giorni: il solito gioco delle appartenenze. O con me o contro di me. Noi siamo i buoni: italiani, anti-comunisti, difensori della chiesa cattolica - gli altri i cattivi: violenti, delinquenti, la feccia.

Il solito polverone che chiama in causa l'irrazionale e le paure per coprire i fatti. Quei fatti che avevano cominciato a fare capolino, su Repubblica, sul Fatto Quotidiano, su Internet, sui Blog, nelle parole di Di Pietro, nelle aule di tribunale e anche in TV.
Quei fatti che potrebbero portare gli italiani a valutare berlusconi e i suoi compari per quel che sono.
Quei fatti che hanno portato tantissime persone in piazza, non per odio ma perchè quel che berlusconi ha fatto e continua a fare si sta rivelando un disastro totale per l'Italia e per gli italiani.
Non è questione di odio, ma di sopravvivenza. I provvedimenti della finanziaria avranno effetti sulla vita di tutti i giorni e non saranno effetti positivi (neanche per chi ha votato questo governo), passeranno invece con un voto di fiducia, nascosti dal rumore delle minacce e dei bollettini medici.

Questo virus Ebola che ha colpito l'Italia sta per ucciderla, il marciume, il pus, la puzza sono in ogni angolo. Questi aspiranti-gerarchi non si rendono neppure conto che - qualora riuscissero ad avere il sopravvento distruggendo definitivamente la parte sana del paese - non gli resterà nulla in mano. Solo tanti sudditi ignoranti da sfamare, ma il grande fratello non riempie la pancia e guardare la pubblicità non serve a molto quando si hanno le pezze al culo. Forse solo allora gli italiani che avranno visto in silvio un rassicurante incrocio tra il duce e padrepio cominceranno ad aprire gli occhi e così - dopo averne tanto parlato a vanvera - si manifesterà l'odio, quello vero - bestiale - non quello virtuale delle sciocchezze che si raggrumano in Facebook.

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Raccontare i fatti, mostrare i trucchi, testimoniare, con l'orgoglio dell'intelligenza, della cultura, dell'onestà, della solidarietà, dell'impegno disinteressato. Questo è quel che possiamo e dobbiamo fare: tutti, ognuno per la sua parte.

Se non ora, quando?