oggi uolter ci riprova dicendosi pronto a ripensare sulla manifestazione del 25 ottobre.
Qualora neanche questa volta venisse preso in considerazione, ecco il prossimo passo:
E subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare
Quorum lontano per i tre referendum proposti e appoggiati dal Centrodestra. Spesa inutile, vice l´astensione e la Giunta Soru
La Sardegna snobba le urne: 20% al voto
Solo il 20% dei sardi vanno a votare, spallata rimandata. 9 milioni circa di euro spesi inutilmente. 4 giorni di chiusura per tutte le scuole sede di seggio. Sono i dati più significativi dopo il flop della giornata referendaria sarda. Quella che, a detta dei promotori, doveva liberare la Sardegna dalla legge (la "salvacoste") che ha rovinato l'economia. Vince l'astensione, inutile lo spoglio, soldi e tempo buttati. I quesiti miravano ad abrogare la legge salvacoste (che vieta di costruire entro i 3 kms dalla costa) e alcuni articoli della norma sulla gestione dell'acqua (gestore unico e tariffa unica).
I votanti sono stati trecentomila (20,4 per cento), ne occorrevano duecentomila in più.
Non sono bastati gli appelli dei principali leader politici di centrodestra, da Pili (il più attivo) a Floris, Pisanu, Massidda e Tedde, che da tutte le piazze della Regione hanno urlato al "disastro", caricando il voto di un grande valore politico, contro il Governatore della Regione Renato Soru.
Non è bastata nemmeno la discesa in campo del Premier Silvio Berlusconi, che da Roma, con una ingerenza istituzionale non comune, aveva ricordato ai cittadini sardi l'appuntamento col referendum, suggerendo di votare con un "Si per la Sardegna".
5. I dirigenti del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta l'applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale previste dalla predetta normativa.
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
Si ritroveranno a Tradate sui banchi del liceo scientifico Bentivoglio il 13 ottobre. Per un imprevisto secondo round. Renzo Bossi, il candidato, e i professori che a luglio l’avevano bocciato alla maturità. L’esame dev’essere ripetuto: Renzo l’ha spuntata e il ministero dell’Istruzione ha riconvocato i docenti e lo studente. Evidentemente, il Tar ha accolto il ricorso del giovane che si era presentato nell’istituto religioso da privatista e che non aveva superato lo scoglio dei tre scritti e dell’orale. «Un nostro ragazzo - aveva tuonato indignato il padre Umberto - è stato bastonato agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo». «Ma la tesina - aveva replicato accantonando le polemiche don Gaetano Caracciolo, rettore del Bentivoglio - è solo una parte delle prove da affrontare. Non so che tipo di preparazione abbia seguito, ma purtroppo la somma di tutte le prove non ha raggiunto il punteggio di sessanta, il minimo per la promozione».
Il caso sembrava destinato a finire in archivio, anche se le polemiche sulle discriminazioni verso i figli del profondo nord padano, sono andate avanti per tutta l’estate. E proprio Bossi senior ha buttato altra benzina sul fuoco con dichiarazioni durissime, nel suo stile: «Non possiamo più lasciar martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutte le famiglie».
Invece, Renzo Bossi avrà una seconda chance. Non si sa su quale base il Tar abbia accolto la richiesta del figlio del leader della Lega; del resto ogni estate agguerriti specialisti del diritto amministrativo vengono in soccorso di molti studenti respinti e spesso le loro obiezioni vengono accolte dal Tar. Bossi junior verrà nuovamente interrogato e forse riproporrà, si spera con più fortuna, la tanto discussa tesina sul padre del federalismo lumbard; gli scritti, invece, verranno «rivalutati» - così dicono le carte del ministero - dai docenti. Insomma, il destino del rampollo del Senatur si giocherà in un’inedita sessione autunnale.
E il padre avrà un’occasione in più per «promuovere» il figlio, recentemente definito «una trota».
Ha usato la politica, prima tramite terzi poi scendendo in campo, per difendere e moltiplicare i propri interessi. Ora la uccide, la politica, per dare libero spazio al proprio protagonismo.
Prima era semplicemente un ladro in libertà vigilata, ora è un ladro a piede libero. Con le sue televisioni ha stuprato e violentato un popolo svuotandolo della sua anima, ha resettato la sua coscienza sui canoni volgari del denaro facile e del felice apparire, gli ha rubato la memoria storica e la capacità riflessiva vellicandone gli istinti da basso ventre fino a farne camera di risonanza delle sue ossessioni e delle sue droghe. Ora questo popolo è diventato zerbino del suo impero, supporto alla sua anarchia e foglia di fico per le sue vergogne.
Prima per lui il popolo era un cavallo da domare , ora lo ha reso un asino da soma. Ha cooptato nel governo il razzismo bavoso della lega, la bulimia mercantilista della destra e l'interessata adulazione di avvocati, commercialisti, ragionieri e dipendenti di azienda (la sua) che, insieme, costituiscono un minestrone tossico da far paura.
Da oltre dieci anni vengono iniettate sul tessuto sociale italiano piccole dosi di disprezzo contro gli stranieri, i poveri, i rom, i nullatenenti, i diversi, i "comunisti", i "coloro-che-non-sono-dei-nostri", al punto di ritrovarci un paese tossico. E senza vergogna ci si domanda se per caso noi italiani non siamo diventati razzisti...!
Da anni vanno predicando a squarciagola il nuovo vangelo della salvezza: "più mercato e meno stato". Hanno separato il danaro dal lavoro, hanno finanziarizzato il capitale, hanno ammazzato lo stato ed ora, di fronte al disastro, senza pudore alcuno, questa facce di culo (sì, perché facce di culo sono) fanno appello allo stato perché corra ai ripari. In questi ultimi giorni vanno facendo i salti mortali per divorziare dai loro dogmi. Non li vedete?
Il tuttologo e logorroico Tremonti è tutto e il contrario di tutto: per il mercato e contro il mercato, global e antiglobal, clericale e anticlericale. C'è solo da accertarsi se sia "bi" o "trans". Noi, da parte nostra, non ci facciamo prendere per il naso.
Ladro è chi ruba ma anche chi tiene il sacco. Assassino chi uccide ma anche chi fa da palo. Noi, non volendo essere né l'uno né l'altro, non reggiamo il sacco né facciamo da palo.
Aldo
"Ci sono due Italie: quella che lavora, progetta e vuole essere pagata meglio. Poi ci sono piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo: lasciamoli stare". Nel giorno del "No Gelmini day", il ministro dell'Istruzione non lascia aperto neppure uno spiraglio alla possibilità di dialogare con chi si oppone ai suoi provvedimenti per la scuola. E commenta con toni stizziti la manifestazione inscenata da insegnanti, studenti e genitori davanti al suo dicastero.(leggi tutto)
Il CIPE, “comitato interministeriale per la programma economica” ha disposto un finanziamento a fondo perduto di 140 milioni di euro in favore del Comune di Catania per fare fronte all'emergenza finanziaria dell'Ente. Dopo la riunione una copia della delibera e' stata consegnata al sindaco, senatore del Pdl-An Raffaele Stancanelli. L'on.le Vincenzo Gibiino esprime la propria soddisfazione in merito all'atto del Governo Berlusconi sullo stanziamento a favore del Comune di Catania. Sarà comunque necessario che il Comune stesso presenti ed attui un piano concreto e reale di riduzione delle spese e di rilancio delle sue attività. Sarà necessario altresì un piano reale di valorizzazione del Patrimonio pubblico. (fonte)