martedì 31 maggio 2011

sabato 28 maggio 2011

L'anello al naso

La scena: San Vito, un convegno sul Parco della Costa Teatina nell'ultimo giorno di campagna elettorale per cui sono assenti i sindaci di Vasto, Francavilla e Lanciano. Una platea all'aperto, con vista su uno dei posti più belli della costa - così bello che gli amministratori locali hanno preparato una colata di cemento da 50 milioni di euro. Davanti il mare, lo stesso mare dove doveva ardere la torcia di Ombrina.

Sul palco gli organizzatori, di una parte sola: quella che governa il paese, la regione e il comune di San Vito. Gente convinta che per la ricchezza basti costruire alberghi e aspettare i turisti.

In platea persone convinte con un lavoro porta a porta, con un lavoro veramente ben fatto. Convinte che li vogliono fregare, e che a fregarli - tanto per cambiare - non siano gli stranieri ma gli ambientalisti; quelle serpi che gli hanno già tolto la ricchezza del petrolio e che sul petrolio continuano a rompere i coglioni; quelli che vogliono il parco per potersi arricchire.

Sul palco si dicono cose non vere, dalla platea si urla non appena qualcuno cerca di dire il contrario.

Ines e Fabrizia scendono nella fossa dei leoni e tra le urla - con un coraggio che mi lascia senza fiato - dicono lucidamente quel poco che vogliono dire. Nessuno le ascolta ma testimoniano l'esistenza di un altro modo di vivere, per la platea sono il nemico.

Povera gente che applaude e urla al traino della peggiore classe politica abruzzese: "Io sono ignorante" - applausi - "Io non ho studiato" - applausi - "Io sono stato eletto e quindi quel che dico vale di più" - applausi - "Io sono favorevole al nucleare" - applausi - "Non solo questo parco non si deve fare ma dobbiamo ripensare a tutti i parchi d'Abruzzo" - applausi -. Cetto Laqualunque arriva con i suoi occhiali a goccia neri, la pancia pensile e prima di tutto "saluta gli amici" - applausi. Prima vomitano offese e poi urlano scandalizzati come verginelle se qualcuno prova a replicare.

E poi Maria Rita: la sua presenza tocca i nervi scoperti, è lei che rappresenta l'essere cittadini e non sudditi. E' lei che ha rotto le uova nel paniere.

Forti dei microfoni e della platea si scatenano senza più freni, il rancore di anni si materializza in una esplosione d'odio. Coi capelli scomposti, le vene del collo turgide, il respiro affannoso, l'additano ora sibilando ora urlando.

Povera gente, che non si rende conto del solito vecchio trucco dei sacerdoti di Gerusalemme mentre fa il tifo per Barabba.

Povera gente, che non si rende conto che se la loro sera fosse illuminata dalla torcia di Ombrina Mare, non ci sarebbe più neppure la fantasia degli alberghi. Che non ci sarebbe più nulla, solo quell'allegra fiamma puzzolente e che neppure il parco potrebbe porvi più rimedio.

Amministratori carogne che aizzano le persone con le falsità, per poter poi dire che "la gente" non vuole il parco; mentre sarebbe tanto semplice - per loro - approvare una legge che chieda al governo di legiferare in modo da annullare il parco, ma dovrebbero metterci sotto la firma. Amministratori frustrati che devono chiudere le cliniche degli amici, che non hanno potuto fare gli inceneritori, che non riescono a fare le raffinerie e i pozzi di petrolio, che hanno la magistratura sul collo per la torta del terremoto, che cominciano ad avere paura che qualcuno - più prima che poi - gli venga a chiedere il conto di aver distrutto la loro stessa regione.

E poi tutto finisce, la gente - contenta - va a mangiare, il buffet lo offre il comune. Noi restiamo soli - finalmente in silenzio - a domandarci se sia stato tutto vero.

E poi il ritorno lungo la costa dei trabocchi tra alberghi e case di vacanza: tutte chiuse, morte, brutte; tra cantieri in cui si costruiscono altre case direttamente sul mare, case che lo stesso mare tra pochi anni spazzerà via; tra alberghi appena costruiti vicino alle foci di fiumi che portano in mare i liquami e la chimica dell'agricoltura, ad un passo dalle stazioni di pompaggio e dai pozzi di gas che con le loro sirene ricordano a tutti la loro presenza, di giorno come di notte.

Povera gente che non si è mai mossa dal suo paesino e che neppure immagina che nessuno vorrà mai portare un turista in un posto come questo: perchè dovrebbero venire qui quando non ci sarà più nulla da proteggere? Per andare in bicicletta davanti all'inceneritore della polveriera di Casalbordino? Chissà se sanno che l'Adriatico ha due sponde?

Già me li vedo i turisti: qui avrebbe dovuto esserci un parco, ora c'è solo cemento, alberghi con le piscine perchè tra la reception e il mare ci sono solo pietre e tu - turista - non sei contento? Ci sono i localini con le puttane. Non sei contento? C'è N'duccio. Non ti basta? Chevvu?

Perchè i turisti dovrebbero venire qui? Per la vita notturna, le discoteche, i negozi sempre aperti, i bassi prezzi, i parchi giochi, il personale cortese che parla tutte le lingue, i minigolf, i risciò a pedali sui chilometri di lungomare, i bomboloni a mezzanotte e la droga a tutte le ore? Chissà se questa povera gente sa che esiste Rimini?

Povera gente, che si è bevuta la palla della ripresa e che non sa che in poco tempo tutto ci crollerà addosso.

Povera gente, ricordati delle belle promesse dietro a cui correvi una sera di tarda primavera a San Vito. Ricordatene bene, così - alla fine - saprai a chi chiedere il conto e - magari - a chi chiedere scusa.

Ma chissà: forse anche questa sera a San Vito è il segno di una fine che si avvicina rapida trascinandosi dietro le vite delle persone che sprofondano urlando alla luna.


Qui il commento di Maria Rita

lunedì 23 maggio 2011

Frammenti

Il crollo procede rapido.


Il re è nudo (e pure brutto).

Pisapia vince a Milano, non c'è più morale contessa!

Comunione e disperazione.

I leghisti ce l'hanno sempre duro, questo spiega la bava alla bocca.

I comunisti scoreggiano, la Santanchè no; lei parla.

Il dubbio dei napoletani: il PD va nell'umido o nell'indifferenziato?



mercoledì 18 maggio 2011

Hanno perso quasi tutti !

Premiati i candidati delle primarie e le facce nuove
Exploit dei grillini, perdono Pdl, Pd e Idv
(dal Fatto Quotidiano oggi in edicola)

Sembra incredibile ma anche i papiminchia sono umani. Tra loro c'è chi non ne può più dell'amata guida e ha smesso di votarla senza più paura di magistrati e comunisti.

Ovviamente il PD fa finta di non capire e dice di avere vinto, ma ho fiducia: se gli elettori di berlusconi cominciano ad uscire dal coma ce la possono fare anche quelli del PD.

La strada è ancora molto lunga ma son contento ....





lunedì 16 maggio 2011

Vorrei che perdessero quasi tutti


Ho passato gli ultimi caldi giorni in un progetto altamente rivoluzionario: con la zappa in mano ho preparato l'orto; mi porto avanti col col lavoro verso l'autosufficienza e l'autoproduzione. Lavorare la terra non è poi così faticoso e ha molti vantaggi tra cui l'avermi permesso di stare lontano da comizi, cene e lazzi vari e quindi, prima che i seggi chiudano, penso che troverò la forza di indossare l'autorespiratore e andare a votare nella tormenta di questo gelido lunedì.

Spero che berlusconi non perda del tutto, non siamo ancora pronti, non abbiamo ancora toccato il fondo. Gli incapaci - che dovrebbero rappresentare l'alternativa - sono ancora tutti lì: non sono neppure buoni ad aspettare sulla riva; i cadaveri passano uno dietro l'altro e loro non se ne sono ancora accorti: sono troppo stupidi e troppo occupati a litigare sul più furbo del reame. Non sono in grado di fare nulla, figurarsi di tirare fuori il paese da questa cloaca, sarebbero solo buoni a prendersi le colpe per poi - eseguito il servizio - tirarsi indietro affinchè tutto riprenda come prima peggio di prima.

Se berlusconi non perde gli altri non vincono, ma al tempo stesso spero che vengano scelte le persone come De Magistris (che non ha quasi più niente a che fare con l'IDV di Di Pietro) e altri come lui che si sono inseriti qua e là tra le maglie di questo sistema (sempre e comunque nella sua parte sinistra). In mancanza d'altro spero che la protesta si concentri sulle liste a cinque stelle - anche se Grillo non capirà (o non vorrà capire) che non basta l'età ma ci vogliono candidati veri in grado di fargli ombra sul palco.

In sintesi: vorrei che perdessero quasi tutti; purtroppo - sono certo - tra poche ore scoprirò che invece avranno tutti vinto.

domenica 1 maggio 2011

Libia: "non è più vero niente"


Gheddafi è un dittatore sanguinario, Gheddafi è un terrorista, Gheddafi spara sul suo popolo, Gheddafi ha un esercito personale di mercenari, Gheddafi deve essere deposto per il bene del suo popolo, i ribelli sono le sue vittime ma - con un piccolo aiuto - porteranno il paese verso la democrazia.

Sembra tutto chiaro, un coro unanime da destra e da sinistra, tv e giornali, l'ONU e la NATO, la lega si oppone ma solo per la meschina paura di spendere troppo e di un aumento dell'immigrazione.

Che la Libia non sia un paese libero sembra certo: www.freedomhouse.org .

Ma tra le pieghe della rete ci sono voci che dicono che forse le cose non sono come sembrano.
Voci di giornalisti che sono andati in Libia (a Tripoli, non a Bengasi):
Ma questi sono solo complottisti, fanatici anti-occidentali, serpi nel nostro seno, pazzi, comunisti, visionari, sono tutte bugie facili da smentire.

Ma a loro si unisce il vescovo cattolico di Tripoli con parole durissime contro la Nato e l'Italia e ci racconta che a Tripoli - in assenza di telecamere - stiamo uccidendo donne e bambini (in italiano - in inglese).

E i dubbi aumentano, più leggo e più mi faccio domande.

Come mai non vediamo vere manifestazioni a favore dei ribelli ma solo gruppetti di persone con le mitragliatrici montate sui pick-up, che partono sgommando per andare non si sa dove? Eppure a Misurata e a Bengasi vivono più di un milione e mezzo di persone.

Come mai l'esercito mercenario libico non si unisce ai rivoltosi o diserta, ma invece - pian piano e sotto le bombe - avanza e riprende il controllo del territorio?

Prima di tutto non si tratta di mercenari ma di un vero esercito e di una milizia popolare basata sulla leva obbligatoria. La leva obbligatoria in Italia aveva lo scopo di opporsi al potenziale ritorno del fascismo. Un esercito di leva non si presta ai colpi di stato militari. A maggior ragione, quindi: come mai i Libici - istruiti all'uso delle armi - non si ribellano in massa se sono così scontenti?
Leggendo trovo anche che il mercenario con la maglietta dell'ENI di cui parlai in un mio post forse mercenario non era (cercare - Bengasi “liberata” - in questo articolo), ma solo un lavoratore straniero picchiato dai ribelli forse proprio perché straniero. D'altra parte è assai più probabile che a portare la maglietta dell'ENI sia un suo dipendente che non un "mercenario" che notoriamente ha un abbigliamento ben più professionale; che sia stato colpito anch'io da una falsa informazione?

Mi domando: noi ci siamo tenuti Berlusconi per tanti anni e ora rischia di cadere perché pian piano gli italiani si stanno accorgendo che sa solo promettere ma non governare. Cosa avrebbero pensato delle sue "stravaganze" se solo avesse appena fatto qualcosa di buono? Probabilmente se lo sarebbero tenuto stretto. E perché allora lamentarsi delle stravaganze di Gheddafi (e forse anche della mancanza di libertà) se la Libia ha il più alto Indice di Sviluppo Umano del continente? Cioè di quell'indice dell'ONU che valuta la qualità della vita considerando aspetti importanti che il PIL trascura. In questa classifica l'Italia è 23-esima e la Libia 53-esima (prima dell'Africa) su 169. In Libia c'è cibo, ci sono scuole, ospedali, università, strade, carburante, acqua potabile per tutti. Forse i libici - o almeno la maggior parte - sono d'accordo con Gheddafi.

Può non piacerci, ma se Mussolini non fosse entrato in guerra probabilmente sarebbe morto di vecchiaia come Franco, ed allora come mai ci siamo intromessi nelle vicende interne di uno Stato sovrano, cercando di ucciderne il capo che ne è anche il fondatore (anche se con un colpo di Stato organizzato però dai nostri servizi segreti in un albergo di Abano Terme) e che - apparentemente - gode del consenso della sua popolazione? Come mai l'occidente si è scatenato contro la Libia e nulla fa per lo Yemen e il Barhein dove si uccide chi si rivolta?

Gheddafi si è sempre opposto ad Al-Quaeda che ora invece sostiene i ribelli. L'occidente e Al-Quaeda combattono ora fianco a fianco. Perché? Chi sono davvero questi ribelli? Dove sono le prove degli attacchi e delle migliaia di morti civili da cui la risoluzione ONU?

Dove sono i rapporti indipendenti sugli effetti dei bombardamenti intelligenti? E' possibile che dalla prima guerra del golfo le armi abbiamo aumentato il loro quoziente di intelligenza o - forse - i militari hanno imparato a tenere lontani i giornalisti.

Non capisco, non trovo risposte chiare, ma una idea di cosa sta accadendo prende forma.

Forse il Gheddafi visto a Roma non era un pazzo eccentrico, ma voleva solo deriderci e ricordarci il passato da una posizione di forza; ed allora meglio accendere i riflettori sui vestiti, la tenda, i cavalli e le amazzoni.

Forse siamo di fronte a un'altra grande guerra per l'energia: per il gas e per gli ultimi giacimenti rimasti di petrolio della migliore qualità. A una guerra per annullare l'arma costituita dai miliardi di dollari di fondi sovrani libici, trasformandoli in bottino in grado di ridare ossigeno all'economia globale. Una guerra per punire il paese che impone alle compagnie petrolifere le royalties più alte del mondo (85% contro il 4% o meno dell'Italia). Una guerra a uno stato che se non è socialista sicuramente si oppone alla logica di mercato occidentale.

Il piano sembra semplice: spazzare via Gheddafi per sostituirlo con qualcosa di ancora peggiore per i libici ma presentato dietro il luccichio pubblicitario del consumismo spacciato per democrazia.

Forse Berlusconi (con l'idiota complicità del PD e del capo dello Stato - che si è nuovamente dimenticato della Costituzione) ci ha ficcati in una guerra che abbiamo perso in partenza.
Senza nemmeno capire cosa stava facendo, ha distrutto in un attimo una delle più importanti posizioni di politica estera ottenute dall'Italia nel dopoguerra. L'amicizia con la Libia - costruita in quarant'anni a partire da Enrico Mattei - è sempre stata indigesta ai nostri alleati, ma ci dava una fonte energetica fondamentale (senza neppure il cruccio morale di dover derubare le popolazioni - viste le royalties). Poiché l'energia - che ci piaccia o no - ci servirà ancora, perdere il legame preferenziale con la Libia ci costerà assai salato. Forse Berlusconi pensa che - tenendoci un paio di inverni al freddo - diventeremo più favorevoli al nucleare e a bruciare di tutto?

La guerra non potrà essere vinta sul campo dai "ribelli" e Gheddafi non se ne andrà perché il suo popolo lo sostiene (se così non fosse, sarebbe già caduto), forse solo la sua morte per mano di qualche bomba potrà destabilizzare il paese, ma neppure questo è certo perchè non è detto che i libici si lascino ingannare tanto facilmente e tanto docilmente. Il passo successivo sarà dunque l'intervento di terra in appoggio ai "ribelli" - ma come lo si potrà giustificare non tanto giuridicamente quanto per le prevedibili vittime? Forse un attentato terroristico farà il gioco dell'Occidente. Forse - per ora - ci si accontenterà di mettere le mani sulla Cirenaica e i suoi giacimenti in attesa di completare l'opera con un "Day after che si aprirà sulle rovine di un paese e sul cadavere del suo leader cannibalizzati sulla tavola della globalizzazione imperialista che vedrà beni comuni un tempo assicurati a sei milioni di cittadini e due milioni di immigrati, come carburanti, acqua, luce, istruzione, salute, casa, contadini e studenti esentasse, magari anche dignità nazionale e protagonismo sociale, trasformati in beni comuni di Total, Boeing, Shell, BP, Halliburton, Monsanto, Veolia-Suez (vedi Iraq)" (Fonte).

Forse, forse, forse .... solo una cosa è chiara: le cose non stanno così come ce le raccontano.


E adesso per la strada la gente come un fiume
il Terzo Reparto Celere controlla.
"Non c'è nessun motivo di essere nervosi"
mi dicono agitando i loro sfollagente,
e io dico "non può essere vero"
e loro dicono "non è più vero niente!".

(F. de Gregori Cercando un altro Egitto)



P.S. questo post nasce da molti giorni di letture e ricerche e ne offre la sintesi ad oggi; occorre quindi risalire alle fonti che ho elencato nei vari link per capire e approfondire.