mercoledì 31 dicembre 2008

Auguri per il nuovo anno


Voglio fare gli auguri a tutti e salutare il nuovo anno con queste parole:

I posteri lasciamoli da parte.
Se io volessi dedicarmi ai posteri,
allo spasso dei vivi chi ci pensa?
Ma lo pretendono, e vanno accontentati.
Un bravo giovanotto vivo e vegeto
non mi sembra, direi, da buttar via.
Chi sa comunicare affabilmente
non si adombra agli umori della gente;
si augura di avere un folto pubblico,
per essere più certo di commuoverlo.
Animo, dunque, e date il vostro meglio:
fiato alla fantasia, con tutto il coro,
intelletto e ragione, passione e sentimento,
e che, badate bene! non manchi la follia!


E allora queste forze rigogliose
usatele, e trattate la poesia
come le avventure dell'amore.
Senti qualcosa in un fortuito incontro,
ci stai, a poco a poco sei avvinto;
la gioia aumenta, poi cominci a litigare,
dopo l'estasi arrivano i dolori:
prima che te ne accorgi, è già un romanzo.
È lo spettacolo che fa per noi!
La vita umana va presa a piene mani!
Tutti la vivono, non molti la conoscono,
dovunque la rigiri è interessante.

Poca chiarezza in quadri variopinti,
molte illusioni e un pizzico di vero
è la ricetta giusta per un tonico
che rianima tutti edificandoli.
Ed ecco come a una rivelazione
la gioventù più bella accorrere alla recita,
ecco le anime più delicate suggere
dal dramma un nutrimento malinconico,
ecco toccata questa e quella corda,
e ognuno vede quel che porta in cuore.
Son pronti ancora al riso come al pianto,
adorano lo slancio, l'apparenza li appaga;
se l'uomo fatto è sempre incontentabile,
chi si viene formando non sarà mai ingrato.



La gioventù ti occorre certo, amico,
se il nemico t'incalza alla battaglia,
oppure se incantevoli ragazze
ti si gettano al collo con violenza,
se da lontano il lauro della corsa
ammicca da una meta poco agevole,
se dopo i vortici di sfrenate danze
si annegano le notti in gozzoviglie.
Ma far vibrare le ben note corde
con grazia e con ardore, ed avanzare
indugiando per via, con dolce errare,
verso una meta da se stessi posta,
questo, signori vecchi, è il vostro compito,
per cui non vi facciamo meno onore.
L'età non fa tornare fanciulli, come dicono:
ci ritrova fanciulli come allora.

( Goethe, versi dell'attore comico nel prologo del “Faust” )

martedì 30 dicembre 2008

Auto blu

Riporto questo articolo:

L'Italia continua a detenere il record mondiale per le auto blu.

Dai dati diffusi da Contribuenti.it nel nostro paese girano attualmente 607.918 vetture a carico pubblico. Nel 2005 il numero era di 198.596, a maggio 2007 erano divenute 574.215: negli ultimi due anni sono aumentate del 6%. Si noti che dopo la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, ma non sono mai stati effettuati.

La classifica ci pone primi in vetta, distaccando gli Stati Uniti d'America con 75.000, la Francia con 64.000, il Regno Unito con 55.000, la Germania con 53.000, la Turchia con 52.000, la Spagna con 42.000, il Giappone con 31.000, la Grecia con 30.000 e il Portogallo con 23.000.

L'analisi è stata fatta analizzando il parco auto esistente di proprietà, in leasing o in noleggio di Stato, regioni, province, comuni, municipalità, ASL, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici e società misto pubblico-private, società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Cercando di quantificare la spesa per gli autisti, i rifornimenti e i pedaggi autostradali si stima che la spesa annua arrivi a 18,23 miliardi di €. (Fonti)

Come al solito aggiungo qualche conto: 18,23 miliardi di € per 59,8 milioni di italiani fanno circa 305 € a testa all'anno neonati compresi.
La mia famiglia di 5 persone contribuisce con 1524 € all'anno !

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Per i miei cari studenti ecco come si deve fare il calcolo:

lunedì 29 dicembre 2008

Un allegro playboy di 72 anni

A ben guardare l'allegria ed il naufragio sembrano fatti apposta per un post su berlusconi. Lui infatti è il più allegro di tutti. Mentre i suoi colleghi nel mondo si disperano per risolvere i problemi nati dalla crisi economica, lui ha già trovato una soluzione geniale nella sua semplicità: mantenere il proprio tenore di vita continuando a spendere come prima e più di prima, approfittando anche delle occasioni date dalle vacanze di Natale. Ce lo ha detto e ripetuto e poi, già da ieri, si gode il meritato riposo nella sua villa in Sardegna.

Che la crisi economica non esista lo si capisce anche dal fatto che il primo impegno del consiglio dei ministri nel nuovo anno sarà la riforma della giustizia e la regolamentazione delle intercettazioni telefoniche. D'altra parte si vede che queste sono le priorità degli italiani che, nonostante tutto, pare lo apprezzino ancora.

Guardando la televisione poi, si sente parlare solo di regali, viaggi, cenoni, crociere, film di Natale, centri benessere; chissà perché, ma gli unici ad avere problemi economici sembrano essere gli inglesi. L'orchestra sta suonando sul ponte della nave che affonda ma sulle scialuppe non c'è più posto perchè sono tutte occupate dal capitano e dal suo equipaggio.

Intanto il mondo ci guarda con disgusto. L'articolo del "The Guardian" su berlusconi e il G8 merita di essere letto. Qui nel seguito una mia traduzione.

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Non è il momento per berlusconi di presiedere il G8

Il settantaduenne playboy del mondo occidentale è riuscito nell'impresa di salvare David Beckham dall'oscurità di Los Angeles con un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, AC Milan, garantendogli così più lucrative sponsorizzazioni e apparizioni in molti dei canali televisivi gestiti dal suo impero: Mediaset. Compiuta questa missione, caparbiamente, è passato a quella di salvare prima l'Italia e poi il pianeta.

Il 1 ° gennaio sarà presidente del G8 e, con un delirio di grandezza mozzafiato, è già occupato di organizzare un vertice tra Barack Obama e la Russia di Dmitri Medvedev.

Entro il mese di marzo, quando l'economia europea rischia di essere in fusione, si prevede un vertice dei G14 sulla "dimensione umana" della crisi finanziaria.

Presumibilmente, si tratta di un linguaggio diplomatico con cui indicare l'indebitamento crescente delle famiglie, la povertà, la disoccupazione, la disperazione e tutte quelle tipiche conseguenze di uno squallido inverno passato in quella che, potenzialmente, sarà la peggiore recessione a partire dalla seconda guerra mondiale. Questo accadrà soprattutto nel suo paese, che è stato in recessione per due trimestri, in cui sta arrivando un fortissimo aumento della disoccupazione, che vede la Fiat cercare un partner per riuscire a salvarsi e che, senza l'euro e la Banca Centrale Europea che egli disprezza, sarebbe già alla bancarotta.

Berlusconi, la cui ricchezza è di circa 10 miliardi di dollari è l'architetto di una serie di riforme giudiziarie per permettere a se stesso l'immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama "abbronzato" e un alto deputato tedesco " kapo' ".

Il suo contributo al programma di risanamento economico dell'UE consiste in tagli fiscali per i suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e una riduzione delle sanzioni per gli evasori fiscali. Il pacchetto è così ridicolo che la maggior parte degli analisti ritiene che potrebbe anche portare a una stretta fiscale.

Ora il 72enne playboy del mondo occidentale vuole essere eletto Presidente della Repubblica dopo il 2013. Presumibilmente per la vita (in stile Mugabe) e con l'immunità perpetua da procedimenti giudiziari (in stile Chirac).

Questa, in tutta serietà, è la persona che presiederà il G8 il prossimo anno, quando per l'economia di tutto il mondo vi sarà probabilmente un bagno di sangue.

E' il momento di porre fine a questa stupida procedura (la presidenza a rotazione) e scegliere un presidente di vera statura e con la visione adatta a guidare questo organismo per il lungo viaggio.

E' già abbastanza brutto che l'"eurotossico" presidente Cecoslovacco Vaclav Klaus, diventi titolare dell'Unione Europea il prossimo primo gennaio.

....

Sarkozy o Tony Blair. Chiunque, ma non l'inadatto berlusconi, l'indiscusso presidente di Tangentopoli 2, di quel paese della corruzione che l'Italia è diventata ancora una volta.

sabato 27 dicembre 2008

Rincoglioniti? no grazie

Quando scrissi il post "rincoglioniti? no grazie"? non avevo trovato quasi nulla di quell'esperienza su internet e credevo che se ne fossero perse le tracce, ma così non è. Oggi, quasi per caso, da una telefonata di auguri con un mio professore dell'università è bastata una parola "colpoling" ed una ricerca con google per veder riemergere quello che è stato anche il mio passato (Pisa 1978).







Cliccare sulle foto per ingrandirle (portavo allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà ...)

venerdì 26 dicembre 2008

Voci dalla crisi

Anche se è la vigilia di Natale il supermercato non sembra così frenetico, sto spingendo il carrello carico di figlie per i corridoi, quando da sotto una scala mobile spunta un signore arzillo con le guance rosse che, come la strega di Biancaneve, mi offre, invece della mela, una fetta di salame. Con orgoglio mi parla della sua azienda certificata, che ha messo su pensando ai figli. Ora ha due operai che paga 1200 euro e due figli che "non sanno usare il coltello ! ". Però sono laureati, sono ingegneri informatici e lavoravano lontano da casa per 1100 euro al mese; oggi stanno in mezzo ad una strada perchè la loro azienda ha chiuso e ora con la laurea "ci si lome puliscie lu cule ! ".
Cosa potevo dirgli? Ho comprato un chilo di salame per rimettere in moto l'economia, gli ho fatto gli auguri e me ne sono andato.

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale a tutti

L'angolo del cuoco

Charlotte al pandoro

Ingredienti per 8/10 persone (uno stampo da 1 litro)
  • 500g di mascarpone (300 per il ripieno e 200 per la crema)
  • 3 uova fresche
  • 30 g cioccolato al latte (una tavoletta da 100g di ottimo cioccolato al latte)
  • 30 g nocciole sgusciate e tostate intere + 30 g per la decorazione (confezione da 400g al conad - non usare la granella pronta)
  • 200 ml di panna da montare (di latte, non vegetale!) - aggiungere altri 200ml se la si vuole usare anche per decorare.
  • 150g di pandoro
  • 200g di savoiardi (confezione di 400g di savoiardi conad - contenente 4 bustine da 100g)
  • 100g zucchero
  • Zucchero, zucchero a velo e caffè q.b.

Tempo di preparazione: 1 ora

Bagna al caffè: Un’ora o due prima di cominciare preparare la bagna. Mettere sul fuoco ½ litro di acqua con 50g di zucchero e portare ad ebollizione. Preparare una moka da tre tazze di caffè. Non appena l’acqua bolle aggiungere il caffè amaro, mescolare, togliere dal fuoco e mettere a raffreddare. ½ litro di bagna non verrà usato tutto ma serve per poter agevolmente immergere i savoiardi.

Panna montata: la panna deve stare in frigo ed il pentolino metallico in cui la si monta deve essere preso dal congelatore. Prendere il pentolino, versarvi la panna e sbattere col lo sbattitore elettrico (fruste) fino a che non è completamente montata, aggiungere quindi zucchero a velo e amalgamarlo rapidamente con le fruste. Assaggiare per verificare, aggiungere altro zucchero se è il caso ed alla fine rimettere il pentolino con la panna in frigo.

Tritare le grossolanamente 30g di nocciole : usare le mani ed eventualmente aiutarsi con un coltello o qualcosa di duro. Non tritarle elettricamente e non ridurle in farina, i pezzetti si devono sentire sotto i denti.
Fare a scaglie i 30g di tavoletta di cioccolato con un coltello, anche in questo caso i pezzetti si devono sentire.
Fare piccoli dadini di pandoro, i più piccoli che si riesce a fare, non importa se si sbriciola.

Ripieno: mescolare 300g di mascarpone (preso dal frigo) con i 30g di nocciole, i 30g di cioccolata, i 150g di pandoro, 100 g di zucchero ed un uovo intero.
Incorporare la panna e mettere in frigo.

Prendere uno stampo o una pirofila da 1 litro e foderarla con i savoiardi passati nella bagna. La bagnatura deve essere rapidissima: praticamente immergere il biscotto e subito estrarlo.
Per uno stampo di queste dimensioni non fare lo strato intermedio di savoiardi, limitarsi a riempirlo con il ripieno e chiudere con uno strato di savoiardi per la base.
Se i savoiardi sporgono dallo stampo, metterci sopra un piatto che li deformi in modo che, rovesciando lo stampo, si pieghino più facilmente a fiore. Mettere comunque un piattino per fare un po’ di pressione. Coprire il tutto con la pellicola e mettere in frigo per almeno 6 ore.





Crema zabaione: prima di servire preparare la crema (può rimanere in frigo anche un paio di giorni ma cambia rapidamente colore e fa la pellicina, per cui prepararla al massimo qualche ora prima) mettere in una ciotola due tuorli d’uovo e 2 cucchiai rasi di zucchero, montarli con lo sbattitore elettrico fino a sciogliere completamente lo zucchero. Aggiungere 2 etti di mascarpone ed incorporarli con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere una crema fluida. Mettere in frigo ed usare per guarnire o per accompagnare la charlotte.

Decorazione: oltre alla crema allo zabaione, si possono usare le mandorle intere, pezzi di cioccolato, zucchero a velo, panna montata, cioccolato in polvere, una tazzina di caffè appena fatto (con la tazzina) ecc. ecc. Per una versione più “leggera” usare panna montata al posto della crema allo zabaione.

martedì 23 dicembre 2008

Un Natale di 24 anni fa

Domenica 23 dicembre 1984, mancavano due giorni a Natale. Il rapido 904 Napoli-Milano era pieno di viaggiatori che ritornavano a casa o andavano in visita a parenti per le festività.

Il treno intorno alle 19.08 fu colpito da un'esplosione violentissima, a circa 8 chilometri all'interno del tunnel della Grande Galleria dell'Appennino (18 km), in località Vernio, dove la ferrovia procede diritta e la velocità supera i 150 km/h. La detonazione fu causata da una carica di esplosivo radiocomandata, posta su una griglia portabagagli del corridoio della 9a carrozza di II classe, a centro convoglio: l'ordigno era stato collocato sul treno durante la sosta alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella.

Gli attentatori attesero che il veicolo penetrasse nel tunnel, per massimizzare l'effetto della detonazione: lo scoppio, avvenuto a quasi metà della galleria, provocò un violento spostamento d'aria che frantumò tutti i finestrini e le porte. L'esplosione causò 15 morti e 267 feriti. In seguito, i morti sarebbero saliti a 17 per le conseguenze dei traumi.

Gli assassini probabilmente contavano sul deragliamento del treno in galleria, ma questo non accadde. Venne invece attivato il freno di emergenza, e il treno si fermò a circa 8 chilometri dall'ingresso sud e 10 da quello nord. I passeggeri erano terrorizzati, al buio si affiancava il freddo dell'inverno appenninico. Il controllore Gian Claudio Bianconcini, al suo ultimo viaggio in servizio, anche se ferito chiamò i soccorsi da un telefono di servizio presente in galleria.

I soccorsi ebbero difficoltà ad arrivare, dato che l'esplosione aveva danneggiato la linea elettrica e parte della tratta era isolata, inoltre il fumo dell'esplosione bloccava l'accesso dall'ingresso sud dove si erano concentrati inizialmente i soccorsi, per cui ci impiegarono oltre un'ora e mezza. I primi veicoli di servizio arrivarono tra le venti e trenta e le ventuno: non sapevano cosa fosse successo, non avevano un contatto radio con il veicolo fermo e non disponevano di un ponte radio con le centrali operative periferiche o quella di Bologna.

Venne impiegata una locomotiva diesel-elettrica, guidata a vista nel tunnel, che fu per prima cosa usata per agganciare le carrozze di testa rimaste intatte, su cui furono caricati i feriti. Un solo dottore era stato assegnato alla spedizione.

Con l'aiuto della macchina di soccorso i feriti vennero portati a San Benedetto Val di Sambro, seguiti subito dopo dagli altri passeggeri. L'uso della motrice diesel però rese l'aria del tunnel irrespirabile, per cui servirono bombole di ossigeno per i passeggeri in attesa di soccorsi.

Nonostante le difficoltà le forze dell'ordine e i soccorritori mostrarono grande abilità ed organizzazione a cui si aggiunse anche una certa fortuna: cominciò a nevicare solo dopo la conclusione delle operazioni di trasporto, e il vento soffiò i fumi dell'esplosione verso sud, rendendo possibile l'accesso dal lato bolognese da cui arrivavano i soccorsi. Le attrezzature dei vigili del fuoco prevedevano solo bombole con mezz'ora di autonomia, che altrimenti sarebbero state insufficienti. Fonte wikipedia



L'Associazione delle vittime continua a chiedere ancora oggi che venga fatta luce sui mandanti.

Il nostro paese poggia anche su questo sangue ma pare che nessuno se ne ricordi.

Anche qui tra le vittime c'erano dei bambini, tra cui Federica 12 anni:

Federica dagli occhi di mare
che lascia il suo porto
e ha voglia di andare.
Federica che come un gabbiano
attraversa il suo mare
diretta a Milano;
prende un treno che è pieno di gente
che si sposta per fare Natale;
mille storie di cui non sa niente
di gente già stanca che scende e che sale.
Lei però coi suoi dodici anni
sa che vuole andare a vedere
come è fatta la neve
e perché può dal cielo cadere.
………………………………
Federica dagli occhi di mare
Che vede stazioni veloci passare;
suona a Roma una vecchia zampogna
poi viene Firenze ,si va per Bologna.
Come sale veloce quel treno che si tuffa nelle gallerie,
come fanno i delfini nei giorni d’agosto
seguendo chissà quali vie.
Ma di colpo è un mare di fuoco,
la tempesta si schianta d’intorno.
Il biglietto era solo d’andata e non c’è ritorno.
……………………………………
Federica dagli occhi di mare,
su quella montagna ti han fatto fermare;
hanno rotto le ali al gabbiano
e tu non hai visto la neve a Milano.

lunedì 22 dicembre 2008

L'esistenza di Babbo Natale

Esiste Babbo Natale?

Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni.

Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest.

Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. riempire le calze (anche se questo dovrebbe farlo la befana...);
5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
7. risalire dal camino;
8. saltare sulla slitta;
9. decollare per la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.

Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, ossia 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h.

Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).

Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000.

Questo porta il peso, senza contare Babbo Natale e la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.

Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. La coppia di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo la seconda coppia di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche.

L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

CONCLUSIONE : Babbo Natale, se esisteva, ora è morto.


domenica 21 dicembre 2008

Povero Abruzzo, il fango avanza

..... Megalò, ai piedi di Chieti, va oltre l'immaginazione. Enorme, lussuoso, con commesse-veline e guardiani in completo scuro. È il più grande dell'Italia centrale. Una luccicante astronave del consumo dove si celebra la fine della cultura appenninica. Ma lo stupefacente è dove l'hanno costruito: nel mezzo di uno spazio già inondato da metri d'acqua nel '92. Il fiume ribolle, a soli cento metri. Chiedo se non c'è rischio e mi spiegano di no. C'è l'argine appena fatto, alto undici metri sul letto del Pescara.

Vado a vedere. Una scarpata di pietra ha ingabbiato la corrente e la golena superstite è stata attrezzata con parcheggi, lastroni in cemento e sentieri in ghiaia. Il tutto decorato con alberelli (stitici), un laghetto (vuoto), qualche panchina (già distrutta dai vandali) e pannelli (illeggibili) a gloria di transumanze morte e sepolte. Intorno, piloni e scavalco di superstrade. Persone: zero. Fango: ovunque. Un cartello corona il degrado.

C'è scritto: "Parco fluviale". Anzi, "Parco di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio". Meno male. Non occorre sapere molto di fiumi per capire che quel tipo d'argine è un acceleratore che toglie ogni freno all'acqua in picchiata su Pescara. L'area è bassa, una di quelle tipiche "casse di espansione" dove in caso di piena si lascia che il fiume dilaghi per non impazzire a valle. Non ci posso credere. Cerco nel sito della regione Abruzzo. C'è una mappa del fiume Pescara al 25 mila, con le zone a massimo rischio di esondazione (R4) segnate in blu. Megalò sorge su una di queste. Un posto inedificabile, dove i terreni non costano niente. Forse è per questo che lo chiamano Regalò. Possibile che abbiano dato una concessione edilizia in un posto simile? Dopo la tragedia di Sarno la legge lo vieta. Invece sì, l'hanno data. Prima con i timbri della regione di centrodestra, poi - due anni fa - con l'inaugurazione in pompa magna del centrosinistra, Del Turco in prima fila. Continuità perfetta.
.....

C'è il Pescara che ribolle, gonfio di limo smosso dai bulldozer, picchia come un golem sulle porte della città. Pare la vigilia dell'alluvione del '92, quando spinse in mare 300 pescherecci e decine di automobili, dopo aver sfondato gli sbarramenti di alberi accumulati. Nel 1888, quando si scatenò il peggio, l'acqua superò i tetti delle case portandosi via la gente che s'era arrampicata lassù.
.....

Povero Abruzzo, il fango avanza e l'ultimo scandalo è solo una conferma del tramonto di un'isola felice. Da tempo mafia e camorra hanno messo le mani sul territorio, col business dell'edilizia e dei rifiuti. C'è l'affarone dell'acqua da imbottigliare per una manciata di euro; e ci sono i "regali" alla grande distribuzione, a spese dei fiumi e della cultura locale.

Il mare non c'è più, le dune sono sparite, i veleni avanzano, il fiume è diventato una belva selvaggia, ma pochi protestano. Gli abruzzesi sono abituati a tacere da secoli. La loro è una "regione camomilla", utilmente nascosta in una zona d'ombra dei media. Il dossier di un'azienda multinazionale la descrive così: "facilità di penetrazione, costi d'insediamento minimi, zero conflittualità sociale". Soprattutto, "poche obiezioni ecologiche". Sembra il Congo, invece è Italia.

Del Turco li ha emarginati tutti, i rompiscatole ambientalisti. Il direttore del parco del Gran Sasso, quello del parco del Sirente, i consulenti universitari e i dirigenti attenti alle regole. Nelle liste elettorali il Pd ha completato l'opera, con i risultati che si vedono. Ora, la melma degli ultimi arresti. Piove governo ladro, dicono gli italiani. Forse non è mai stato così vero come da queste parti.


Leggi tutto: "Fango, veleni e colate di cemento così muore il fiume di D'Annunzio" su Repubblica.it

Qui trovate la Carta delle Aree a Rischio

sabato 20 dicembre 2008

Ridiamoci su ...

Appello di Veltroni: "Mi servono più poteri".

Si vede che l'invisibilità non gli basta.

venerdì 19 dicembre 2008

PD: cronaca di una morte annunciata



Che brutta fine sta facendo il PD.
Nel dibattito di oggi ho trovato solo questa voce che mi piace perchè ha ancora contatto con la realtà:

Sentite, la butto lì così, domani alla Direzione ci penso meglio. Ma se si facesse una grande adunata dal basso del Pd? Se ci fossero i democratici autoconvocati con una bella lista di obiettivi e di richieste minime, di quelle che se non ci date retta sul serio (sul serio) vi salutiamo? Mica per cambiare il leader, in questo momento non mi sembra l'aspetto prioritario, ma per mandare via i delfini mai votati da nessuno e i bracci destri e i cacicchi e i "giovani" del "rinnovamento" e i cinici e i pizzinari e gli analfabeti? Salvando quel che c'è da salvare ma il resto fuori, basta, non se ne può più? Non sarebbe bene farlo partire 'sto terremoto? Insomma, il pd siamo noi, di là le tessere di qua i voti. Semplice, brutale, poco "complesso e articolato", lo so. Ma anche la realtà si sta facendo semplice e brutale. Siamo in caduta libera, sveglia! O vogliamo fare la fine di Alitalia? Dal blog di Nando dalla Chiesa

A chi ancora ci crede vorrei fare un augurio di pronta guarigione ma temo di dover solo sperare che l'agonia sia breve.

giovedì 18 dicembre 2008

Siamo davvero delle merdaccie

Nel corso della campagna elettorale il premier berlusconi aveva personalmente dato il suo no alla realizzazione del centro oli. Mancavano tre giorni al voto e i sondaggi lo avevano così consigliato.
Incassata la vittoria, gli abruzzesi tornano ad essere delle merdaccie:

Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e le nuove trivellazioni. (fonte)

Ora, se chiodi non è un fantoccio dovrebbe prendere posizione contro berlusconi. Si accettano scommesse.


Leggi il commento di Maria Rita d'Orsogna

Lotta di classe

La class-action è la la possibilità di fare causa collettivamente, nell'interesse di interi gruppi di danneggiati, con evidente risparmio di costi. Ad esempio: da solo non faccio causa a una multinazionale per un frullatore che non è rotto ma che è progettato male e non funziona come dovrebbe. Oppure, di fronte al crac Parmalat, se voglio ottenere un risarcimento da una banca che mi ha venduto coscientemente spazzatura, devo fare causa; probabilmente la vincerò ma se un altro vorrà fare lo stesso dovrà ricominciare da capo.

I paesi civili hanno la class-action, America in testa. Da noi invece:

Il Consiglio dei ministri ha fatto slittare di altri sei mesi l'entrata in vigore della class action. La class action all'italiana, introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi sarebbe dovuta partire inizialmente a giugno di quest'anno ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto normativo, fortemente contestato da Confindustria (anche i consumatori l'avrebbero voluta più incisiva, ma nessuno li ha considerati), poi questa nuova dilazione.

Il secondo rinvio, che prelude alla presentazione di un emendamento del governo a un disegno di legge in corso d'esame in Parlamento. La proposta di emendamento a cui lavora il governo, secondo quanto emerso nei giorni scorsi, prevede che la class action possa essere attivata per illeciti compiuti a partire dal luglio 2008, quindi con un parziale effetto retroattivo di un anno. Resterebbero esclusi i processi per i crac Cirio e Parmalat. (fonte)


Volete un piccolo consiglio, fate come me: quando andate a comprare cercate di non comprare i prodotti della pubblicità! Si risparmia e con un pò di organizzazione, si mangia e si vive assai meglio.

mercoledì 17 dicembre 2008

Questioni immorali

Eluana: Sacconi non si dà per vinto, e aprendo uno scontro senza precedenti con l'ordine giudiziario ha ribadito che andrà dritto per la sua strada, ovvero quella di sanzionare duramente la clinica di Udine in caso di applicazione dell'ordinanza confermata dalla Cassazione. (fonte)

Pillola abortiva, appello per il no da Formigoni, Ferrara e Scaraffia. (fonte)

Potrei usare parole ricercate, ma sono stanco e dico semplicemente che questi sono delle merde, solo delle merde.

Qui c'è il mio pensiero per il padre di Eluana

Però un piccolo approfondimento lo voglio fare: un salto su wikipedia ed in trenta secondi scopro che:

Negli anni Settanta e Ottanta Maurizio Sacconi militava nel PSI, con il quale è stato deputato. Terminata l'epoca del Garofano, aderisce a Forza Italia. (nulla di strano)

Dall'8 maggio 2008 ricopre l'incarico di Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Sposato con Enrica Giorgetti, laureata in giurisprudenza, tra le altre cose ex direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade SpA, ex direttore dell'Area strategica impresa e territorio di Confindustria e dal 2005 direttore generale di Farmindustria (l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche).

Il Ministro della Salute (che decide sui farmaci) è sposato con il direttore generale di Farmindustria !


La nomina di Sacconi a ministro della salute è stata criticata all'estero dalla rivista Nature come un possibile conflitto di interessi. (all'estero si lamentano ed io lo vengo a sapere solo ora, per caso)

Se qualcuno ha ancora voglia di ridere ecco una storia tratta da www.stefanodisegni.it



martedì 16 dicembre 2008

Questione morale




Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
È quello che io penso.

Per quale motivo?
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d'infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità?

Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità.

Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.

E passiamo al terzo punto di diversità. Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell'economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l'iniziativa individuale sia insostituibile, che l'impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche -e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC- non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell'attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione.

Enrico Berlinguer - Scalfari, Repubblica, 1981 - Articolo completo

domenica 14 dicembre 2008

Elezioni in Abruzzo "dai che ce la facemo"

Anche Beppe Grillo dice " Io tifo Carlo Costantini, passate parola! "

Questo è l'ultimo video elettorale di Carlo Costantini:



Se volete un consiglio: ascoltatelo e andate a votare (un treno del genere chissà se ripasserà).

sabato 13 dicembre 2008

Elezioni in Abruzzo "dai che ce la facemo"

Daniele Martinelli oggi ha scritto un articolo sulle elezioni in Abruzzo che consiglio di leggere, in cui tra l'altro dice:

"L’elezione a presidente dell’Abruzzo di Carlo Costantini segnerebbe una pietra miliare nella svolta della politica italiana. L’inedita guida di un dipietrista alla giunta di una regione, mantenendo le promesse, potrebbe indebolire fortemente la credibilità del governo nazionale attuale."

Interessante è anche questo video:



e il sito del suo autore

Su youtube, un video tira l'altro ed ho trovato anche questo:

venerdì 12 dicembre 2008

La politica dei rifiuti

Perchè invece di guardare alla Campania non guardiamo in casa nostra?

Cominciamo col ricordare questa notizia:

Il bacino di utenza della città di Pescara (400.000 persone) ha bevuto per anni "acqua non idonea per il consumo umano". Come certificato dall'Istituto Superiore di Sanità ma questo si è saputo solo a seguito delle denunce di WWF e Abruzzo social forum, perchè le autorità di controllo prima non avevano visto e poi avevano negato.
Vedi: articolo e approfondimento

E saltiamone tante altre per arrivare all'ultima:

L'operazione "Quattro mani" ha sgominato una organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti con base in Abruzzo e diramazione in diverse regioni d'Italia.
L'indagine durata quasi due anni, ha svelato un imponente traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi, che venivano smaltiti illecitamente in discariche nazionali compiacenti, con la sistematica cooperazione di trasportatori, impianti di gestione di rifiuti, intermediari, laboratori analitici e produttori.

I responsabili del traffico illecito, attraverso il simulato trattamento chimico-fisico dei rifiuti e la sistematica falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni, hanno illecitamente smaltito ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi caratterizzati dalla presenza di inquinanti nocivi per l'ambiente e la salute umana.

Fulcro delle attività illecite, presso cui confluivano dall’intero territorio nazionale centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e non, era un impianto di trattamento rifiuti operante nella zona industriale di Chieti Scalo, regolarmente autorizzato dalla Regione Abruzzo.

La tipologia dei rifiuti era la più varia: dalle vernici ai solventi, ai rifiuti fangosi della raffinazione petrolifera, ai rifiuti solidi da fumi industriali, alle terre, alle rocce e alle ceneri con sostanze pericolose o i fanghi delle acque reflue industriali.
Lungo anche l'elenco delle sostanze tossiche, nocive, irritanti, cancerogene e mutagene, molto pericolose le miscelazioni incontrollate che potevano generare gas tossici potenzialmente tossici anche se solo inalati.
Le analisi effettuate nei laboratori hanno identificato: cadmio, piombo, rame, mercurio, antimonio, zinco, cloruri, cianuri, fenoli, idrocarburi, trielina, solventi alogenati, isocianati, Pcb e sostanze fitofarmaceutiche, diossina.

Il meccanismo truffaldino consisteva nell'acquisire rifiuti pericolosi, in particolare dalla Sicilia e dal Petrolchimico di Gela, oltre che dalla provincia di Siracusa, nell'impianto Seab di Chieti scalo regolarmente autorizzato.
Qui i rifiuti dovevano essere trattati per renderli inerti e poi smaltirli regolarmente. Il che non avveniva: i rifiuti rimanevano pericolosi e viaggiavano verso le discariche (anche abruzzesi) o gli inceneritori con certificati compiacenti.

Durante le indagini sono stati messi sotto controllo: l’impianto di gestione rifiuti - trattamento – di Chieti; 3 ditte di trasporto rifiuti, operanti in Campania, Toscana ed Abruzzo; 3 laboratori analitici ubicati in Abruzzo e Puglia; 6 impianti di smaltimento in Puglia, Toscana e Abruzzo; 5 inceneritori ubicati in Italia ed in Germania.

I quantitativi smaltiti in due anni sono pari a 150 mila tonnellate, per un guadagno illecito stimato di circa 3 milioni di euro.

Vedi articolo e articolo

Alcune riflessioni:

Anche questa indagine si è basata sulle intercettazioni telefoniche che per questo tipo di reati NON saranno più permesse!

Oggi i vertici (e non solo) degli organismi di controllo e dei vari enti e consorzi che si occupano di rifiuti ed ambiente sono scelti dalla politica in base ad amicizie o a pacchetti di voti. Questo vuol dire che, nel migliore dei casi, abbiamo amministratori incapaci pronti a firmare qualunque cosa gli mettano davanti. E' però assai più probabile che chi ha una statura morale tale da prendere un lauto stipendio dai suoi concittadini senza meritarselo, prenda decisioni basandosi soltanto sugli effetti che esse possono avere sul proprio portafoglio (per tali persone l'etica non esiste e la legge neppure poichè l'impunità è ormai la regola).

Molte persone che bevono, respirano, mangiano questi rifiuti moriranno prima di quando la natura da sola aveva previsto. Un accorciamento statistico della durata della vita non sembra omicidio, ma lo è. Se penso che morirò prima io mi arrabbio, e voi?

In Campania i rifiuti tossici, mescolati al compost, sono stati sparsi sui campi e da lì continuano a risalire la catena alimentare passando prima nell'erba mangiata dalle mucche o direttamente negli ortaggi e da lì sulla nostra tavola per fissarsi alla fine nei nostri corpi e in quelli dei nostri figli dove rimangono come una bomba tempo. In Abruzzo come possiamo sapere cosa contiene il compost che è stato sparso e che viene sparso sui campi, chi sono i controllori, come agiscono, dove sono le informazioni, le certificazioni, le analisi?

giovedì 11 dicembre 2008

2000 volte grazie


Ottantadue giorni fa ho cominciato a scrivere questo blog. Ha preso forma in un pomeriggio, quasi per gioco, l'avevo pensato un po' come un diario, un po' come un archivio.
Era un blog e come tale aperto a tutti, ho quindi avvertito qualche persona ma sempre col timore di metterla in imbarazzo.


Non lo avrei mai detto, ma oggi ci sono in media 25 persone al giorno che mi leggono, ho cominciato a ricevere commenti, e-mail anche dall'estero e ho superato la quota di 2000 contatti.


Sono contento, non credevo che sarebbe successo ed ora la cosa mi ha così preso che ieri ho addirittura cominciato a pubblicizzare l'indirizzo del blog (e oggi infatti ho accessi sopra la media).


Sono contento anche perché alcuni dei miei ragazzi mi leggono regolarmente.


Una altra cosa bella è che, da quando scrivo, ho le idee molto più chiare; prima mi informavo su tutto, leggevo tantissimi pareri, ma le idee rimanevano in testa appena abbozzate, la gran quantità di informazioni e la fretta nel consumarle facevano sì che dopo qualche ora non ero in grado di organizzare un pensiero, di riferire dei dati, a ben guardare avevo in testa solo una gran confusione. Ora che so di essere letto, devo invece informarmi e pensare molto bene prima di scrivere qualcosa e poi devo sintetizzare, rifinire, cercare di eliminare le ambiguità del testo scritto, anticipare le critiche. Mentre prima cercavo qualcuno che pensasse per me, prendendo le idee altrui come merci di consumo da uno scaffale, ora ho ripreso a pensare con la mia testa.


Per ora vi ringrazio tutti, sperando di incontrarci anche nel mondo reale.

Uan men uan ippì

Il ministro dell'Interno roberto maroni, durante l'informativa alla Camera sull'arresto dei due presunti terroristi marocchini, ha detto che per contrastare il terrorismo che si serve di internet è necessario «il controllo sui dati di tracciamento delle comunicazioni telematiche. Stiamo lavorando con i gestori per la realizzazione del numero 'ip' unico per ogni utente della rete, in modo da evitare il rischio di cancellazione e di impossibilità di utilizzo per diversi mesi» (fonte).
Poche parole che sono un capolavoro di ignoranza:

"Numero IP": è un indirizzo, non un numero di telefono, un codice fiscale o una targa ed è usato per l'instradamento, non per l'identificazione.
"Un IP per ogni utente": l'indirizzo IP è usato dalle attrezzature informatiche (non solo PC, ma anche telefonini, decoder, webcam ecc.) e gli utenti sono esseri umani! Forse ci vogliono mettere un router senza fili (spero) su per il c.... E poi come farò io che ho tre PC e due telefonini ad avere un identificativo unico?
Supponendo poi che volesse intendere un IP statico, chi glielo spiega che gli attuali indirizzi IP non bastano per tutti. Per questo motivo se oggi vuoi un indirizzo statico lo devi pagare, altrimenti usi gli indirizzi dinamici associati a NAT, DHCP ed altre amenità del genere.
Tra l'altro, già oggi si può sapere da quale macchina è partita una comunicazione indipendentemente dal tipo di indirizzo IP, è infatti così che vengono scoperti i reati informatici o, ad esempio, i pedofili.
Poi, a ben vedere, se ci interessano i terroristi, dovremmo preoccuparci di tutti gli utenti (come li chiama lui) del mondo. Già mi immagino maroni e berlusconi a braccetto nella campagna mondiale:
uan men uan ippì
no ippì no parti

"Stiamo lavorando con i gestori
": anche qui è facile immaginare i gestori di Internet (ISP) che si scambiano messaggi cifrati con la frase "diciamogli sempre di si".


Però, se mi regalassero un bell'indirizzo IP statico, anche senza essere un genio dell'informatica potrei farci tante cose utili, ad esempio cominciare a telefonare gratis, magari usando un bel sistema di cifratura. Quanti scherzetti si potrebbero poi fare, anche senza essere terroristi, usando lo spoofing ...

Basta con la tecnica e facciamo alcune considerazioni:

Internet fa paura a chi ci governa: berlusconi vorrebbe una regolamentazione internazionale della Rete, e sta pensando di fare in modo che, almeno in Italia, ci sia sempre qualcuno al corrente di tutte le nostre attività online. Dietro a questo pensiero demenziale non c'è la lotta al terrorismo, ma la schedatura dei navigatori.

Niente intercettazioni sulle loro telefonate ma un totale controllo su quanto noi facciamo in Internet!

Chi ci governa non capisce niente di tecnologia, ma parla ...
Tra l'altro maroni è lo stesso che "scarica illegalmente musica da internet" (fonte). Altrove nel mondo civile, dopo aver detto stupidaggini del genere, ci si dimette per manifesta inferiorità. Qui cominciano a discutere tra di loro.


Per saperne di più sugli indirizzi IP

Mille grazie ad Adriano per la segnalazione

Perchè voterò Costantini

Una delle cose che meno mi piaceva di mio padre è che non mi ha mai voluto dire le sue opinioni politiche: "il voto è segreto!". Posso anche trovare delle giustificazioni, ma il risultato è che ha portato con se questo segreto. Peccato.

Io invece non ho mai avuto problemi nel rivelare il mio voto. Così come purtroppo devo dire che solo una volta sono stato contento della mia scelta: la prima. Avevo appena compiuto 18 anni e c'erano le elezioni; così io seguivo i comizi per poter prendere una decisione motivata. Ricordo al teatro "Civico" un vecchietto che di fronte a pochissimi ascoltatori parlava con un'energia straordinaria. Decisi subito che lo avrei votato anzi: uscendo lo incrociai per le scale del teatro mentre parlava con un'altra persona e gli volli stringere la mano.
Il mio primo voto andò a Sandro Pertini. Dopo quella volta, però, un disastro continuo!

Questa volta voterò Costantini.

Non credo affatto che sia il salvatore disceso dal cielo, perché non esiste una persona in grado di risolvere i nostri problemi mentre noi ci occupiamo di altro. Credo però che in questo momento, in questa situazione politica e nella nostra regione sia un’occasione insperata per arginare il crollo. Una occasione da prendere al volo, coscienti però che votarlo ha senso soltanto se dopo ci rimboccheremo le maniche e, uniti, finalmente cominceremo ad agire in prima persona.

Alcuni motivi per votarlo sono:

No al petrolio

Voterò Costantini perché Chiodi è stato scelto da Berlusconi e Berlusconi ha deciso che l’Abruzzo deve scomparire nel petrolio (tra le parole e i fatti io guardo i fatti).
Vedi: post1, post2, post3

Costantini si è invece impegnato sui seguenti punti:
  • Adeguamento agli standard europei per la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta porta a porta ed il riciclo.
  • Sviluppo delle energie alternative e blocco dei progetti per la costruzione di inceneritori, centro oli, trivellazioni fondali ed incentivi per la messa a norma di tutti impianti industriali.
  • Difesa delle attuali riserve e parchi naturali e incentivazione alle attività legate alla valorizzazione del territorio.
Internet libera per tutti
Voterò Costantini perché Berlusconi (che ha scelto Chiodi, parla per lui e paga la sua campagna elettorale) ha detto che vuole “regolamentare” Internet e non ha fatto mai nulla per favorirne lo sviluppo, preoccupato come è solo delle televisioni e della loro pubblicità. Vedi post.

Costantini ha invece scritto che:

“ Io credo che la rete sia oggi un diritto, un diritto pieno come la salute, come l'acqua, come l'istruzione. Io credo che in quanto tale internet debba restare libera. Sono convinto che l'accesso alla rete debba essere garantito a tutti. Non mi fermerò solo al WiMAX gratuito nei grandi agglomerati urbani: ho impegnato delle risorse per prevedere l'estensione della banda larga a tutto il territorio regionale. L'obiettivo in tre anni di governo regionale è quello di garantire l'accesso ad internet in tutta la regione Abruzzo, perché internet è il futuro. ”

Basta con i privilegi
Voterò Costantini perché Chiodi ha ricevuto un incarico dalla ASL di Pescara per un totale di 61.000 euro il 23 gennaio 2004, poco prima della campagna elettorale che lo avrebbe visto eletto come sindaco di Teramo e, nonostante le pubbliche richieste, non ha ancora spiegato che cosa abbia fatto per guadagnarsi tale cifra (fonte primadanoi.it).
Io non voglio più vedere queste cose che accomunano tutti i “politici” né a Roma, né in Regione, né in Provincia e neppure nel mio Comune.

A riguardo Costantini ha scritto:
  • Eliminazione delle pensioni dei politici a partire dai prossimi eletti e adeguamento all’età pensionabile delle altre professioni per quelle già maturate.
  • Diretta streaming da Internet per consigli e giunte regionali e per riunioni tecnico istituzionali interne.
  • Eliminazione enti pubblici con CdA, collegi sindacali e consulenze ad essi legate e con accentramento della programmazione all’interno delle strutture regionali sotto il controllo diretto del Presidente della Regione.

Molti altri motivi mi hanno convinto a votare Costantini: come il no alla privatizzazione dell’acqua o gli asili nido gratuiti o la volontà di porre i politici fuori dalla sanità, ma qui non c’è più spazio per cui consiglio una visita al sito ufficiale: www.carlocostantini.it .

Pasolini

La Ballata delle Madri



Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze cosi diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.


Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È cosi che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.

Alla mia nazione



Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

mercoledì 10 dicembre 2008

Cosa è il fascismo?

A lungo sentendo parlare di fascismo riferito ai giorni nostri ho cercato di capire. Non riuscivo però ad attualizzare quanto letto sui libri di storia o visto nei documentari dell'Istituto Luce. Senza una definizione di fascismo, non potevo costruire una mia opinione. La definizione l'ho poi trovata in Pasolini:

fascismo è la prepotenza del potere

(da Scritti Corsari: "fascista" un articolo che prima o poi pubblicherò per intero)


ed ora posso dire che vedo ovunque le tracce di questo nuovo fascismo.

Un articolo di oggi che prosegue il discorso di Pasolini è questo:
Senza uguaglianza la democrazia è un regime di Gustavo Zagrebelsky apparso il 26/11/08 su Repubblica.

In esso tra l'altro dice:
“Ciò che davvero qualifica e distingue i regimi politici nella loro natura più profonda e che segna il passaggio dall’uno all’altro, è l’atteggiamento di fronte all’uguaglianza, il valore politico, tra tutti, il più importante e, tra tutti però, oggi il più negletto, perfino talora deriso, a destra e a sinistra. Perché il più importante? Perché dall’uguaglianza dipendono tutti gli altri. Anzi, dipende il rovesciamento nel loro contrario.
  • Senza uguaglianza, la libertà vale come garanzia di prepotenza dei forti, cioè come oppressione dei deboli.
  • Senza uguaglianza, la società, dividendosi in strati, diventa gerarchia.
  • Senza uguaglianza, i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto, diventano privilegi e, per quelli che stanno in basso, concessioni o carità.
  • Senza uguaglianza, ciò che è giustizia per i primi è ingiustizia per i secondi.
  • Senza uguaglianza, la solidarietà si trasforma in invidia sociale.
  • Senza uguaglianza, le istituzioni, da luoghi di protezione e integrazione, diventano strumenti di oppressione e divisione.
  • Senza uguaglianza, il merito viene sostituito dal patronaggio; le capacità dal conformismo e dalla sottomissione; la dignità dalla prostituzione.
Nell’essenziale: senza uguaglianza, la democrazia è oligarchia, un regime castale. Quando le oligarchie soppiantano la democrazia, le forme di quest’ultima (il voto, i partiti, l’informazione, la discussione, ecc.) possono anche non scomparire, ma si trasformano, anzi si rovesciano: i diritti di partecipazione politica diventano armi nelle mani di gruppi potere, per regolare conti della cui natura, da fuori, nemmeno si è consapevoli.”

Io penso che per troppi anni:
  • Abbiamo nascosto la testa nella sabbia, delegando ad altri e fidandoci solo delle loro promesse senza mai verificarle.
  • Abbiamo smesso di pensare e quindi di vivere, indaffarati soltanto a rincorrere un assurdo modello di vita, rincitrulliti dalla televisione.
  • Ci siamo dimenticati che chi governa deve rispondere del suo operato e ci siamo abituati a chinare la testa impotenti e “ad accontentarci dei resti della festa, apprendendo la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate”. (Pasolini)
  • Abbiamo cominciato a credere che il lamento sia l’unica forma di protesta.
  • Abbiano dimenticato solidarietà, amicizia, amore, e ci siamo ritirati in una solitudine paurosa ed invidiosa.
E così oggi ci troviamo in un mondo brutto, sporco, senza senso, senza futuro per noi e per i nostri figli. Con un presente improvvisamente difficilissimo, senza soldi nelle tasche mentre ci prendono in giro dicendoci di spendere per il bene del paese.

Che cosa ci vuole ancora per risvegliarsi e per capire che dobbiamo riprendere in mano le nostre vite ?

Solo una lucida rabbia può permetterci di trovare una via di salvezza !

martedì 9 dicembre 2008

Un pò di veleno al giorno

Ciao maschio, stai diventando una maschia. Non è una battuta di spirito. È la conclusione del più ampio studio mai condotto sul cambiamento di genere sessuale, da cui risulta che l'esposizione a una serie di agenti chimici ha "femminizzato" gli esemplari maschili di ogni classe di vertebrati, dai pesci ai mammiferi, compreso l'uomo.

Gli studiosi hanno compilato un elenco di daini senza testicoli, pesci maschi che ovulano, orsi ermafroditi, alligatori con il pene sempre più piccolo, orche e balene a corto di spermatozoi. La ricerca afferma che il fenomeno minaccia di mutare precipitosamente il corso dell'evoluzione, rischia di provocare la scomparsa di numerose specie animali e fa suonare un campanello d'allarme anche per gli esseri umani.

Altre ricerche di questo tipo hanno evidenziato che i maschi di madri esposte a certi agenti chimici crescono col desiderio di giocare con le bambole e col servizio da tè invece che con giocattoli "maschili". Inoltre varie comunità inquinate con fattori chimici ritenuti fonte di cambiamento di genere sessuale, in Canada, in Russia e in Italia, hanno dato nascita a un numero di femmine doppio della norma. Per tacere del fatto che il numero di spermatozoi sta scendendo su tutta la linea. "Sommando tutti questi dati abbiamo prove piuttosto evidenti degli effetti che esistono anche sull'uomo".

Per tutto questo, il rapporto accusa più di 100 mila agenti chimici, presenti nel cibo, nei prodotti elettronici, nei cosmetici, nei pesticidi, che "indeboliscono" il genere maschile, femminizzandolo. (fonte)


Per tutti quelli che dicono sorridendo: "E che sarà mai? Di qualcosa si deve pur morire!" ecco un augurio sotto forma di vignetta:

sabato 6 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Stasera al TG2

Stasera al TG2 ho visto un lungo servizio che con la scusa di un calendario benefico ha mostrato una serie di politici della maggioranza (come se non bastasse la normale razione).
Il calendario è visibile qui e qui si trovano altre informazioni.

In altre parole per contribuire alla formazione di personale sanitario in Ciad dovrei comprare il settimanale "Gente" e aggiungervi 4,90 euro. Così facendo "una parte" di questi soldi verrà usata per finanziare il progetto.
Supponiamo pure che io trovi il coraggio di sfogliare "Gente" e che trovi anche un posto per appendere il calendario. Mi chiedo: come verrà usata quella "parte" dei miei soldi che avanzerà dalle spese di realizzazione, produzione e distribuzione del calendario e da quelle necessarie per retribuire i dipendenti della onlus?
Per trovare una risposta basta usare internet e ed andare nel sito della onlus. Si viene così a sapere che è nata a giugno e che questo è il primo progetto che realizza. Il sito però non ha nulla a che vedere, ad esempio, con il sito di Emergency pieno di amputati, di chirurghi con la barba lunga, di bimbi denutriti e di bilanci sull'impiego dei fondi.
Qui abbiamo qualche bimbo allegro, poche informazioni sul progetto umanitario e la foto del presidente e della sua vice tirati a lucido con i link ai rispettivi siti. Non voglio esprimere giudizi, dico solo che una rapida visita vale più di mille mie parole.

Concludendo resta da ricordare i politici che hanno contribuito a questa meritevole iniziativa, per i 12 mesi (in ordine cronologico): Carfagna, Andreotti, Bertinotti, Marini, Schifani, Fini, Cossiga, Brunetta, Gelmini (a settembre), La Russa, Veronesi, Berlusconi (ovviamente a dicembre), e poi, in un collage di foto per la copertina: Pivetti, Bonfrisco, Rizzotti, Ghigo, Di Stefano, Piscitelli, Meloni, De Gregorio, Bonaiuti, Mussolini e Fassino.

Un sentito grazie a tutti loro.

Caso mai aveste ancora qualche dubbio e ancora 5 euro da regalare, vi ricordo che potete donarle online, ad esempio, a Emergency.

mercoledì 3 dicembre 2008

Blog in sciopero

Berlusconi propone di regolamentare Internet
"Su internet manca una regolamentazione internazionale uniforme. Credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo questa proposta" di riforma. silvio berlusconi visita il Polo tecnologico di Poste italiane all'Eur e propone per il G8 di cambiare le regole relative ad internet
"Porteremo sul tavolo del G8 -insiste- una proposta di regolamentazione di internet per tutto il mondo, visto che internet e' un forum aperto a tutto il mondo".(Fonte con approfondimenti)

Non credo che al G8 lo considereranno (Obama in testa) ma mi preoccupo per il tentativo che dovremo aspettarci in Italia e che è già iniziato!

Infatti in Italia internet è tecnicamente clandestina grazie ad una legge che, sotto l'aspetto tecnico e pratico, è in grado di chiudere la bocca di ogni libero cittadino che si dedica all’informazione amatoriale attraverso un proprio sito internet, prima sequestrandolo e dopo giudicandolo colpevole di stampa clandestina.

La classe politica italiana, di qualunque estrazione ideologica, tenta da anni di dare una definizione ad una realtà in continua evoluzione come la rete.
Solo nei mesi di ottobre e novembre 2008 sono stati presentati ben due diversi d.d.l. che introducano obblighi giuridici ed amministrativi nei confronti degli autori di siti internet che per ragioni di passione e comunicazione, si occupano di informazione non in modo professionale ma amatoriale.

Premesso che non si può scendere a compromessi (pena la perdita di libertà di pensiero e informazione) sui seguenti aspetti del web:
  • internet è uno spazio universale, fatto da milioni di voci che creano confronto, imparzialità e pluralismo ed è, per sua natura, un luogo di libera circolazione delle idee;
  • soltanto in rete è possibile trovare notizie indicazioni che altri mezzi di comunicazione censurano o semplicemente sorvolano;
  • siti internet, forum blog e testate on line hanno rivoluzionato il modo di ricevere informazioni, sviluppando il senso critico in ciascun individuo;
  • il WEB 2.0 ha creato le condizioni adatte per partecipare all’informazione interagendo con essa dando l’opportunità di veicolare le opinioni personali e che ogni aggiornamento apportato alle informazioni è, verosimilmente, all’insegna della trasparenza e della veridicità della notizia;
chiediamo il tuo aiuto e impegno a far girare questo appello, affinchè aumenti la consapevolezza generale del pericolo che tutti i siti internet amatoriali non hanno garantita la certezza del diritto di esprimere la propria opinione in rete.

Non possiamo affidare solo alla classe politica il futuro dell’informazione (e quindi della Democrazia).

Un primo blogger: Carlo Ruta ha subito il sequestro e la chiusura del suo blog ed è stato condannato per stampa clandestina, sanzionato a causa di una normativa colpevolmente ambigua, forte con i deboli!

Domani potrebbe capitare a chiunque ed è quindi nostro preciso dovere intervenire in nome della prevenzione e della costruzione.

Internet è un bene libero di tutti. Un treno obbligato per la libera circolazione del pensiero e delle informazioni. Perdere questo treno potrebbe costarci molto più che un semplice sito o blog!

Per ulteriori informazioni




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Per questi motivi oggi questo piccolo blog si veste di nero e si unisce agli altri in una giornata di sciopero. A riguardo vedi il seguente servizio televisivo trasmesso da Neapolis il 2 dicembre 2008.



lunedì 1 dicembre 2008

La cultura nel cesso

Ricordate il portale italia.it? Lanciato nel marzo del '94 dall'allora ministro per l'Innovazione e la Tecnologia, lucio stanca, come la pagina web che avrebbe rivoluzionato l'immagine del Bel Paese rendendola fruibile a tutti coloro che lo volessero visitare. Italia.it non ha mai cessato di incassare critiche. E anche piuttosto robuste, visto che i costi del sito, stanziati solo per l'avvio dell'operazione, sono stati di 45 milioni di euro. Una enorme quantità di soldi solo per il logo (immagine seguente).


Francesco rutelli, Ministro dei Beni Culturali con il governo Prodi, ereditò il portale e cercò di rilanciarlo come poteva. Ci mise anche la faccia in uno spot degno di Totò:



ma fu solo la lapide sulla tomba ed il sito è morto a gennaio 2008 per mancanza di visite.

Dopo rutelli come si poteva fare di peggio?

Facendo ministro sandro bondi !





Ad esempio, forse non tutti sanno che il ministro scrive poesie:

A Rosa Bossi in berlusconi (la madre di silvio)
Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio

A Silvio (berlusconi)
Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

A Giuliano Ferrara
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza

A Walter Veltroni
Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata
Figlio mio Ritrovato

Se non vi basta, provate questa antologia o usate google.

Ma anche a me era sfuggita l'ultima sua trovata che ha fatto il giro del mondo:
ha nominato alla direzione generale dei musei italiani l'ex direttore di McDonald's Italia Mario Resca (d'altra parte mcdonald e musei cominciano entrambi per emme).



Qui trovate un curriculum del supermanager. Strana coincidenza: come se non bastasse il mcdonald (12 anni, fino al 2007), anche lui è un uomo legato alle multinazionali del petrolio!

I commenti non sono mancati, riportiamone però uno positivo: vittorio sgarbi valuta in modo “molto positivo” la nomina: “Non mi pare ci sia alcuna ragione di stupore .... Devi cercare qualcuno che fa funzionare quello che sta intorno ai musei: il ristorante, il bar, l’apertura serale, l’offerta delle serate, i gabinetti". Una domanda sorge quindi spontanea: quanto ci costerà avere i gabinetti puliti?

Un'ultima domanda: come si esce da questo incubo?

Che altro ci vuole per arrabbiarsi per davvero?

Federalismo alla berlusconi: l'abruzzo deve morire

Da qualche giorno è apparsa una notizia allucinante:

E’ in arrivo una legge del centrodestra che scavalca le regioni e i comuni per quanto riguarda l'estrazione e la lavorazione del petrolio.

Gli unici soggetti che potranno decidere sulle risorse del sottosuolo, compresa la localizzazione dei pozzi e degli impianti, saranno lo Stato e le compagnie petrolifere.

Vedi:
"La fine della democrazia?"
"Estrarre il petrolio, si o no? Deciderà lo Stato: enti locali scavalcati"
"Federalismo alla berlusconi"

Questa è l'arma finale nelle mani di berlusconi e dei suoi burattini per realizzare quanto già stabilito nel "piano triennale per lo sviluppo":

Possibilità di ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle acque dell’alto Adriatico, in Abruzzo e in Basilicata se questo non comporta rischi di abbassamento delle coste (fonte - pag.4).

Come detto in un precedente post questo significa che l’Abruzzo morirà lentamente, morirà il suo turismo, si ammaleranno i suoi cittadini, la parte di economia basata sull’agricoltura e sul turismo verrà spazzata via in pochi anni e sostituita dal nulla come già successo in Basilicata.

Che altro ci vuole per arrabbiarsi per davvero?



Nota: qui si trova la documentazione: disegno di legge 1441-ter A - articolo 16 comma 19, occorre però occorre risalire la catena fino all'articolo 14 comma 3bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 per capire che le cose stanno proprio come denunciato.