
Chi ci governa (al di sopra degli stati) vuole che una parte del mondo consumi per potersi arricchire. Ma l'altra parte deve essere sfruttata, perchè i privilegi di alcuni sono la miseria di altri.
Il consumatore cominciava però ad essere incerto, sentiva scricchiolare le sue sicurezze, vedeva le fabbriche chiudere, i poveri aumentare; vedeva gli immigrati come il risultato di quello stesso sistema economico che lo cominciava a toccare da vicino, l'esempio vivente di cosa gli sarebbe potuto capitare.
Ed allora gli stati - che nulla possono o vogliono fare contro le spinte economiche che li sovrastano - hanno costruito la paura del terrorismo e del fondamentalismo e l'hanno collegata all'immigrazione. Le paure dei consumatori sono così state deviate dalla causa ad uno dei suoi effetti: le migrazioni economiche trasformate mediaticamente in un attacco famelico e armato.
I governi locali si sono così costruiti un ruolo che potevano affrontare: la difesa dei confini da queste nuove invasioni barbariche.
Ai privilegiati è stato insegnato che i loro privilegi sono dovuti e vanno difesi (guai se aprissero gli occhi e vedessero il sangue nel carrello della spesa).
Ci hanno così convinti ad accettare il sostegno a dittatori sanguinari per mantenere il nostro tenore di vita (e - nello stesso modo - ad accettare supinamente le volontà delle multinazionali).
I privilegiati hanno così delegato - perchè il consumismo prevede che non si faccia più nulla da soli - polizie, eserciti, mercenari e multinazionali a combattere per loro.
Ma anche chi è al di fuori, chi bussa alle porte, chi non ha nulla da perdere è pronto a combattere se non per diventare un privilegiato, almeno per non essere più sfruttato; e non può che farlo in prima persona.
Se poi qualche chiesa sfrutta questa disperazione è solo un effetto collaterale, non è la causa.
Immaginiamoci ora come giudici terzi e domandiamoci: quale dei due comportamenti è più "giustificabile"? Quello dello sfruttato o quello dello sfruttatore?

Perchè non rispondere all'Italia e al mondo con le sue stesse leggi? Perche non chiudere il gas e il petrolio per rinegoziarne il prezzo? Perchè non liberare quell'esercito di disperati in fuga - scarti di economie distrutte dallo sfruttamento e dalla globalizzazione - ora bloccati sulla strada della migrazione dal denaro italiano?
Già, perchè no? Per non disturbare il nostro quieto vivere?
E noi cosa faremmo? Gli spareremo addosso? Cercheremo di nuovo di assicurarci un posto al sole?
Gli equilibri si sono rotti, e noi siamo proprio sulla linea di frattura.
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