venerdì 7 gennaio 2011

Adesso basta

Da "Adesso basta" di Simone Perotti - Chiarelettere

"A scuola si dovrebbe parlare soprattutto del concetto chiave della vita del singolo: la libertà. Quel difficile percorso che può portarci a vivere in un modo molto simile a come vogliamo, sconfiggendo i draghi sputafuoco dei condizionamenti, i limiti imposti dal sistema economico, le trappole commerciali, fiscali, edonistiche, e riappropriandoci in tempo utile della nostra esistenza.

Non ho mai amato il complottismo, e non credo quasi mai che ci sia un disegno lucido e spietato dietro i fenomeni maggiori. Però, certo, non parlare mai della libertà ai ragazzi è talmente strano che sembra proprio un piano scritto a tavolino.
Nessun potere vuole che circoli gente libera nel suo territorio, questo è chiaro. La gente libera non compra quel che tu gli dici di comprare e non fa quel che tu gli dici di fare. O meglio: la gente libera compra il tuo prodotto solo se la convinci, e devi farlo bene, con cura, perché l’uomo libero sa capire quando vuoi fregarlo. La gente libera può accettare di pregare il tuo Dio, ma non puoi pensare di ammaliarla con qualche storiella sul peccato e i sensi di colpa; cerca cibo per una libera spiritualità, in cui non si perde il senso delle cose anche se si accetta il concetto della fede. Se un politico prova a mettere nel sacco un uomo libero, ci sono molte possibilità che si ritrovi senza poltrona.
Pensate alle multinazionali e alla pubblicità. Finché ci sarà uno schiavo che vuole somigliare al papà bello e sorridente che la mattina inzuppa un frollino in un’enorme tazza di latte davanti a una moglie splendida e a un figlio ideale, in una casa irrorata dal sole, loro potranno vendere il loro prodotto a un prezzo gonfiato dai costi dovuti al marketing, al sovrannumero aziendale, agli sprechi, all’eccesso di retribuzioni dirigenziali.
Un uomo libero non vuole necessariamente far parte di quel quadretto, o almeno comprende che il segreto di quell’immagine idilliaca non è il frollino. Così facendo finisce immediatamente fuori dal target del prodotto. In più farà cose inammissibili come confrontare i prezzi, gli ingredienti, il contenuto di colesterolo o quello di zucchero, e alla fine comprerà un altro frollino, scegliendo da uomo libero. Se le cose andassero così su vasta scala, la multinazionale chiuderebbe presto i battenti.

Ecco perché la scuola non insegna nulla di tutto ciò. Nessuno ne sente l’esigenza. Anzi, i legislatori ne colgono il rischio. Se la libertà portasse voti o denaro, non si parlerebbe d’altro. Ecco perché la libertà non è un punto di partenza, oggi. Non può esserlo. La politica oggi è un segnale debole, e non può avere un ascoltatore forte. Verrebbe disintegrata.
Che vi sia un ordito del Potere o che si tratti solo di casualità, sta di fatto che nasciamo condizionati, e in più siamo il risultato di un mediocre sistema educativo e un pessimo schema di relazione. Al massimo la libertà può diventare un punto d’arrivo per (pochi) adulti. Nel 2009, nel democratico Occidente, nel rispettoso mondo della democrazia, la libertà vera, quella psicologica, economica e culturale dell’individuo, è un materiale esplosivo che il potere maneggia con molta cautela.
Il vero rivoluzionario contemporaneo, quello che può seriamente far tremare l’establishment politico-economico, è oggi un consapevole, cocciuto, equilibrato individualista, che parte da sé, dal suo mondo, ci lavora sopra, fa di tutto per essere libero e consapevole come essere umano singolare. (Un individualista della volontà, sia chiaro, restando nel cuore un uomo sociale e in relazione). Non necessariamente compra ciò che gli si dice. Non necessariamente fa quel che dovrebbe. Usa gli strumenti come strumenti, non come fini. Costruisce una sua realtà, adatta a sé, efficiente, concreta.
Così facendo, il singolo diventa eversivo. Egli interrompe in qualche punto vitale le sinapsi del consumismo e dell’assenza di senso. Il suo comportamento è individuale, cioè mosso dalla responsabilità e dalla dignità del singolo essere, dall’orgoglio di non vedersi soggiacere alla massificazione, eppure ha effetti enormi sul sistema, il suo esempio è emblematico e vale più di mille teorie sociali o programmi politici. Con conseguenze imprevedibili.

Dieci, cento, mille uomini così e il potere è spacciato."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto!
Basta!
Soprattutto con i proclami logorroici e catastrofisti alla 'Grillo'!
Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cris ha detto...

Quale il metro, quale lo strumento per contarli gli uomini così?
Forse sono (siamo, spero di potermi contare) abbastanza, e la consapevolezza del numero potrebbe essere un buon strumento di marketing per far sapere che anche così si vive bene, forse meglio.

Cristiano,
progettista di sogni