venerdì 28 gennaio 2011

Ai limiti del sistema

Tunisia, Algeria, Egitto, Giordania, Yemen, Libano, Albania, Grecia, Irlanda, Portogallo

Il problema globale è noto: le risorse non ci sono per tutti: alcuni le sprecano, altri - molti altri - sono al limite della sopravvivenza. Oggi le risorse cominciano a scarseggiare ma i profitti non possono calare per cui: in Italia la fiat chiede di più ai lavoratori mentre ai limiti del sistema cresce il prezzo del grano.

Ai limiti del sistema, l'aumento del grano significa aumento della fame, dando così il via alle rivolte di chi non ha più nulla da perdere.

Forse tutto si riacquieterà per un poco o forse quel disoccupato che si è dato fuoco in Tunisia darà il via a un cataclisma mondiale.

La sensazione è quella che si ha un attimo dopo la partenza dell'ottovolante: troppo tardi per fare qualcosa o ripensarci, teniamoci forte. Salvo poi realizzare che siamo saliti su qualcosa di molto più pericoloso di un ottovolante.

1 commento:

Cris ha detto...

Il succo è questo: abbiamo creato una società ricca e borghese, e la borghesia si sa, fa fatica a mollare.
La frase chiave del post è: "chi non ha più nulla da perdere".
Ecco, quando chi non ha più nulla da perdere sarà numericamente superiore alla piccola borghesia, si avrà la rivoluzione.