giovedì 18 settembre 2008

Attenzione alle vostre tasche !

Le riforme istituzionali si dovrebbero fare avendo in mente il futuro del Paese. In Italia si fanno con in mente il futuro del governo, per tenere buoni tutti i partiti della coalizione. E' il caso dell'articolo 20 dell'ultima versione della bozza Calderoli sul federalismo fiscale, approvata in prima lettura dal Consiglio dei Ministri di giovedì. Una norma che sfugge ad ogni razionalità economica e giuridica. Vediamo perché.

L'articolo 20, quello sulle Regioni a Statuto Speciale, ha un nome, un cognome e un indirizzo: Raffaele Lombardo - MPA - Presidente della Regione Sicilia. Per far contento anche lui è spuntata la possibilità di attribuire alle Regioni a Statuto Speciale "quote del gettito derivante dalle accise sugli oli minerali in proporzione ai volumi raffinati sul loro territorio".
Poiché 5 raffinerie su 6 delle Regioni a Statuto Speciale sono (ma guarda un po') localizzate in Sicilia, la norma consente a questa Regione di trattenere in loco una buona parte del gettito delle accise sulla benzina raffinata. E non si tratta di noccioline. Con più di 20 miliardi di gettito complessivo all'anno, le accise sugli oli minerali costituiscono la la quarta imposta erariale italiana, e la quota raffinata in Sicilia è quasi del 50 per cento. Si osservi che mentre la logica politica della norma è chiara, quella economica latita, e non trova fondamento giuridico né nel nostro sistema tributario né nello Statuto della Regione Sicilia. L'accisa è una tassa esigibile "all'atto dell'immissione in consumo del prodotto", è cioè un'imposta alla vendita, non alla produzione.

In pratica, lo Stato impone le accise sulla benzina, gli abruzzesi le pagano, e i soldi vanno, in buona parte ai siciliani.


E' l'opposto del principio della responsabilità fiscale, cioè dell'essenza del federalismo ("pago, controllo, esigo"); qui le tasse le paga qualcuno e i soldi vanno a qualcun altro.


E dire che di responsabilità fiscale la Sicilia ne avrebbe un gran bisogno; è la Regione che già prende più trasferimenti dallo Stato (il 20% di tutti i trasferimenti erariali alle Regioni), ma che li spende molto male, a giudicare dalla qualità dei servizi offerti ai cittadini, dal numero e dai redditi degli amministratori pubblici e dall'età di pensionamento dei funzionari pubblici. Se questo è il federalismo alla Calderoli, ne vedremo di belle.

Tratto da Federalismo ad personam di Tito Boeri e Massimo Bordignon 14.09.2008 su lavoce.info

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